Olio del Carso PAT Friuli Venezia Giulia

Olio extra vergine di oliva di prima molitura, di colore giallo-verde, con buona fluidità, di equilibrata intensità; netto sentore vegetale, netto d’oliva con sentore di pomodoro; piccante con sensazione fisica e chimica di fine deglutizione non variabile alla sensazione pungente iniziale; leggermente fruttato.

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Le olive vengono frantumate entro 4 ore dalla raccolta, previa rimozione delle foglie. Vengono lavate in acqua fredda e trasportate alla frangitura sotto molazze in pietra. La gramogliatura viene effettuata a freddo senza aggiunta d’acqua. L’estrazione del prodotto è a ciclo continuo a due fasi, senza aggiunta d’acqua. Segue la fase di decantazione naturale senza filtraggio in tini di acciaio.

Tradizionalità

L’olivicoltura è presente nella zona interessata, da secoli e si hanno notizie della sopravvivenza dell’olio anche in occasione della gelata del 1929. La notorietà di questa produzione è riportata anche nei libri scolastici del 1924.

Territorio di produzione: Provincia di Trieste.

Ricotta di capra PAT Friuli Venezia Giulia

L’allevamento tradizionale della capra in Friuli-Venezia Giulia ha una tradizione secolare, il prodotto principale di questo allevamento era ed è il latte. Il latte caprino oltre che impiegato come tale, per le qualità riconosciute fin dall’antichità, veniva destinato alla caseificazione che era l’unico modo per conservarlo nel tempo. La produzione dei formaggi di puro latte di capra era però in genere limitata a livello familiare o comunque di piccole aziende, dato che il latte caprino ottenuto da animali condotti al pascolo, veniva frequentemente lavorato nelle malghe insieme al latte delle bovine.

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Fagiolo dal Voglut PAT Friuli Venezia Giulia

Il fagiolo plombin, detto anche “dal voglut” (in dialetto occhietto) per la decorazione che ha sul dorso, simile a un occhio, è caratterizzato da un ilo scuro. È una varietà tradizionale di buona produttività, adatta sia alla produzione di granella verde che secca, ma che richiede lunghi tempi di cottura.

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Cannocchia di nassa PAT Friuli Venezia Giulia

L’origine della pesca delle canocchie come vera e propria specie bersaglio, sembra risalire agli anni trenta per opera di pescatori istriani (Isola e Capodistria in primo luogo) che costruirono delle nasse copiando un simile attrezzo utilizzato allora in Francia per la pesca dei granchi e delle aragoste. Essi osservarono che le specie catturate erano rappresentate prevalentemente dalla canocchia insieme a poche altre specie.

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