Prosciuttella della bassa valle del Calore PAT Campania

Prodotto Agroalimentare Tradizionale della Campania

É un salume stagionato costituito dalla parte muscolare più grossa della coscia posteriore del suino, privata dell’osso e non della cotenna, rifilata e con l’aggiunta di sale e pepe. Stagionato per 12-18 mesi. Pezzatura da 5 a 7 kg circa.

I suini, provenienti dal circuito tutelato, vengono allevati, nutriti e trasformati nel territorio di competenza dopo una maturazione lenta, di almeno 10-12 mesi. Una volta macellate, le carcasse nel laboratorio di sezionamento, vengono sottoposte a vari tipi di lavorazione.

II prosciutto viene condito con sale marino e pepe e massaggiato manualmente per favorirne l’assorbimento. Successivamente viene avvolto in budello naturale, legato a mano con spago di juta e appeso su appositi carrelli in cella di riposo per circa 30 giorni ai quali seguono 12 mesi di stagionatura, favorita anche dalla sugnatura in cui il prodotto viene ricoperto esternamente con grasso di maiale e farina di riso.

II prosciuttello é ottenuto mediante tecniche di lavorazione tradizionali che si tramandano di generazione in generazione fin dagli anni 60.

Territorio di produzione

Comuni di Venticano, Calore e Pietradefusi (AV)

Percoca terzarola PAT Campania

Nelle province di Napoli e Caserta sono ancora diffuse le percoche, categoria di pesche a polpa gialla, molto compatta e non spicca. Le varietà di percoche che maturano da fine estate in poi, nel napoletano vengono chiamate “terzarole” (terza epoca). Di terzarole esistono diversi ecotipi: gialla, rossa, dorata e bianca; la più famosa è la “terzarola col pizzo”. Le terzarole maturano, come dice il termine, tardivamente, da fine agosto a tutto ottobre. Come tutte le percoche, anche le terzarole vengono raccolte a mano e sono molto sfruttate per la trasformazione in sciroppato o a pezzi nel vino.

Continua a leggere
Patata di Trevico PAT Campania

La coltivazione della patata a Trevico è testimoniata da documentazione storica, infatti tali documenti evidenziano che le patate erano coltivate già nel 1810. Infatti l’allora segretario generale della Società Agraria, l’agronomo dr. Cassitto, nel suo discorso inaugurale per l’incarico ricevuto, sottolineò che nel comune di Trevico aveva introdotto qualche anno prima la coltivazione delle patate per far fronte alla fame. A distanza di qualche anno lo stesso Cassitto ritornò a Trevico e rilevò che la coltivazione della patata era pratica diffusa tra i contadini del posto, in tal modo il popolo di Trevico aveva risolto il problema della fame avendo attribuito alla patata l’alimento di quel popolo. Di seguito si riporta una testimonianza dello stesso Agronomo, trascritta in un suo documento a seguito di una visita effettuata a Trevico nel 1818, in tale documento fotografa la situazione che trova a Trevico ” il minuto popolo ben vestito, meglio vestito, e lieto oltremodo…………. e gli abitanti del posto gli avevano detto che avevano preso alimento da quel bulbo prezioso” , nello stesso documento si riscontra anche un’attività commerciale, infatti viene documentata la vendita di patate per un profitto di circa 4000 ducati.

Continua a leggere

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *