Farina di marroni di Antrodoco PAT Lazio

Prodotto Agroalimentare Tradizionale del LAZIO

Farina ottenuta dalla lavorazione del Marrone Antrodocano. Di colore nocciola chiaro e sapore dolciastro, utilizzata per preparare pani, minestre, focacce, polente, oltreché per la realizzazione del tradizionale Castagnaccio.

METODO DI PRODUZIONE

I marroni, dopo la raccolta, vengono avviati a selezione per lo scarto dei frutti difettosi. Dopo l’immersione in acqua per 5 giorni, all’interno di silos, avviene la curatura. I marroni adatti alla lavorazione vengono scelti manualmente tramite nastro trasportatore, si sgusciano con l’ausilio di macchine, si lasciano essiccare per 15-20 giorni a 40-50°C, poi si macinano mediante mulino per ottenere la farina.

CENNI STORICI

Plinio raccontava come con la farina di marroni si preparasse un pane particolare di cui si cibavano le donne durante le feste in onore di Cerere, periodo in cui era loro vietato mangiare cereali. Nel Cinquecento il Mattioli segnalava che le castagne: “provocano il coito essendo molto ventose… nelle montagne ove si raccoglie poco grano, si seccano… e fassene farina la quale valentemente supplisce per farne pane”. Le nonne di montagna, disponendo soprattutto di questo tipo di farina, la arricchivano con profumate foglioline di rosmarino e una “C” di olio d’oliva. Se il Castagnaccio, poi, rappresentava un premio per i “più buoni”, davanti al focolare tutti partecipavano al passatempo della “caramellina”, fatto mettendo un po’ di farina in un ditale per cucire, che veniva poi adagiato nella brace al fine di ottenere un chicco caldo.

Territorio di produzione

Borgovelino (RI)

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