Cece del solco dritto di Valentano PAT Lazio

Prodotto Agroalimentare Tradizionale del LAZIO

Il Cece del solco dritto di Valentano presenta semi di colore giallastro con peso variabile da 250 a 350 mg, possiede caratteristiche organolettiche eccezionali in quanto a sapidità e tempi di cottura. La coltivazione viene efettuata su terreni di origine vulcanica con alto contenuto di potassio e scarsa presenza di calcio, situati a 300-400 m s.l.m. in ambiente collinare e con clima mite dovuto alla presenza del Lago di Bolsena. La semina avviene nel mese di febbraio e la raccolta a luglio.

METODO DI PRODUZIONE

La preparazione del terreno è efettuata con un’aratura a media profondità (30/35 cm), seguita da interventi di amminutamento del terreno (1-3 passaggi) con erpice a dischi e con fresa. Prima della semina il terreno è livellato, afnato e liberato dalle erbe infestanti, in modo tale da garantire le migliori condizioni per lo sviluppo delle piantine. Non si efettuano concimazioni chimiche né operazioni di diserbo chimico; le tecniche di coltivazione non si discostano sostanzialmente da quelle seguite in passato. La raccolta avviene, per la quasi totalità, con mietitrebbiatrici adattate e, più raramente, a mano

CENNI STORICI

Il 14 agosto di ogni anno si svolge, nella piana attraversata dal fiume Olpeta e sottostante il comune di Valentano, “la tiratura del solco dritto”. All’alba, dopo il segno della croce e l’invocazione di S. Isidoro, protettore dei bifolchini, si inizia la tiratura di un solco retto e lunghissimo (4-6 km), per mezzo di un aratro in legno trainato un tempo da un parecchio (paio) di buoi, oggi, da un trattore. Si segue il percorso già tracciato in precedenza da alcune “bife” di legno. Il miglior punto di osservazione è, senza dubbio, il paese, da cui è possibile constatare la rettitudine del tracciato. L’altro punto di riferimento è costituito dalla linea d’orizzonte. Al tempo della tiratura con i buoi, occorrevano almeno 6-7 ore per il completamento delle operazioni, attualmente ne bastano circa due nel corso delle quali i bifolchi non possono consumare cibi né bevande, all’infuori dell’acqua. Solo al termine della fatica è il “Signore” della festa, oggi il Sindaco del comune ad ofrire loro un’abbondante colazione a base di vino e biscotti. La tiratura del solco ha diversi significati.

La tradizione orale più leggendaria è quella che vede nel solco il passaggio creato da un bifolco per agevolare il transito della Vergine e del Bambino, in fuga verso l’Egitto o quella che vi individua il viaggio percorso dalla Vergine per ascendere al cielo. L’accezione più accreditata è, invece, quella che individua nel tracciato rettilineo l’auspicio per la successiva annata agraria, sotto la protezione della Vergine, di cui si festeggia l’Ascensione il giorno successivo (15 agosto). Più il solco risulta dritto, più viva è la speranza per un futuro cospicuo raccolto. La manifestazione è legata alla denominazione dei Ceci di Valentano la cui presenza, un tempo, era di grande rilevanza per la popolazione. Poter disporre di un abbondante accolto di ceci significava per gli abitanti di questo paese poter disporre di una delle poche fonti di proteine disponibili. La presenza di questo legume, all’interno dell’areale in esame è molto antica. La vocazione alla produzione di leguminose dei comuni distribuiti in prossimità del Lago di Bolsena è dimostrata sin dal tempo degli Etruschi ed è confermata, in seguito, da documenti medievali. Nel XIII-XIV secolo, in particolare, nella Val di Lago, la coltura dei ceci risulta molto diffusa, tanto che alcuni statuti dedicano apposite rubriche a “de pena colligentium cicera et alia legumina”.

Territorio di produzione

Acquapendente, Valentano (VT)

Ricotta secca PAT Lazio

La sua presenza storica nella produzione e nei mercati locali è plurisecolare e riscontrabile da documenti storici. La Ricotta secca è citata nell’Atlante dei Prodotti Tipici: “I Formaggi”, redatto dall’Istituto Nazionale di Sociologia Rurale (1991), anche se si fa riferimento solo alla ricotta secca prodotta in provincia di Rieti.

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Ricotta viterbese PAT Lazio

La ricotta veniva mangiata prevalentemente dai pecorai, che rivendevano per necessità il più ricercato formaggio e lasciavano per casa la meno pregiata ricotta. Fu chiamata, pertanto, “il formaggio dei poveri”. Oggi è considerata un alimento ottimo per i bambini e per gli adulti sia per la sua composizione nutrizionale che per la sua facile digeribilità,…

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Ricotta di pecora e capra dei Monti Lepini PAT del Lazio

Ricotta dolce ottenuta dal siero della lavorazione di latte ovino e caprino, con aggiunta di una minima percentuale di latte ovi-caprino al momento della coagulazione. Si presenta con una struttura grumosa, asciutta e compatta, pezzatura da 0,5 a 1 kg, forma tronco-conica, sapore dolce, mai salato.

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