Pizza sulla liscia PAT Campania

Prodotto Agroalimentare Tradizionale della Campania

La pizza sulla liscia è un prodotto realizzato con farina di mais della varietà locale detta “Quarantina”, acqua calda, sale, pepe, strutto, olio extravergine di oliva e cicoli di maiale, impastati fra loro; l’impasto, in forme schiacciate ed allungate, del peso di 2-6 Kg, spessore 2-3 cm, viene cotto su una pietra arroventata denominata “liscia”.

Descrizione delle metodiche di lavorazione

La pizza sulla liscia è un impasto di farina di mais della varietà locale detta “Quarantina”, acqua calda, sale, pepe, strutto, olio extravergine di oliva e cicoli di maiale; l’impasto, in forme schiacciate ed allungate, del peso di 2-6 Kg, spessore 2-3 cm, viene collocato sulla liscia arroventata e cotto variandone l’esposizione attraverso l’orientamento della liscia, il che richiede occhio esperto ed abilità manuale.

Materiali, attrezzature e locali utilizzati per la produzione

La Liscia è una lastra di pietra locale di spessore di due – tre cm, larga 30 cm e e lunghezza variabile, che viene arroventata con gradualità sulla brace ed a fianco alla fiamma viva del camino; quindi riarroventata ed utilizzata per cuocere pizze ed altri prodotti.

Osservazioni sulla tradizionalità

E’ una preparazione invernale, complicata nell’esecuzione e per il reperimento delle pietre adatte, di opportuno spessore. Viene offerto da diversi ristoranti locali e preparato in famiglia.

Territorio di produzione

Fascia pedemontana del massiccio del Matese Beneventano

Scaldatelle PAT Campania

Le scaldatelle o scavuratiell’, sono dei taralli diffusissimi in tutto il mezzogiorno, che, in Campania sono tradizione in tutte le aree interne, a forte produzione cerealicola. Si chiamano così perché prima di essere cotti in forno vengono riscaldati, ossia bolliti, in acqua. La pasta è lavorata a mano con farina di grano, olio, sale, semi…

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Sfogliatelle PAT Campania

La dolce ricetta trapelò dal convento intorno al 1800 e, con alcune variazioni, come, ad esempio, un ridimensionamento della forma, la sostituzione dei frutti secchi con i canditi e l’eliminazione della crema pasticciera, divenne la specialità di un osteria del cuore della città e prese il nome di sfogliatella. Da allora l’osteria che aveva trasformato…

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Migliaccio PAT Campania

Anticamente la farina di miglio brillato veniva usata per molte ricette, cosicché il nome migliaccio, che deriva, per l’appunto, dal miglio, è stato attribuito a molti piatti regionali di cui rappresentava l’ingrediente principale. Nella cucina moderna la farina di miglio è stata sostituita da quella di granturco, con la quale oggi, in tutta la provincia…

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