Paesaggio rurale storico delle praterie e dei canali irrigui della Val d’Enza

Registro nazionale dei paesaggi rurali storici del MIPAAF

Regione: Emilia Romagna

Questo versante mediano dell’Enza è solcato non da affluenti naturali immissari, bensì da canali artificiali emissari. Ora, associare il termine Valle non alle acque naturali, ma a quelle artificiali, sancisce il riconoscimento geostorico di questo come paesaggio agrario distinto.

Motivazione iscrizione

L’area candidata si estende su di una superficie di 3.761,50 ettari all’interno dei territori comunali di San Polo d’Enza, Sant’Ilario d’Enza, Cavriago, Bibbiano e Montecchio. È parte del conoide alluvionale di alta pianura formato dagli straripamenti del fiume Enza, fiume appenninico a carattere torrentizio affluente del fiume Po, al termine dell’ultima glaciazione. La pendenza idraulica muove da sud a nord, coprendo il dislivello altimetrico di un centinaio di metri, dai 155 m s.l.m. ai 55 m s.l.m.

Si tratta di un paesaggio agrario di praterie che ha preso forma distinta e che si mantiene attorno al fitto reticolo della irrigazione, il cui elemento fondamentale è il prato polifita permanente, come agroecosistema ricchissimo di biodiversità, maestria idraulica e sapienza agronomica, rivolto a soddisfare l’alimentazione delle razze bovine da latte.

L’articolazione di una specifica filiera lattiero-casearia è documentata sin dal XII secolo, come mostra la pergamena redatta a Corniano di Bibbiano il 13 aprile 1159 dove si cita il “formadio” (formaggio di vacca) nel patrimonio amministrato dai monaci benedettini di Marola. La persistenza storica dei prati stabili è confermata dalla carta dell’uso del suolo del 1853 e da altre fonti passate, tra cui i documenti di Filippo Re, che attestavano già la vocazione agraria della Val D’Enza.

La diffusione dei prati è legata alla presenza di un reticolo irriguo studiato ad hoc, con in irrigazione a scorrimento, in funzione alla siccità diffusa della valle. Attraverso un complesso sistema di chiaviche e paratoie i prati, persistenti su terreni fertili, vengono irrigati per gravità. I 6 canali storici che derivano dall’Enza hanno almeno 800 anni, in quanto già
citati all’interno del regolamento della Canalina di Bibbiano nel 1344.

A distanza di oltre otto secoli, la persistenza dei canali irrigui, la diffusione di “praterie” e la concentrazione di caseifici vocati alla produzione certificata di “Parmigiano-Reggiano”, testimoniano la significatività storica del paesaggio. Per le
interrelazioni fra tecniche di irrigazione, prati e produzione lattiero casearia, l’area assume il carattere di “sistema agricolo”, così come definito anche dal programma FAO GIAHS.

Integrità

L’integrità del paesaggio è molto elevata, pari all’82%, classificandosi nella VI classe. Il territorio della Val D’Enza infatti, è rimasto pressoché invariato nel tempo, come attestano i numerosi disegni e cartografie antecedenti il 1954.

L’area, nella sua parte più significativa è sempre stata destinata al prato irriguo. In aggiunta a ciò il reticolo idraulico è l’esempio eclatante di un’integrità che è necessario mantenere per il sostentamento dell’area. La compresenza tra private finalità colturali e pubbliche del reticolo idraulico necessità la salvaguardia di questo nell’ambito dei valori patrimoniali pubblici. La sua integrità funzionale dipende dalle sinergie politiche strette tra enti regionali, provinciali, comunali, consorziali ed investe in prima persona i conduttori agricoli.

Gestione

La gestione del territorio è garantita sia dalla Provincia di Reggio Emilia che dal Comune di Bibbiano, attraverso il PTCP che individua e tutela i “caratteri distintivi dell’ambito da conservare”. Sul territorio opera anche un consorzio, denominato Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale che coadiuva Consorzi locali di bonifica con la finalità di gestire, monitorare e distribuire le acque presenti. Nell’area esistono ulteriori consorzi atti alla tutale e valorizzazione del Parmigiano Reggiano, come il Consorzio “La Culla”.

Raccomandazioni

La Val d’Enza riveste un elevato valore storico culturale, sia come espressione integra di un paesaggio di prati, sia per la presenza di numerosi canali irrigui, oltre che alla produzione di Parmigiano Reggiano.

È fondamentale, dunque, che siano confermate nel tempo tutte le misure di tutela attualmente garantite dagli strumenti di pianificazione e gestione dell’amministrazione regionale e comunale e che siano messe in atto anche misure atte a contrastare fenomeni di urbanizzazione diffusa presenti nell’area. Particolare attenzione deve essere dedicata ad assicurare la disponibilità di acqua, una risorsa finita che potrebbe essere messa in crisi dai prelievi e vari usi delle acque presenti nell’area.

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