Miele friulano di amorfa PAT Friuli Venezia Giulia

Il miele monoflorale di amorfa deriva dal nettare di Amorpha fruticosa (fam. Leguminosae)È di colore leggermente aranciato, quando liquido, rosato quando solido. La cristallizzazione è fine e pastosa (avviene entro alcuni mesi dalla raccolta). L’aroma è di media intensità, fruttato. Il sapore è delicato e piacevole, ricorda la gelatina di frutta (Nazzi e Zandigiacomo, 2012). Dal punto di vista melissopalinologico il Miele di amorfa è caratterizzato da una elevata percentuale di polline di Amorpha fruticosa associato a pollini di Brassica f., Robinia pseudoacaciaPrunus f., Rubus, Compositae forma H, TaraxacumPartenocissus, Compositae forma A, SanguisorbaSinapsis f., SedumTrifolium pratense gr., Umbelliferae, AcerLigustrumTrifolium repens gr., Clematis e, tra le non nettarifere, Papaver (Gazziola, 2002).

Tradizionalità

Il miele di amorfa deve la sua tipicità al gusto particolare, allo stato fisico (liquido o cristallizzato) ed al colore aranciato/rosato. Poiché è monoflorale (deriva in massima parte dal nettare di una sola pianta), lo standard qualitativo è abbastanza costante anno dopo anno e nelle diverse aree ove viene prodotto. Talora può in parte mescolarsi con quello che deriva dal nettare di acacia (Robinia pseudoacacia), pianta arborea che fiorisce subito prima dell’amorfa. Il Miele di amorfa viene utilizzato spalmato su fette di pane o su fette biscottate oppure come dolcificante nelle tisane.

Il miele di amorfa viene prodotto per tradizione circa trentennale da diverse decine di apicoltori della regione, in aree di pianura e collina. Le informazioni raccolte presso gli apicoltori regionali con lunga esperienza, riferiscono che una delle prime aree ove già nella prima metà degli anni ’80 del secolo scorso era possibile produrre in abbondanza miele monoflorale di amorfa è quella del corso del torrente Torre a est di Udine (in questa area Amorpha fruticosa è attualmente assai diffusa, con estesi cespuglieti quasi puri).

Con la diffusione spontanea della pianta soprattutto lungo i greti di molti fiumi e torrenti regionali (es. lungo il fiume Tagliamento e il fiume Isonzo), gli apicoltori di varie aree hanno potuto produrre questo importante e richiesto miele, dapprima derivante dal nettare di più piante, poi puro. Inoltre, diversi apicoltori regionali hanno affermato di volere proseguire, ed anzi aumentare, la produzione di questo miele.

Territorio di produzione: Si produce in varie aree della pianura friulana e in ambito collinare, principalmente lungo il greto di fiumi e torrenti colonizzati da cespuglietti di Amorpha fruticosa (Frilli e Barbattini,2000). Si segnalano, in particolare, l’area del medio corso del fiume Tagliamento (dalla stretta di Pinzano verso sud) e quella del torrente Torre (da Savorgnano del Torre verso sud) e la parte finale del corso del fiume Isonzo. Pertanto, sono interessati alla produzione di miele di amorfa gli apicoltori delle province di Gorizia, Pordenone e Udine.

Asparago verde in agrodolce PAT Friuli Venezia Giulia

Gli asparagi verdi in agrodolce sono asparagi verdi interi, lunghi circa 16 cm, conservati in vaso di vetro con il liquido di governo. Il liquido di governo è a base di acqua, aceto di vino, zucchero e sale. Nella soluzione vengono aggiunte delle spezie che danno un caratteristico gusto ed aroma.

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Miele friulano di tarassaco PAT Friuli Venezia Giulia

Il miele di tarassaco deve la sua tipicità al colore giallo crema, al gusto particolare (pungente e vegetale) e allo stato fisico (solido-cremoso) che lo rende facilmente spalmabile. I mieli di tarassaco in genere vengono raccolti prima dell’inizio della fioritura di Robinia pseudoacacia, per evitare che il loro aromatico nettare provochi il deprezzamento del miele di acacia. Lo standard qualitativo è abbastanza costante nelle diverse aree dove viene prodotto e nelle diverse annate, in quanto il tarassaco è la principale specie vegetale in fioritura nel periodo che presenta un buon potenziale nettarifero. Talvolta il miele di tarassaco può mescolarsi con quello di salice e di fruttiferi; in questi casi il miele si presenta meno pungente all’olfatto, più dolce e con un colore beige chiaro.

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Castagna di Mezzomonte PAT Friuli Venezia Giulia

Il nome di questa cultivar, e quindi quello del relativo frutto (castagna), deriva dalla frazione di Mezzomonte di Polcenigo, indicando la sua antica presenza in zona e il suo forte legame con il territorio. Al pari di altre varietà coltivate nella stessa zona, ha trovato ottimali condizioni pedoclimatiche nella fascia prealpina in esame, grazie all’adeguata altitudine, alla buona esposizione al sole e al terreno sub-acido, fattori che permettono alle piante di castagno di vegetare in modo ottimale e di fornire buone produzioni sia in termini quantitativi che qualitativi.

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