Melanzana

Come coltivare la melanzana in modo biologico

Melanzana

TERRENO

Per la coltivazione della melanzana (Solanum melongena L.) si deve considerare che il terreno deve essere preparato con una lavorazione molto profonda, non argillosa e con dosi di letame maturo da interrare a 5-6 Kg al mq (con disponibilità di polline il quantitativo non deve mai superare il Kg); tuttavia il concime più apprezzato dalle melanzane è il letame di vacca maturo. Non utilizzare mai l’azoto sia per i suoi effetti negativi sulla nutrizione umana sia perché causerebbe un’eccessiva caduta dei fiori.

IRRIGAZIONE

Nonostante siano piante che si adattano alle condizioni di siccità, se vogliamo avere un prodotto ottimo ed abbondante bisogna irrigare frequentemente, soprattutto durante la fase di rigonfiamento dei frutti, senza mai inzuppare la pianta e la zona deve essere assolutamente soleggiata.

PACCIAMATURA

Ideale anche la tecnica della pacciamatura, che mantiene umido il terreno e impedisce la crescita di erbe che competono con la pianta.

SEMINA

Per la semina di questa pianta è preferibile partire da un letto di semina protetto a marzo (ideale anche una piccola serra) dopodiché il trapianto va effettuato quando le temperature medie sono intorno ai 25 ° C e le minime superiori ai 10 ° C. Per la distanza di impianto le piantine sulla fila sono di circa 50 cm l’una dall’altra, mentre tra le file di circa 70-90 cm.

Il periodo di piantagione della pianta può essere utilizzato efficacemente fino a giugno. Per ogni pianta bisogna mettere un guardiano (va benissimo una canna) a cui legare le piante che altrimenti tenderebbero a piegarsi sotto il peso dei frutti o del vento.

Quando la melanzana avrà raggiunto uno sviluppo medio dovrete eliminare le foglie basali e gialle (quest’ultima operazione evita la comparsa di alternanza).

RACCOLTA

Per la raccolta ricordiamo che questa va fatta quando il frutto ha raggiunto la sua dimensione massima (inizia a perdere lucentezza) ma non bisogna andare oltre per evitare l’eccessiva crescita dei semi e la formazione di polpa spugnosa e non adatta a vari usi nella cucina .

La melanzana viene raccolta e scalata e, in condizioni di clima mite, sopravvive durante l’inverno per riverniciarsi e riprodursi l’anno successivo (tuttavia l’uso biennale della pianta è sconsigliato per la quantità di frutta nel secondo anno).

ROTAZIONI E CONSOCIAZIONI

Per le fitopatie ricordate alcuni consigli: non riconsegnate mai la melanzana sullo stesso appezzamento per due anni (la rotazione deve essere di almeno tre anni), non associatela al finocchio; si consiglia invece di abbinarlo a fagiolini, menta, piselli e spinaci. Ciò riduce notevolmente (insieme alle tecniche sopra descritte) l’insorgenza di malattie delle piante.

Tra i peggiori nemici abbiamo il verticillium daliae che, a causa della tracheomicosi, può portarlo alla morte; la rotazione è un buon deterrente.

Altri problemi sono rappresentati da oidio, peronospora e fusarium; per queste malattie fungine è possibile utilizzare il rame ma ammesso anche in agricoltura biologica se è possibile evitarlo per effetti tossici sul suolo e sull’uomo (è sempre un metallo pesante).

Tra gli insetti ricordiamo gli afidi (soprattutto con le giornate umide primaverili), da combattere con la macerazione dell’ortica, il coleottero del Colorado che per piccole colture può essere controllato manualmente; tra gli acari il ragnetto rosso che si può tenere a bada con lo stesso zolfo con cui può essere preventivamente trattato, anche gli insetticidi naturali a base di aglio e sapone di marsiglia sono misure efficaci.

RICETTE CON LE MELANZANE

USO TERAPEUTICO

PRONTUARIO MEDICINA NATURALE

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