Sentiero Italia CAI Puglia R07B Altamura – Quasano

SI-R07B La puglia e le sue montagne

Fonte @CAI.it

Altamura – Quasano Il primo documento che certifica il nome della località è l’elenco dei: ” Parchi antichi in tempo del libro degli erbaggi, e straordinari insoliti nell’anno 1575″. Viene così specificato: “Parco di Acquasana prima nominato il Parco di Acqua Sana, quale fu dell’Ecc.mo Padrone; carro uno, versure due e quattro noni”. Ma la descrizione che ne fa il tavolario Pompeo Basso, quindici anni dopo, è ancora più chiara: “…e nello loco dove si dice Acquasana una masseria con stalle, cisterna, e cappella poco discosto dalle fontane di acqua surgente”.

Molti equivoci e false storielle sono sorte su questa località, a poca distanza da Toritto, che bisogna smentire per sempre. La pineta che “sana” fu impiantata solo nei primi anni ’60; prima non era altro che una calva e pietrosa murgia come le altre. Non vi è alcun quadro ritrovato da un pastore ma solo un affresco, rimaneggiato alquanto, nella piccola cappella, come abbiamo visto, una volta del barone.

La grande masseria è stata frazionata in tante piccole proprietà, smembrata e dequalificata da abusivismi. Tale storica testimonianza non è stata mai tutelata. Sotto l’altare della cappellina vi è un bellissimo affresco, fine ‘400 di scuola veneziana, che andrebbe recuperato. L’antica via Caprile porta al “Largo delle Fontane” che testimoniano la presenza delle acque caterazzine che quando la falda spinge, a volte con forza, in superficie fa scaturire le fontane, appunto.

La rotonda

La rotonda nasce sul finire dell’800, sul sito dei fuochi d’artificio della festa di maggio che onorava la Madonna degli Angeli che apparve a San Francesco nel miracolo dei rovi della porziuncola. Ne è testimone un ex voto del 1885. L’usanza della distribuzione del pane deriva dalle promesse di Gesù, fatte nel vangelo apocrifo di Giuseppe, che promettevano benefici terreni a chi dava un pane ed una coppa di vino, in nome del suo padre putativo: “ad un povero, un orfano o ad una vedova”.

La si perpetua nei giorni di San Giuseppe, Sant’Antonio e nella festa di Quasano, per non dire di Santa Rita. La tradizione dei carri allegorici nasce, quasi per caso, nel 1944 quando nella festa di quell’anno si volle omaggiare l’arrivo degli alleati liberatori con l’allestimento del modellino di una nave infiocchettata di fiori di carta. Oggi la gente vi si reca per una tranquilla passeggiata serale e per gustare le specialità degli “spiedi” locali.

Fonte @treccani.it

Informazioni tecniche

  • Distanza – 24,95 km
  • Dislivello positivo – 177 m
  • Difficoltà tecnica – Medio
  • Dislivello negativo – 288 m
  • Altitudine massima – 510 m
  • Altitudine minima – 374 m

Altimetria in Wikiloc

Fonte @CAI.it

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