ViVi green – Lo sviluppo sostenibile, i cibi e l’impronta ambientale

C’è poi un altro equilibrio che riguarda gli esseri umani e tutti gli organismi, quello con la Terra! Il nostro pianeta, infatti, è come un grande organismo alimentato dall’energia del Sole. In essa si svolgono quei cicli naturali (es. dell’acqua, del vento) e quei processi chimici e fisici, prima fra tutte la fotosintesi, che producono la vita, e grazie ai quali nascono le piante e gli animali di cui ci nutriamo.

Purtroppo l’uomo, soprattutto con le attività industriali, ha modificato questi delicati equilibri, utilizzando risorse non rinnovabili, cioè non inesauribili e per giunta inquinanti (come il petrolio), distruggendo ambienti naturali per costruire le città, e così via. Questo è servito per lo sviluppo economico e sociale, ma ha creato gravi problemi come i cambiamenti climatici, la desertificazione, la scomparsa di molte specie vegetali e animali che costituiscono la biodiversità.

La stessa industria alimentare, da una parte permette di produrre grandi quantità di cibo e di soddisfare tutti i gusti, dall’altra però non sempre rispetta i ritmi naturali che servono alle specie per riprodursi e crescere, e rischia così di provocare seri problemi. Ad esempio, per mangiare anche in inverno degli ortaggi che normalmente crescono d’estate, come melanzane, peperoni e zucchine, bisogna coltivarle al chiuso, dentro le serre. Ma a volte non basta solo farle stare “al calduccio”, la loro coltivazione richiede l’uso di molta acqua, e di sostanze chimiche, come i pesticidi, i fitofarmaci, i conservanti e i coloranti, per conservarle più a lungo, fino… al supermercato!

Ultimamente, però, ci si è accorti che tutto ciò provoca uno squilibrio, dannoso sia il pianeta che per gli esseri umani, e si è diffusa l’idea dello sviluppo sostenibile. Cosa significa? Gli Stati in pratica si sono impegnati a favorire uno sviluppo che non distrugga la natura, ma la rispetti; in questo modo le generazioni future (compresa la vostra!) potranno continuare a vivere in un ambiente sano.

Oltre all’impegno dei governi e delle istituzioni, però, ognuno di noi può contribuire al bene o al “male” dell’ambiente con i propri comportamenti e le proprie scelte. Molte cose sono ormai risapute, come ad esempio l’importanza di fare la raccolta differenziata dei rifiuti, di non sprecare inutilmente l’acqua, di usare meno l’automobile e più i mezzi pubblici o la bicicletta.

Però anche a tavola si può fare qualcosa, anzi, qualcosa che vale doppio perché fa bene sia all’ambiente che alla salute! Alcuni consigli? Eccoli:

  • cerchiamo di mangiare più cibi freschi e di stagione, meglio ancora se biologici, evitando così il problema della conservazione che richiede, come abbiamo detto, l’aggiunta di sostanze chimiche nocive. Meglio ancora se il luogo di provenienza (azienda agricola, zona di allevamento) è vicino al luogo di vendita: ci si guadagna in freschezza e si risparmiano i costi del trasporto da regioni lontane, o dall’estero;
  • proviamo a ridurre nel carrello della spesa il numero di alimenti confezionati, perché il confezionamento in contenitori o imballaggi (scatole, buste, bottiglie, lattine) produce rifiuti;
  • mangiamo di più i cibi che hanno una minore impronta ambientale o ecologica (BOX 8)

Fonte isprambiente.gov.it

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