Il paesaggio policolturale di Trequanda

Registro nazionale dei paesaggi rurali storici del MIPAAF – Regione: TOSCANA

Motivazioni dell’iscrizione

Il paesaggio agrario del comune di Trequanda costituisce un importante esempio del paesaggio tradizionale olivicolo della campagna senese in cui convivono sia aree olivicole sia importanti esempi dell’appoderamento mezzadrile caratterizzati da un ordinamento produttivo misto.  
L’area è situata al confine tra la Val d’Orcia e le Crete Senesi. Dal punto di vista paesaggistico storicamente si potevano individuare tre sistemi principali: gli oliveti, i seminativi arborati (generalmente con olivi) e i boschi. Praticamente assenti erano i vigneti specializzati. Dal punto di vista tecnico, economico e gestionale questi sistemi erano fortemente integrati tra loro contribuendo, sia pure in modo diverso, all’economia del settore primario. Si tratta pertanto di elementi diversi di un mosaico paesaggistico sostanzialmente unitario.

Motivazionedell’Iscrizione

Il paesaggio agrario del comune di Trequanda costituisce un importante esempio del paesaggio tradizionale olivicolo della campagna senese in cui convivono sia aree olivicole sia importanti esempi dell’appoderamento mezzadrile caratterizzati da un ordinamento produttivo misto. L’area è situata al confine tra la Val d’Orcia e le Crete Senesi.

È suddivisa in due parti, la prima di dimensioni limitate è posta più a nord in prossimità del centro di Trequanda; la seconda si trova tra le frazioni di Petroio e Castelmuzio. Le due parti sono separate dal territorio circostante il borgo di Montisi nel comune di Montalcino che peraltro presenta caratteristiche simili a quella dell’area oggetto di candidatura.

Dal punto di vista paesaggistico storicamente si potevano individuare tre sistemi principali: gli oliveti, i seminativi arborati (generalmente con olivi) e i boschi. Praticamente assenti erano i vigneti specializzati. Dal punto di vista tecnico, economico e gestionale questi sistemi erano fortemente integrati tra loro contribuendo, sia pure in modo diverso, all’economia del settore primario. Si tratta pertanto di elementi diversi di un mosaico paesaggistico sostanzialmente unitario.

Benché il bosco misto di latifoglie si sia esteso notevolmente nel secondo dopoguerra e vi sia stata la realizzazione di alcuni vigneti specializzati, il mosaico paesaggistico tradizionale è ancora oggi sostanzialmente riconoscibile nel territorio. Di particolare rilevanza sono gli oliveti che presentano un sesto d’impianto sia regolare sia irregolare e che in taluni casi conservano una ridotta densità d’impianto. Gli olivi sono in parte coltivati su terrazzi e su ciglionamenti. Sono ancora diffusi, sia pure in misura minore rispetto al passato, dei seminativi con olivi, che costituiscono una importante testimonianza dell’agricoltura multifunzionale tipica dell’agricoltura tradizionale.

Dal punto di vista storico va segnalata la stretta connessione esistente tra i due borghi di Petroio e Castelmuzio e la coltivazione degli olivi che coprono ancora la base dei colli dove sorgono i centri abitati.

Integrità

L’area nel suo complesso presenta un buon grado di integrità paesaggistica. Sono sostanzialmente assenti fenomeni di dispersione insediativa e i fabbricati rurali sono generalmente ben conservati. Non sono inoltre stati riscontrati segni vistosi di degrado causati dall’abbandono delle coltivazioni anche se in alcuni coltivi, probabilmente a riposo, è stata notata la presenza di cespugli cresciuti spontaneamente. Si può supporre che l’espansione del bosco a scapito degli olivi abbia interessato in passato quelli di più difficile lavorazione per cui il quadro paesaggistico attuale sia da ritenere sostanzialmente stabile.

Va anche segnalato che negli ultimi anni sono stati realizzati alcuni moderni vigneti che hanno concorso in qualche modo ad alterare il mosaico paesaggistico tradizionale. Si tratta comunque di un fenomeno spazialmente limitato il cui effetto paesaggistico complessivo è allo stato attuale piuttosto contenuto . I risultati dell’analisi VASA mostrano l’avvenuta conservazione di una quota pari al 65% del paesaggio presente negli anni 50 e questo risultato ha comportato l’inserimento dell’area all’interno della Classe d’integrità V. Questo significa che l’area è caratterizzata da un’alta qualità complessiva del paesaggio storico, che per la maggior parte presenta un buon grado di conservazione.

Gestione

La conservazione dei paesaggi tradizionali nell’area di Trequanda è affidata prevalentemente al costante intervento dei coltivatori che da soli possono garantire la permanenza degli elementi più tipici del paesaggio oggetto di candidatura. La presenza del marchio olio DOP “Terre di Siena” può costituire un importante incentivo alla continuazione della coltivazione dell’olivo anche nelle aree di più difficile lavorazione. Inoltre la diffusione di una maggiore consapevolezza dell’importanza culturale del paesaggio di Trequanda potrà favorire l’adozione di pratiche volte alla conservazione dei principali elementi che lo caratterizzano.

Raccomandazioni

In conseguenza della valutazione del dossier di candidatura e dei risultati del sopralluogo effettuato, si invita l’Ente Gestore a considerare le seguenti raccomandazioni:

  • per ragioni di contiguità territoriale e omogeneità paesaggistica si suggerisce di verificare in futuro l’opportunità di estendere il paesaggio iscritto al Registro Nazionale del Paesaggio Rurale Storico anche ad altre aree limitrofe in cui ilpaesaggio assume caratteristiche analoghe a quelle del territorio del comune di Trequanda;
  • particolare attenzione dovrà essere posta alla salvaguardia dei paesaggi terrazzati e ciglionati e dei seminativi con olivi che per certi versi costituiscono gli elementi di maggiore interesse paesaggistico del territorio del comune di Trequanda. Al riguardo è opportuno che in futuro si provveda ad una più precisa e puntuale individuazione dei terrazzamenti e dei ciglionamenti anche al fine dell’adozione di mirate azioni di incentivazione;
  • è opportuno che in futuro non si espandano ulteriormente i vigneti specializzati che potrebbero costituire un elemento di perdita della valenza storica e culturale e della tipicità del paesaggio di Trequanda.

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