Melograno, Punica granatum

Il melograno è una pianta resistente all’arido estivo ed alle temperature invernali tipiche del Mediterraneo; in tali condizioni è straordinariamente resistente ad ogni tipo di malattia. In ambiente inadatto, eccessivamente umido o piovoso, in estate è soggetto a marciumi radicali. In ambiente ben drenato resiste agevolmente a -10 °C, (14 °F).

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Albicocco, Prunus armeniaca L.

Biologia: ha fioritura precoce e perciò è più soggetto a danni da ritorni di gelate, nel periodo primaverile. Le cv usate sono autocompatibili (comunque quasi mai se ne usa una sola), mentre cv di origine USA sono autoincompatibili; l’impollinazione è entomofila anche se sembra esserci anche cleistogamia nelle autocompatibili, tuttavia non è possibile produrre senza impollinatori. Limiti pedoclimatici: necessita di 250-1200 UF, fabbisogno in freddo che, se non soddisfatto comporta anomalie fiorali ed elevata cascola delle gemme; principale fattore limite è l’eccesso di umidità nel terreno e nell’aria, inoltre è sensibile all’asfissia radicale. Teme le gelate di ritorno e perciò si è spostato nel sud Italia.

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Ciliegio, Prunus avium

In Italia è presente naturalmente dalle zone altocollinari sino a quelle montuose, talvolta al confine della zona tipica delle latifoglie, presentando una buona resistenza al freddo. Assieme al Prunus cerasus esso è una delle due specie di ciliegio selvatico che sono all’origine delle varietà di ciliegio coltivato che produce tipologie di ciliegie che vanno dal Graffione biancopiemontese, al Durone nero di Vignola, la Bigareau di Conversano e la Ciliegia Ferrovia in Terra di Bari.

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Gelso nero, Morus nigra

Il Morus nigra è un albero longevo e può diventare centenario, caducifoglie e latifoglie, alto fino a 8 m, può raggiungere anche 15–20 m. È simile al gelso bianco, ma si differenzia per alcuni caratteri salienti: la foglia, pubescente nella pagina inferiore, ruvida nella pagina superiore, cuoriforme alla base. il frutto, costituito da piccole bacche carnose, che assumono a maturità un colore rosso-violaceo ed un sapore dolce. Le foglie presentano il margine dentato. La chioma è caratterizzata da rami robusti e grossolani. I frutti sono chiamati sorosi botanicamente.

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Gelso bianco, Morus alba

Il gelso bianco è un albero caducifoglie e latifoglie, ad accrescimento piuttosto rapido, è longevo e può diventare secolare, alto fino a 15–20 metri, con tronco che si presenta irregolarmente ramificato, chioma densa, ampia e arrotondata verso la sommità. Presenta radici di colore aranciato carico, robuste, profonde ed espanse, poco adatte a terreni secchi e aridi, pur presentando un fitto capillarizio che gli consente di sopravvivere anche in condizioni di moderata siccità. Vegeta in luoghi soleggiati o al massimo a mezz’ombra, e necessita di ampio spazio in quanto raggiunge notevoli dimensioni. Allo stato naturale e se non capitozzato può vivere fino a 300 anni e più .

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Melo domestico, Malus domestica

Il frutto, detto pomo o mela comunemente, si forma per accrescimento del ricettacolo fiorale insieme all’ovario ed è perciò un falso frutto; ha forma globosa, generalmente di 5–9 cm di diametro, prima verde e a maturazione, estivo-autunnale, con colore variabile dal giallo-verde al rosso. Il frutto vero, derivato dall’accrescimento dell’ovario è in realtà costituito dal torsolo, di consistenza più coriacea rispetto alla polpa.

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Mandorlo, Prunus dulcis (Mill.)

il termine Prunus si trova già citato da Plinio ed è probabilmente la latinizzazione della parola greca proumne che significa susino. Dulcis invece significa soave, piacevole in riferimento al bell’aspetto della pianta. Il Mandorlo è da sempre considerato simbolo della speranza e della rinascita per il fatto che è una delle prime piante a fiorire con l’arrivo della Primavera.

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