Topinambur PAT

Prodotto Agroalimentare Tradizionale del PIEMONTE

Il Topinambur (nome scientifico Helianthus tuberosus), meglio conosciuto in Piemonte con il nome di Tupinabò o ciapinabò, è una pianta appartenete alla famiglia delle composite. Nel nostro Paese si coltivano due specie di Helianthus: il girasole (Helianthus annuus L.) e il Topinambur, originario del Nord America. Il Topinambur è una pianta erbacea abbastanza vigorosa, in particolari situazioni di fertilità dei suoli può raggiungere anche i tre metri di altezza.

Pianta particolarmente rustica, predilige terreni freschi tendenti all’umido. A fine autunno, con il sopraggiungere del gelo, la pianta secca completamente; alla primavera dai tuberi rimasti in terra spunteranno delle nuove piante che si svilupperanno sino all’autunno. La pianta, grazie alla elevata capacità di moltiplicazione, diventa ben presto infestante. I fusti della pianta sono caratterizzati da una diffusa peluria, portano foglie ovato oblunghe appuntite e molto ruvide e pelose. La pianta fiorisce a settembre; nella zona distale si sviluppano fiori di colore giallo acceso e dalle dimensioni della corolla di circa 9 cm.

Ogni pianta di Topinambur produce a fine estate una discreta quantità di tuberi (circa 4 kg/pianta) di forma irregolare, arrotondata, oblunga e bitorzoluta, con pesi medi variabili tra i 40 ed i 150 g. I tuberi contengono una elevata quantità di nutrienti. La polpa è bianchissima mentre la buccia può essere rossastra, rosata o giallastra; i tuberi ben si adattano ai climi freddi del nostro areale e, anche se permangono nel terreno durante l’intera fase invernale, non si degradano. Per contro tuberi mantenuti all’aria si disidratano rapidamente.

Nell’areale di Carignano si effettuano, da anni, coltivazioni di questa composita intorno a cui si è creato un mercato interessante per numerosi visitatori e operatori di settore in occasione della sagra. Grazie all’elevato contenuto di inulina il Topinambur è particolarmente indicato nella dieta di persone diabetiche; inoltre il Topinambur riduce significativamente il colesterolo nell’organismo umano e stabilizza la concentrazione degli zuccheri nel sangue. Il tubero è inoltre particolarmente ricco in Sali minerali ed in particolare potassio, magnesio, fosforo, ferro, selenio e zinco. Il Topinambur rappresenta uno dei prodotti tipici da consumare con la “Bagna caoda”; viene tuttavia anche consumato crudo in insalata, lessato o leggermente rosolato nel burro.

ZONA DI PRODUZIONE

Il Topinambur è coltivato nei giardini privati di tutto il Piemonte; nel Comune di Carignano si registra anche una produzione significativa di tuberi destinata alla vendita.

TRADIZIONALITÀ

Il Topinambur era già conosciuto agli inizi del ‘900 e particolarmente utilizzato quale ingrediente per la Bagna caoda. Nell’areale di Carignano la coltivazione si è andata diffondendo in questi ultimi decenni e questo ortaggio è entrato nella cucina locale per la preparazione di numerose ricette, dagli antipasti ai dolci. Annualmente, in ottobre, si svolge a Carignano la tradizionale Sagra del Ciapinabò.

Bibliografia:

C. Baldi, Atlante dei prodotti tipici (e non solo) della Provincia di Torino, Ed. Hapax, 2003

Cevrin di coazze PAT

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