Cozze gratinate PAT

Prodotto Agroalimentare Tradizionale dell’ Emilia Romagna (Piacenza)

L’allevamento della cozza avviene in vivai ubicati entro le 3 miglia dalla costa. Ormai rari i banchi naturali dai quali viene prelevata la risorsa ittica.

Per preparare le cozze gratinate dovete innanzitutto pulire e lavare le cozze con molta cura.  In una ciotola unite la mollica triturata, il pecorino, gli spicchi d’aglio e il prezzemolo tritati, l’olio e amalgamate il tutto. Riempite ciascuna cozza con un po’ del composto ottenuto. Ponete quindi le cozze su una teglia rivestita da carta da forno e irroratele con olio e pepe. Cuocete in forno a 200°C finché le cozze non risulteranno dorate (15 minuti circa).

Tradizionalità

La Cozza (Mytilus Galloprovincialis) è un mollusco bivalve con conchiglia allungata esternamente di colore nero e internamente madreperlaceo. Specie bentonica diffusa in tutto l’Adriatico, raggiunge i 4/6 cm di lunghezza in 12 mesi e una taglia massima di 10 cm. Vive attaccata a scogli o ad altri supporti a cui aderisce per mezzo del bisso, un tessuto fibroso prodotto da una apposita ghiandola. E’ un organismo filtratore che si nutre di fitoplanton e materiale organico presente nell’acqua.

Referenze bibliografiche

  • “Grande Dizionario Gastronomico Romagnolo” di Gianni Quandamatteo, edito nel 1978.

Territorio di produzione

Areale costiero riminese.

Susina Vaca Zebeo PAT Emilia Romagna

Il nome “Vacazza Zabeo” appare per la prima volta nel 1920 in un catalogo di vivaisti padovani, gli Sgaravatti di Saonara (PD). La definizione in Romagna di una prugna come “Vacca” sembra essere limitata alle prugne europee del tipo Regina Claudia (tale uso semantico non sembra essere diffuso in altre zone d’Italia). La sua presenza nel territorio romagnolo risale agli anni ’60, ed è pertanto relativamente recente. Piuttosto diffusa fino alla fine degli anni ’80, si è molto ridimensionata causa dei numerosi abbattimenti di vecchi impianti da parte dei frutticoltori locali.

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Nocino PAT Emilia Romagna

Il primo ricordo del nocino proviene dalla tradizione nordica e più precisamente dall’antica Britannia, ove si celebrava con speciale solennità la festa di S. Giovanni. Infatti, “la notte di mezza estate” era l’inizio della raccolta e della preparazione di liquore con il mallo della drupa, nella sua migliore condizione di utilizzo. Più recentemente la sua storia si lega a quella della Chiesa, cioè alla ricorrenza di San Giovanni Battista, il 24 giugno.

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Migliaccio di Romagna o sanguinaccio PAT Emilia Romagna

Sangue di maiale disfatto, latte, saba oppure miele, pangrattato, burro, spezie, cioccolata, canditi misti, fichi secchi, mandorle (a piacere noci, uvetta e pinoli). Preparare una pasta frolla e metterla in uno stampo da crostata, quindi mescolare insieme tutti gli ingredienti e mettere a cuocere in forno. Quando è cotta tagliarla a rombi e spolverizzare di zucchero.

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