Cisternino
Brindisi – Puglia

– Borghi d’Italia – Le origini di Cisternino

Il territorio del comune di Cisternino fu abitato, fin dal Paleolitico medio-superiore, da nuclei umani provenienti dal nord della penisola o dall’area siculo-africana e che lasciarono, sulle colline dove fissarono i loro accampamenti stagionali, numerose tracce della loro vita, dedita alla caccia e alla raccolta di frutti spontanei e tuberi.

Ancora oggi, nella zona di monte Specchia, sui colli di Restano e sulle incolte balze di Serra Amara, si rinvengono utensili preistorici d’ogni genere: punte di zagaglie, lame, raschiatoi e bulini per incidere ossi. Queste comunità umane andarono sempre più infittendosi, fino a raggiungere un numero considerevole di insediamenti nell’Età del bronzo; decine di stazioni di questa età sono state recentemente localizzate in varie zone del territorio e quelle di Maselli, Ibernia piccola, Carperi, monte d’Alessio, monte le Fergole e Figazzano, hanno un’importanza non indifferente per la comprensione della preistoria brindisina.

Il nome Cisternino deriverebbe dall’eroe eponimo Sturnoi, compagno di Diomede, che dopo la Guerra di Troia avrebbe fondato una città vicina che, in seguito, occupata dai Romani, fu chiamata Sturninum, l’attuale Ostuni.

Il nome deriverebbe da “Cis-Sturninum”, al di qua di Sturni, antico centro japigio nei pressi di Ostuni che aveva preso la denominazione da Sturno, compagno dell’eroe omerico Diomede; scampati alla guerra di Troia.

L’abitato sarebbe stato saccheggiato dai Goti e successivamente sarebbe andato in rovina.

L’attuale centro storico di Cisternino sarebbe rinato grazie ai monaci basiliani che nel Medioevo, lo chiamarono Cis-sturnium (al di qua di Sturnium (Ostuni). La prima testimonianza sul Casale di Cisternino è data dalla scoperta, al di sotto della chiesa romanica di S. Nicola, dei resti di un piccolo tempio cristiano, edificato realisticamente intorno all’anno 1000. Papa Alessandro III, con una bolla pontificia del 26 febbraio 1180 assegnava questa chiesa ed il Casale di Cisternino al Vescovo di Monopoli.

La città imbiancata di Cisternino si trova sulle pianure ondulate della Puglia. È elencato come uno dei borghi più belli d’Italia. Fondata in origine da coloni greci, divenne la città romana di Sturnium prima di essere distrutta da Annibale durante le sue campagne pugliesi. Fu ristabilito nell’800 da un ordine di monaci basiliani che vi costruirono un monastero greco-ortodosso. È cresciuto durante il Medioevo e il centro storico riflette il suo sviluppo unico con “architettura spontanea”, poiché i nuovi quartieri sono stati aggiunti gradualmente secondo necessità per servire la città in crescita piuttosto che essere costruiti secondo un piano civico unificato. Il risultato è un interessante centro medievale ricco di affascinanti vicoli con archi che si snodano per le strette vie imbiancate fronteggiate da scalinate, con balconi inondati di fiori e caratteristici cortili.

La città ha una passeggiata serale attiva quando i residenti escono e passeggiano per incontrarsi per una chiacchierata o un aperitivo. Ci sono molti caffè e ristoranti, tra cui una particolarità locale: macelleria, mercati di carne dove scegli quello che vuoi e loro lo grigliano o arrostiscono per te mentre aspetti. Questa opzione da pranzo rustica è divertente ed economica. C’è una comunità artistica qui che aiuta a mantenere le cose vivaci.

La Chiesa di San Nicola del XIII secolo è dedicata al santo patrono della città e si trova nella fondazione dell’ex monastero greco-ortodosso. La tozza piazza Torre Civica è la porta d’accesso al centro storico. La deliziosa piazza principale chiusa, Piazza Vittorio Emanuele, è il cuore della città. Ci sono diversi palazzi nobiliari intorno al villaggio, in particolare il Palazzo Vescovile, costruito nel 1560 in stile tardo rinascimentale, e Palazzo Amato, un palazzo più opulento con una torre cilindrica e un balcone ad arcate.

Cisternino si trova nel cuore della regione dei trulli pugliesi, una zona affascinante per esplorare le peculiari strutture architettoniche che si caratterizzano per i loro tetti a forma di cono. Città interessanti della zona includono Locorotondo, Martina Franca, Ostuni e Alberobello. Anche la città portuale di Bari è facilmente raggiungibile ed è l’aeroporto più vicino a Cisternino.

Monumenti e luoghi d’interesse

Centro storico: esempio di “architettura spontanea”, ove si trovano palazzi storici (palazzo del Governatore, palazzo Vescovile, palazzo Amati, palazzo Lagravinese, palazzo Devitofranceschi, torre Capece).

Torre di Porta Grande o Normanno-Sveva: di epoca medievale, alta 17 metri, questa torre costituiva l’ingresso principale della città. In alto, sulla sommità, vi è una piccola statua di San Nicola di Bari. È stata sottoposta nei secoli a vari riadattamenti, l’ultimo dei quali nel 1995.

Chiesa madre di San Nicola: costruita nel XIV secolo su di un’antica chiesa paleocristiana dei monaci basiliani, presenta al suo interno due opere in pietra viva del XVI secolo, di notevole valore, firmate dallo scultore “Stephanus Abulie Poteniani” (Stefano da Putignano): una Madonna con Bambino, nota come la “Madonna del Cardellino” e un piccolo tabernacolo. All’interno della chiesa è presente un organo a canne del 1908 costruito dalla ditta Francesco Consoli di Locorotondo con pezzi Inzoli, restaurato nel 2017 da Giovanni Rega e inaugurato il 6 dicembre dello stesso anno.

Chiesa di Santa Lucia XVII secolo, dopo Porta Piccola

Santuario della Madonna d’Ibernia (Madonna de Bernis): a 3 km dal centro abitato, questo santuario è legato ad una leggenda; sarebbe stata proprio la Vergine, infatti, con una apparizione, ad indicare il luogo esatto dove sarebbe sorto il santuario a lei dedicato. Il terreno attorno è ricco di ceramiche e reperti risalenti ad epoca romana e medievale. Fu ritrovato anche un capitello bizantino ed alcune tombe e questo fa supporre che il santuario sorga sulle rovine di un centro abitato, ruotante attorno ad una chiesa paleocristiana.

Chiesa Santa Maria di Costantinopoli o Sant’Anna XVIII secolo fuori città in direzione Martina Franca, presso cimitero vecchio

Masserie: nell’agro di Cisternino sono presenti diverse abitazioni rurali che rappresentano la tipica “masseria pugliese da campo”, tra le quali Masseria Montereale, Villa Cenci, Masseria Devitofranceschi, Masseria Costa e Masseria Montanaro.

Tradizioni e folclore

Tra le manifestazioni folkloristiche più attese a Cisternino, c’è sicuramente Pasquetta. Chiamata nel dialetto dei suoi abitanti Pasquarèdde, questa festività si svolge presso il Santuario della Madonna d’Ibernia, dove ci si reca con dei dolci tipici (a forma di borsetta con due uova sode per i bambini, con uno a forma di bambola con un uovo sodo per le bambine), chiamato “u churrüchele”, esso porterebbe prosperità e fecondità. Non a caso, quella d’Ibernia è la Madonna della vita, della fertilità e dell’abbondanza, il santuario è molto utilizzato per celebrare il matrimonio sia per i motivi appena indicati che per la collocazione del tutto unica e panoramica.foto n.2 – Decorazioni San Quirico e Giulitta

La più importante manifestazione alla quale partecipa l’intera popolazione cittadina è la festa dei santi patroni della città di Cisternino, Quirico e Giulitta. Tale manifestazione cittadina rispetta tutte le più importanti tradizioni locali come decorazioni luminose, eventi religiosi, concerti bandistici ed infine fuochi pirotecnici. Più semplicemente chiamata “la festa di San Quirico” cadendo sempre nella prima settimana di Agosto rappresenta per la popolazione locale e turistica la conclusione del periodo estivo.

Le sagre più rinomate, invece, che si svolgono tra Cisternino e le sue frazioni, sono: la sagra delle orecchiette e quella del coniglio, che si svolgono nel mese di agosto, e la sagra dell’uva, che si tiene a settembre. Queste sagre sono sia un momento di ritrovo e di allegria per tutti i cittadini, ma soprattutto una maniera importantissima di tenere ancora vitale il patrimonio folkloristico di ogni regione, la base per l’identità della città, come del cittadino che l’abita.

Fonte @wikipedia

Puglia
UVA DI PUGLIA IGP

I terreni dove l’uva è coltivata sono ben drenati, permeabili e indenni da possibili attacchi di parassiti e virus. I vigneti sono allevati con la forma a pergola a tetto orizzontale, chiamata il “tendone”. La densità di piantagione è compresa tra un minimo di 1.100 ed un massimo di 2.100 viti per ettaro e la…

Leggi di +

Puglia
TERRA D’OTRANTO DOP

La coltivazione deve avvenire con sistemi di potatura tradizionali e la densità massima è di 400 piante per ettaro. L’olio extravergine Terra d’Otranto è di colore verde o giallo con leggeri riflessi verdi. Il periodo di raccolta, entro il 31 gennaio, influenza il sapore dell’olio che acquisisce un aroma fruttato di erba appena falciata, carciofo…

Leggi di +

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *