Mandarino Citrus reticulata

Caratteristiche botaniche:

DESCRIZIONE DELLA PIANTA

Il mandarino e le sue varianti è una pianta che non occupa molto spazio e che si può coltivare con relativa semplicità, da solo o all’interno di un frutteto misto, nel quale gli agrumi, che fruttificano in inverno, contribuiscono ad allargare la stagione di raccolta.

Il Mandarino è una pianta sempreverde che si presenta come un grosso arbusto o un albero, robusto e dalla chioma espansa.Raggiunge fino ai 4-5 metri d’altezza, ma nelle colture intensive non supera mai i 3 metri per facilitare la raccolta dei frutti.

Il mandarino (Citrus reticulata) fa parte della famiglia delle Rutacee come arancio, limone, pompelmo e gli altri agrumi, ed è una specie sempreverde di origine orientale. Le foglie sono lanceolate e di colore verde lucente, i fiori bianchi e profumati, e la pianta nel complesso ha un aspetto piacevole anche se coltivata a fini prettamente ornamentali, soprattutto quando è carica di frutti. I fiori sono piccoli, bianchi, singoli e profumati, sono ermafroditi con calice a 5 sepali e corolla a 5 petali dotati di numerosi stami riuniti in fascetti. La fioritura molto abbondante, è sempre a livello dei rametti di nuovo germogliamento, a partire dall’inizio della primavera fino all’estate, con piena fioritura nel mese di maggio.

Il frutto è un particolare tipo di bacca, detta esperidio, di forma sferoide un po’ appiattita, la buccia del frutto (il flavedo) è di colore arancione, sottile e profumata per le numerose vescichette contenenti olio essenziale. La parte sottostante la buccia (l’albedo) ricco di pectine e flavonoidi è molto sottile e consente una facile pelatura del frutto. La polpa è di colore arancio chiaro, costituita da spicchi facilmente divisibili, al cui interno sono immersi numerosi semi. Gli spicchi sono suddivisi da una sottile pellicola, l’endocarpo, e ripieni di numerosi peli allungati, ricchi di succo, che circondano i semi.

Come per molte altre piante di agrumi i rami possono presentare spine, soprattutto a livello dei succhioni (rami ad andamento verticale). 

STORIA E CURIOSITÀ:

Gli agrumi, una famiglia (botanicamente il genere Citrus) che comprende aranci amari, aranci dolci, cedri, mandarini, clementine, pompelmi, limoni e via dicendo, sono coltivati da almeno 4000 di anni e una serie di incroci successivi hanno generato almeno 25 specie diverse. Dal punto di vista economico l’agrume più importante è l’arancia dolce, prodotta soprattutto in Brasile, nei paesi mediterranei, in Cina e in USA. Negli ultimi anni però si è osservata una riduzione del mercato a favore dei mandarini.

Di solito associamo le arance e i limoni al sole delle nostre regioni meridionali, ma forse stupirà qualche lettore scoprire che la domesticazione degli agrumi è iniziata migliaia di anni fa in Asia. I primi documenti scritti che citano gli agrumi sono il testo cinese “Tributo a Yu” (2205-2197 BC), dove vengono menzionate alcune specie di agrumi, probabilmente mandarini e pomelo, e l’indiano “Vajaseneyi sambita” (800 BC) che cita i cedri e i limoni.

La genealogia di questi frutti è rimasta per lungo tempo misteriosa sino a quando il recente sequenziamento del genoma di alcuni agrumi ha permesso di ricostruirne parzialmente i complessi rapporti di parentela. La scoperta più sorprendente è il fatto che quasi tutti gli agrumi coltivati al mondo sono il risultato di incroci di sole tre specie: il cedro, il mandarino e il pomelo.

L’introduzione e la diffusione in Sicilia e in tutta l’area mediterranea della pianta di Mandarino la si deve in particolar modo all’Orto Botanico di Palermo dove venne piantata per la prima volta agli inizi del 1800. Mandarini  e Clementine rappresentano ad oggi, dopo le Arance, i principali frutti del genere Citrus prodotti e commercializzati a livello mondiale. 

Come avviene per le Arance anche per il Mandarino si ottengono diverse tipologie di oli essenziali a seconda dell’organo vegetale impiegato per l’estrazione. Dalla buccia del frutto, per spremitura a freddo, si estrae l’olio essenziale di Mandarino, mentre dalle foglie per distillazione in corrente di vapore, si ottiene l’olio essenziale di Petit grain di Mandarino. Anticamente l’estrazione avveniva manualmente spremendo le bucce degli agrumi su spugne naturali, operazione ancora oggi in uso per alcune tipologie di agrumi in certe zone dell’Italia meridionale.

Altra curiosità: esistono due tipologie di essenza, estratte dalle bucce del frutto; differenti a seconda del grado di maturazione dell’esperidio. Dal Mandarino rosso giunto a maturazione si ottiene un olio essenziale dolce, caldo e fruttato; mentre dal frutto verde immaturo si ottiene un essenza fresca, pungente e frizzante. I componenti, le proprietà e le indicazioni rimangono gli stessi; ciò che cambia è proprio il profumo sprigionato dall’essenza

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