Torrone di dentecane PAT Campania

Prodotto Agroalimentare Tradizionale della Campania

Il torrone di Dentecane è un dolce tipicamente prodotto in “stecche” di circa 150 gr l’una. Si presenta di colore bianco avorio tempestato di mandorle, nocciole o pistacchi.  Nella versione tradizionale ha un aspetto “vetroso” e trasparente, nella versione morbida e’ soffice e gustoso.   Può essere incartato a vista “nudo” oppure nelle tradizionali scatole strette e lunghe con i vari brand e riconoscimenti.

La lavorazione del torrone di Dentecane è strettamente artigianale: inizia dall’acqua che bolle nella torroniera creando l’effetto bagno maria. Si aggiungono quindi albume d’uovo, zucchero e miele. Si lascia cuocere lentamente a temperatura sostenuta per una notte intera ed il mattino seguente si aggiunge la frutta secca. Si estrae manualmente e si modella con appositi stampi tradizionali .  successivamente si lascia raffreddare e si procede al taglio. Eventualmente puo’ essere ricoperto di cioccolato all’interno di tunnel refrigerati.  Il processo si conclude con l’inscatolamento automatizzato.

Il torrone di Dentecane si sviluppa in questa zona proprio per la posizione strategica del territorio interessato, un tempo unica via di collegamento  tra i due mari. La fortuna di questo prodotto risiede proprio nelle sue doti, dalla conservazione all’energia e alle calorie rilasciate. Si diffonde così nel tempo diventando poi dono, quasi obbligatorio, per tutti i passanti della zona.  Nel corso degli anni si è ricavato uno spazio sul mercato grazie alla qualità assoluta delle sue materie prime e alla sapiente lavorazione, quasi maniacale, dei suoi produttori.

Territorio di produzione

Dentecane in provincia di Avellino

Struppolo PAT Campania

Gli struffoli sono dolci immancabili in tutte le case campane durante il periodo natalizio e sono un piatto antichissimo. Furono portati a Napoli, verosimilmente, dai Greci al momento della fondazione di Partenope. Greca è, con ogni probabilità, l’origine del nome, da “strongulus” che vuol dire “arrotondato” e richiama alla loro forma: gli struffoli, infatti, altro…

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Sfogliatella Santa Rosa PAT Campania

Al dolce fu data la caratteristica forma del cappuccio monacale per essere, poi, adagiato nel forno caldo. Il dolce fu chiamato “Santa Rosa” in onore della santa alla quale era intitolato il monastero. Ne furono prodotte altre per le famiglie di Conca e quelle benefattrici degli altri centri costieri. Questa usanza fu ripetuta ogni anno…

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Monachina PAT Campania

La tradizione napoletana della pasticceria è in molti casi legata alla vita monastica ed all’abitudine, nei secoli, di ricambiare le donazioni fatte dalle famiglie nobili napoletane con dolci le cui ricette erano geloso patrimonio delle cucine monastiche, tramandato da suora a suora al pari delle ricette dei liquori e dei rosoli. La monachina deve il…

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