Tortelli di mele PAT Emilia Romagna

Prodotto Agroalimentare Tradizionale dell’Emilia Romagna

Ingredienti per la pasta: fior di farina gr. 400, 4 uova. Per il ripieno: 1 kg di mele renette; 200 gr. di ricotta; una presa di sale; 1 uovo intero; 5 amaretti; 2 pugni di parmigiano reggiano grattugiato, burro. Lavate bene la buccia delle mele e cuocetele al forno senza sbucciarle. Quando saranno ben cotte passatele al setaccio e aggiungete gli altri ingredienti. Preparate la sfoglia nel modo classico, appoggiatevi tante noci di impasto e procedete nel modo usuale per i tortelli. Cuocete in abbondante acqua salta e condite con burro e parmigiano.

Tradizionalità

Anche il tortello può essere considerato una pietanza medioevale per eccellenza, quindi meritevole di rientrare nel novero dei prodotti matildizzabili. La sua tradizione affonda nel passato storico italiano e trova la sua nascita nella filosofia del riciclo tipico delle epoche passate, allorquando non si poteva, vista la scarsità dei prodotti, buttare via nulla riguardasse la tavola. I tortelli nati per necessità, diventano anche l’occasione di essere riempiti con quello che la natura offriva sul momento e da qui i vari ripieni di bietole, spinaci, altri erbaggi, o persino dolci, caratterizzati da miele, frutta candita, marmellata…

A sottolineare lo stretto legame tra il tortello e la tradizione culinaria reggiana, si deve ricordare che Matilde di Canossa nella documentazione storica giunta sino a noi, si firma come professante legge longobarda, denunciando l’origine germanica della sua famiglia. Ciò permette noi di ipotizzare senza sbagliare, che nella mensa matildina la tradizione del tortello, che spesso veniva condito con formaggio fresco, burro o ricotta, non Parmigiano Reggiano, che arriverà un secolo più tardi, fosse ben conosciuta.

Referenze bibliografiche

Iori Galluzzi M.A.–Iori N., Breve manuale del mangiar reggiano, Reggio Emilia, N. Iori, 1985. Pag.68.

Territorio di produzione

Provincia di Reggio Emilia

Latte in piedi PAT Emilia Romagna

Latte in piedi. In campagna, invece della buccia di limone, al fine di dare un certo sapore, si mettevano 2 o 3 profumate foglie dell’erba “Santa Maria” (Tanacetum balsamita), che però venivano tolte prima di versare il composto nello stampo.

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Strozzapreti PAT Emilia Romagna

Le leggende e le spiegazioni del nome sono varie, ma tutte comunque ruotano attorno alla situazione di storico anticlericalismo creatosi in Romagna fra la popolazione oppressa dalla lunga dominazione dello Stato Pontificio che imponeva tasse e costumi rigidi e che, secondo i popolani, i preti campavano sulle spalle della povera gente. Le massaie non potendo…

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