Le colline terrazzate della Valpolicella

Registro nazionale dei paesaggi rurali storici del MIPAAF

Regione: Veneto

La Valpolicella è una vasta zona che confina a est con Verona e a ovest con la Valdadige dalla quale la divide la dorsale del monte Pastello. Segnano il limite nord dell’area le Prealpi della Lessinia, mentre segna il confine sud la sponda sinistra dell’Adige. All’interno di tale macro-spazio, ai fini della domanda di candidatura, si è considerata la zona del medio versante collinare che, per la maggior parte, coincide con l’ambiente rurale coltivato a viti, olivi e frutteti, dell’intero comprensorio della Valpolicella.

Motivazione iscrizione

La Valpolicella è una vasta zona che confina a est con Verona e a ovest con la Valdadige dalla quale la divide la dorsale del monte Pastello. Segnano il limite nord dell’area le Prealpi della Lessinia, mentre segna il confine sud la sponda sinistra dell’Adige. All’interno di tale macro-spazio, ai fini della domanda di candidatura, si è considerata la zona del medio versante collinare che, per la maggior parte, coincide con l’ambiente rurale coltivato a viti, olivi e frutteti, dell’intero comprensorio della Valpolicella.

Anche se l’urbanizzazione ha fortemente intaccato il fondovalle in corrispondenza delle principali vie di comunicazione, è sufficiente spostarsi di qualche centinaio di metri dagli insediamenti residenziali e artigianali per ritrovare gli abitati tipici della zona, dalla connotazione fortemente rurale: le ville, le corti rurali, le case isolate, e nelle parti più alte delle colline, le piccole contrade con le case in pietra.

Si tratta di un paesaggio policolturale terrazzato; qui i terrazzamenti sono il frutto della sperimentazione continua e della capacità di adattamento a un territorio particolarmente vocato dal punto di vista agricolo e climatico. Grazie alla varietà dei suoli, all’influenza del Lago di Garda e all’esposizione favorevole l’uomo ha potuto da sempre sfruttare la potenzialità di questo territorio con diverse pratiche tradizionali e colture che qui convivono in armonia.

L’elemento di significatività principale che rende uniche queste colline è la straordinaria presenza di ville venete, in passato centri propulsori del sistema agricolo locale, le quali sono tuttora protagoniste nel settore vitivinicolo contribuendo significativamente al mantenimento del paesaggio rurale storico. La villa con i suoi terrazzamenti rappresenta la sintesi di una sinergia che si mantiene nel tempo e di una circolarità fra l’azione umana e la potenzialità agricola del territorio.

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Integrità

Il territorio della Valpolicella è da inserirsi nella classe IV (51-60%). Nella zona oggetto della candidatura la struttura generale del paesaggio si è conservata soprattutto nella tipica alternanza tra i versanti terrazzati intensamente coltivati, esposti a est-sud-ovest e le valli profonde e strette (localmente dette “vaj”), dove l’irraggiamento solare è molto ridotto, tipicamente lasciate alla crescita del bosco.

Si è ben conservata anche la struttura insediativa, caratterizzata dalle ville, da piccoli borghi compatti (detti “contrade”), e da numerosi edifici sparsi a servizio dei coltivi, collegati da una fitta rete di strade minori.

Gestione

La qualità del paesaggio della Valpolicella è giuridicamente garantita dalla presenza del vincolo paesaggistico, che ai sensi della legge 1497/39, pone sotto tutela tutta l’area interessata alla candidatura. Qualsiasi intervento di modifica delle sistemazioni idraulico agrarie e dell’uso dell’suolo è quindi soggetto a parere della Soprintendenza.

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Raccomandazioni

Le colline terrazzate della Valpolicella rivestono un elevato valore storico e culturale, sia come espressione integra di paesaggio policolturale, sia per i rilevati aspetti culturali legati alla presenza di un così alto numero di ville venete (se ne contano più di 100), sia per le produzioni di alta qualità che provengono da questo paesaggio, come i vini Valpolicella e Ripasso DOC, Amarone e Recioto DOCG.

E’ importante dunque che siano individuate e messe in atto misure capaci di contrastare fenomeni di urbanizzazione e di modifica della forma di allevamento della vite. Azioni e incentivi dovrebbero inoltre essere messi in campo per la conservazione delle marogne, per la preservazione delle antiche pratiche di manutenzione delle stesse e per il mantenimento delle coltivazioni di olivo e ciliegio affianco della vite.

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Le colline terrazzate della Valpolicella

La Valpolicella è una vasta zona che confina a est con Verona e a ovest con la Valdadige dalla quale la divide la dorsale del monte Pastello. Segnano il limite nord dell’area le Prealpi della Lessinia, mentre segna il confine sud la sponda sinistra dell’Adige. All’interno di tale macro-spazio, ai fini della domanda di candidatura, si è considerata la zona del medio versante collinare che, per la maggior parte, coincide con l’ambiente rurale coltivato a viti, olivi e frutteti, dell’intero comprensorio della Valpolicella.

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Oliveti terrazzati di Vallecorsa

Vallecorsa: Gli elementi di significatività storica di questo paesaggio sono riconducibili agli oliveti, a prevalenza della varietà autoctona laziale detta Carboncella, che sono per la maggior parte coltivati a ciglioni e terrazzi. Riguardo a questi ultimi, sono presenti nel territorio svariate soluzioni costruttive e colturali che vanno dai sistemi ordinati e lineari di terrazzi, ai terrazzamenti di dimensioni minori e di forma irregolare, ai piccoli muretti che consentono di ricavare superfici molto limitate dove è possibile coltivare uno o due olivi (c.d. lunettoni).

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Il paesaggio policolturale di Trequanda

Il paesaggio agrario del comune di Trequanda costituisce un importante esempio del paesaggio tradizionale olivicolo della campagna senese in cui convivono sia aree olivicole sia importanti esempi dell’appoderamento mezzadrile caratterizzati da un ordinamento produttivo misto.  
L’area è situata al confine tra la Val d’Orcia e le Crete Senesi. Dal punto di vista paesaggistico storicamente si potevano individuare tre sistemi principali: gli oliveti, i seminativi arborati (generalmente con olivi) e i boschi. Praticamente assenti erano i vigneti specializzati. Dal punto di vista tecnico, economico e gestionale questi sistemi erano fortemente integrati tra loro contribuendo, sia pure in modo diverso, all’economia del settore primario. Si tratta pertanto di elementi diversi di un mosaico paesaggistico sostanzialmente unitario.

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