Cicerchia di campodimele PAT Lazio

Prodotto Agroalimentare Tradizionale del LAZIO

Leguminosa da granella dalla caratteristica forma irregolare (i semi sono schiacciati e piuttosto angolosi), di colore beige chiaro e dal sapore delicato, vagamente amarognolo. La sua forma ricorda quella dei sassolini, tanto che alcune persone, la utilizzavano per farne il brecciolino nella realizzazione del presepe che segna la strada di passaggio dei pastori e dei Re Magi. La sua coltivazione non necessita di particolari interventi: non richiede concimazioni, né interventi chimici, né irrigazione. La pianta viene estirpata dal terreno o tagliata al ciocco, quando è completamente secca, e posta a terra per la battitura manuale da cui si ricava il seme. Si semina nel mese di marzo e si raccoglie tra luglio e inizio agosto. Il prodotto Cicerchia di Campodimele proviene dalla coltivazione della varietà autoctona “Cicerchia di Campodimele” a rischio di erosione genetica e tutelata della L.R. 1 marzo 2000 n. 15.

CENNI STORICI

Situato sulla cima di un ripido colle di origine carsica, circondato da colline boscose e montagne brulle, sulle estreme propaggini dei monti Ausoni, Campodimele offre l’habitat ideale per la coltivazione della Cicerchia che vanta antiche tradizioni. Ampiamente diffusa nelle colline interne laziali fino al dopoguerra, costituiva, grazie al fondamentale apporto proteico, una importante fonte alimentare per gli abitanti di Campodimele. Ancora oggi la battitura dei baccelli da cui si ricava il seme avviene esclusivamente a mano. Un tempo questo evento era vissuto come un momento di grande gioia a cui partecipava tutto il paese. Ogni anno, la prima domenica di agosto, la cittadina sud pontina dedica a questo tipico legume della tradizione agropastorale una Sagra che si tiene in località Taverna, con degustazione di Cicerchie accompagnate da salsicce, pane di grano e un buon bicchiere di vino.

Territorio di produzione

Campodimele (LT)

Ricotta secca PAT Lazio

La sua presenza storica nella produzione e nei mercati locali è plurisecolare e riscontrabile da documenti storici. La Ricotta secca è citata nell’Atlante dei Prodotti Tipici: “I Formaggi”, redatto dall’Istituto Nazionale di Sociologia Rurale (1991), anche se si fa riferimento solo alla ricotta secca prodotta in provincia di Rieti.

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Ricotta viterbese PAT Lazio

La ricotta veniva mangiata prevalentemente dai pecorai, che rivendevano per necessità il più ricercato formaggio e lasciavano per casa la meno pregiata ricotta. Fu chiamata, pertanto, “il formaggio dei poveri”. Oggi è considerata un alimento ottimo per i bambini e per gli adulti sia per la sua composizione nutrizionale che per la sua facile digeribilità,…

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Ricotta di pecora e capra dei Monti Lepini PAT del Lazio

Ricotta dolce ottenuta dal siero della lavorazione di latte ovino e caprino, con aggiunta di una minima percentuale di latte ovi-caprino al momento della coagulazione. Si presenta con una struttura grumosa, asciutta e compatta, pezzatura da 0,5 a 1 kg, forma tronco-conica, sapore dolce, mai salato.

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