Cozza del Golfo di Napoli e del litorale flegreo PAT

Prodotto Agroalimentare Tradizionale della Campania

Si tratta di un mollusco con valve simmetriche di colore nero violaceo di forma ovale allungata. frutto ricco, di colore giallo intenso nella femmina, biancastro nel maschio, elevata salinità gusto dolce con retrogusto leggermente amaro.

La raccolta del seme avviene sulle strutture degli impianti o su banchi naturali, il prodotto più volte è incalzato ed appeso tramite “reste” immerse e collegate al trave principale, detto anche “strallo”. tutte le operazioni vengono svolte manualmente.

Il prodotto si ottiene durante il periodo primaverile ed estivo. Una volta raccolto, viene sgranato, pulito e trasportato ai CSM (centro spedizione molluschi) o CDM (centro depurazione molluschi), se necessario, dove viene depurato, oppure ai CSM dove viene confezionato etichettato e distribuito.

I mitili depurati e conformi alla normativa vigente, per parametri fisici e microbiologici, vengono confezionati in apposite retine ed etichettate presso i centri di depurazione e/o spedizione. Il trasporto avviene tramite automezzi refrigerati mediante i quali i mitili vengono distribuiti presso i mercati di destinazione.

Allevamento

Per l’allevamento vengono utilizzate reti plastiche per il sostegno dei molluschi, attaccate a pali tipicamente in legno, le “reste” e gli “stralli”.

L’allevamento avviene in acqua marina o salmastra, dove le condizioni di idoneità microbiologiche e chimico fisiche dell’acqua lo consentono. Per la raccolta ed il successivo trattamento vengono impiegati attrezzature materiali e locali dei centri di depurazione che ottemperano fedelmente a quanto previsto dalla normativa igienico-sanitaria.

Da sempre l’attività di mitilicoltura è stata una delle principali risorse economiche per i comuni costieri dell’area napoletana e vesuviana, per la loro tipicità nel gusto sono presenti nei mercati ittici regionali e richieste nei ristoranti; gli studiosi ipotizzano che le acque del lago Fusaro siano state utilizzate in epoca pre-greca dagli Oschi detti anche Opici, originari di questo territorio campano, per coltivare mitili a scopo alimentare già prima della fondazione di Cuma.

In epoca più recente si hanno notizie di allevamenti di mitili all’epoca di Carlo d’Angiò mentre è certo che Ferdinando IV fece impiantare un allevamento di mitili ed ostriche nelle acque del Fusaro. la produzione e le metodiche di allevamento dopo l’avvento del colera nel 1973 sono rimaste invariate. L’evoluzione ha riguardato solo alcuni accorgimenti nei materiali impiegati.

Territorio di produzione

Specchi d’acqua in concessione con allevamenti long-line presenti nella zona del golfo di Pozzuoli (Baia, Bacoli e Capo Miseno), golfo di Napoli (Nisida e Castello dell’Ovo) e lungo il litorale di Ercolano fino a Castellammare di Stabia.

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