L’Architettura del Quattrocento in ITALIA – Leon Battista ALBERTI

Letterato, teorico dell’arte e artista, Alberti incarna l’ideale dell’Uomo-Artista rinascimentale, il cui operare si fonda sulla cultura e sulla teoria: l’arte viene innalzata al rango delle arti liberali e la figura dell’artista viene distinta da quella dell’artigiano. Per Alberti ciò che importa è l’idea: pertanto si disinteressa, a differenza del Brunelleschi, dei problemi tecnici e dell’esecuzionemateriale delle opere, che affida ad altri. Nelle sue tre opere teoriche, l’Alberti espone in modo sistematico il suo pensiero definendo le basi teoriche e ideologiche dell’arte Rinascimentale.

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L’Architettura del Quattrocento in ITALIA – Filippo BRUNELLESCHI

FILIPPO BRUNELLESCHI Nel 1418 vince il concorso per la costruzione della cupola di Santa Maria del Fiore, alla cui realizzazione lavorerà per tutta la vita, affermando la figura dell’Architetto come progettista responsabile in prima persona del suo lavoro, risolutore dei problemi tecnici e formali sia teorici che esecutivi.

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L’Architettura del Quattrocento in ITALIA – Vitruvio

VITRUVIO è l’autore cui gli architetti del Rinascimento si riferiscono per ristabilire i modi e le forme dell’architettura classica. Architetto e teorico dell’architettura vissuto nel I secolo a.C., è l’autore del “De Architectura”, un trattato in dieci libri, che fu famosissimo nell’antichità, e nel quale vengono sviluppati gli argomenti e le concezioni della cultura antica rispetto all’architettura. La riscoperta del testo di Vitruvio avvenne nel 1414 nell’Abbazia di Cassino e impresse nuovo impulso allo studio e all’approfondimento teorico dell’Architettura Classica.

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La pittura del Trecento in ITALIA – Simone Martini

Considerato il maggiore artista della seconda generazione di pittori senesi Simone Martini (1284 – 1348) fu influenzato dall’arte di Duccio e di Giovanni Pisano è sensibile al discorso lineare e cromatico del Gotico d’Oltralpe. La sua pittura esprime gli ideali aulici e raffinati tipici del gusto senese e di una visione aristocratica e cavalleresca, contrapponendosi alla cultura figurativa, spaziale ed espressiva di Giotto.

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La pittura del Trecento in ITALIA – GIOTTO di Bondone

I primi anni del pittore sono stati oggetto di credenze quasi leggendarie fin da quando egli era in vita. Giorgio Vasari racconta come Giotto fosse capace di disegnare una perfetta circonferenza senza bisogno del compasso, la famosa “O” di Giotto. Si narra inoltre che Cimabue avesse scoperto la bravura di Giotto mentre disegnava delle pecore con del carbone su un sasso, aneddoto riportato da Lorenzo Ghiberti e da Giorgio Vasari. Altrettanto leggendario è l’episodio di uno scherzo fatto da Giotto a Cimabue dipingendo su una tavola una mosca: essa sarebbe stata così realistica che Cimabue tornando a lavorare sulla tavola avrebbe cercato di scacciarla. Le novelle raccontano verosimilmente soprattutto la grande capacità tecnica e la naturalezza dell’arte di Giotto.

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La pittura del Duecento in ITALIA – Duccio di Buoninsegna

Maestà del Duomo di Siena (1308-11, Museo dell’Opera), grandiosa tavola dipinta su entrambe i lati: sul lato anteriore la scena centrale della Vergine in trono circondata da Angeli e Santi; in alto, i busti dei 12 apostoli; nella predella, Storie dell’Infanzia di Cristo e figure di profeti; sul retro, Scene della Passione; nella predella, Storie della vita di Cristo.

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PALERMO arabo-normanna e le Chiese Cattedrale di Cefalù e Monreale

Situata sulla costa settentrionale della Sicilia, la Palermo arabo-normanna comprende una serie di nove strutture civili e religiose risalenti all’epoca del regno normanno di Sicilia (1130-1194): due palazzi, tre chiese, una cattedrale, un ponte, così come le cattedrali di Cefalù e Monreale.

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