Anguilla marinata di Comacchio PAT

Prodotto Agroalimentare Tradizionale dell’ Emilia Romagna (Piacenza)

Anguilla argentata (Anguilla anguilla) proveniente dalla pesca valliva autunnale. Marinate in aceto per conservarle o cotte allo spiedo e poste in recipienti di legno, detti zangolini, insieme alla salamoia.

Territorio di produzione: Comuni di Comacchio e Goro, provincia di Ferrara.

Un po’ di storia

La pesca nelle Valli di Comacchio, ha caratterizzato per secoli l’organizzazione sociale ed economica della zona. Nei secoli, per favorire la pesca, le opere di trasformazione dell’ambiente e di manutenzione delle infrastrutture sono state numerose: canali, argini, chiuse idrauliche, lavorieri ovvero impianti per lacattura dell’anguilla, casoni di valle, i luoghi di rifugio e di lavoro per le centinaia di comacchiesi abituati a vivere in un ambiente isolato.

Come si fa

Le anguille vengono selezionate per dimensione, quindi spiedate e arrostite in forno. Dopo la cottura il prodotto viene tolto dallo spiedo e posto raffreddare (24 ora), quindi viene confezionata nel contenitore (latta in banda stagnata, vetro) insieme al liquido di governo (salamoia di aceto) e aromi naturali (alloro). Le latte vengono aggraffate i vasi vetro sono incapsulati sottovuoto.

Curiosità

Inserita fra i Presidi di Slow Food.

Referenze bibliografiche

Cecchini Folco (cur.), Sorella Anguilla. Pesca e manifattura nelle Valli di Comacchio, Bologna, Nuova Alfa, 1990;
Coste Jean-Jacques, Industria della Laguna di Comacchio, Sala Bolognese, Arnaldo Forni, 1989.

Ricotta PAT Emilia Romagna

Siero derivante dalla lavorazione dei pecorini e delle caciotte. Ha consistenza fondente, quasi lattiginosa, non grumosa, non pastosa, di colore bianco. Il siero viene trasferito in caldaia e riscaldato a 80-90°. Si ottiene per affioramento; dopodiché si procede alla formatura in appositi stampi.

Continua a leggere

Miele di tiglio PAT Emilia Romagna

Tra la fine dell’800 e l’inizio del 900, si sono definite le basi di una apicoltura moderna come ancora oggi viene praticata. L’aspetto più importante e caratterizzante è stata l’introduzione e la diffusione sul territorio regionale degli alveari razionali, in anticipo rispetto alle altre regioni italiane. L’apicoltura emiliano-romagnola si configura quindi, precocemente, come attività agricola evoluta: nel periodo succitato infatti si trovano numerosissime indicazioni del fervore di tale attività. Molti apicoltori che operano nella Regione rappresentano veri innovatori di tecniche e materiali apistici. In Italia solo la zona pedemontana del Piemonte produce questo tipo di miele.

Continua a leggere

Miele di erba medica della pianura emiliano-romagnola PAT Emilia Romagna

In purezza questo tipo di miele deve avere queste caratteristiche: consistenza: cristallizza spontaneamente a pochi mesi dal raccolto; sapore: un miele di media dolcezza, vellutato, neutro, con note erbacee di piante officinali colore: da ambra ad ambra chiaro nel miele liquido, da beige chiaro a nocciola quando cristallizza. Insieme alla melata è l’ultimo miele ad essere raccolto alla fine dell’estate. Le tecniche di smielatura sono quelle consolidate.

Continua a leggere

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *