Un approccio integrato alla transizione delle città alla NET zero emissioni di carbonio

nel decennio a seguire, le città interessate dovrebbero concentrarsi aumentare le energie rinnovabili e l’elettrificazione del consumo finale di energia, utilizzando la digitalizzazione per integrare i sistemi – ad esempio, da ottimizzare la domanda di energia per una maggiore flessibilità, accelerare la transizione alla mobilità elettrica e decarbonizzazione riscaldamento e raffrescamento. Dovrebbero concentrarsi anche sulla riduzione dell’uso del suolo e dei trasporti consumo attraverso pratiche di crescita intelligente mirando a creare una forma urbana compatta.

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Decarbonizzare le città! Un approccio integrato per emissioni zero – Integrazione fonti energetiche

La digitalizzazione è la chiave per integrare risorse e azioni per rendere efficace la decarbonizzazione. Considera, per ad esempio, le tecnologie che adattano automaticamente il raffreddamento o illuminazione in un edificio ai livelli di occupazione in qualsiasi momento, o strumenti digitali che consentono di operare nei siti di produzione per eseguire le operazioni più efficienti.

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Campania
POMODORINO DEL PIENNOLO DEL VESUVIO DOP

Il Pomodorino è coltivato in pieno campo e le piante si sviluppano in verticale sostenute da paletti per non far cadere i frutti. La raccolta inizia a giugno e termina ad agosto e si realizza tagliando direttamente il grappolo. In seguito, i pomodori sono i legati tra loro con un filo, formando il “piennolo”, con questa forma, i frutti non si deteriorano e conservano le loro caratteristiche organolettiche. La raccolta è effettuata a mano, nel periodo compreso tra il 20 giugno ed il 31 agosto e la produzione unitaria massima è fissata in 25 tonnellate, rapportata ad ettaro di coltura specializzata.

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POMODORINO DEL PIENNOLO DEL VESUVIO DOP

Calabria
I SUOI VINI DOP

Bagnata dalle limpide acque del mar Ionio e del mar Tirreno è separata dalla Sicilia dallo stretto di Messina, la Calabria è una regione ricca di storia e di tradizioni, con un patrimonio culturale vastissimo. Con circa 10.000 ettari vitati, la Calabria è la quindicesima regione italiana per superficie coltivata a vite, per una estensione dei vigneti peri a quella della sola provincia di Trento , che rappresenta l’1,62% del patrimonio viticolo nazionale. Dopo anni di immobilismo, il comparto vitivinicolo Calabrese si sta rimettendo in moto, con nuove idee sulla qualità dei prodotti, l’utilizzo di moderni strumenti di marketing e comunicazione e sulla valorizzazione del ricco patrimonio di vitigni autoctoni.

La Calabria è una regione del sud Italia che gioca un piccolo ruolo nell’ambito vitivinicolo italiano, seppur negli ultimi anni la sua presenza sta pian piano crescendo grazie al lavoro di piccoli produttori intenti a valorizzare il territorio. I vigneti calabresi ricoprono circa 14 mila ettari.
La viticoltura in Calabria risale al tempo degli Enotri e Greci, nel 700 a.C.. Con l’avvento dell’Impero Romano l’attività vinicola viene completamente abbandonata, fino al Medioevo, periodo in cui ricomincia a fiorire. Nei secoli successivi la produzione di vino si riduce drasticamente, perdendo i suoi mercati di riferimento. Con l’arrivo della fillossera, nel XX secolo, il panorama viticolo cambierà radicalmente e la regione ricomincia a produrre vini di qualità con discreto successo.

I vitigni più coltivati in Calabria sono quelli a bacca rossa, che costituiscono circa il 75% della produzione. Tra tutti il gaglioppo, che copre il 40% della produzione di vini rossi, a cui seguono greco nero, manzoni bianco, magliocco canino, pignoletto, greco bianco, lacrima, malvasia bianca, alicante, nerello cappuccio, sangiovese, aglianico.
La Calabria conta 9 Denominazioni di Origine Controllata (DOC). A nord della provincia di Cosenza, troviamo la DOC Terre di Cosenza, prodotta nelle 4 tipologie rosso, rosato, bianco e spumante. A sud di Cosenza, sul lato ovest, ci sono le piccole DOC Savuto, Scavigna e Lamezia.
In provincia di Crotone, invece, sul versante est, ci sono le DOC Cirò – che può essere prodotta nella versione vino bianco da uve greco bianco, oppure nelle versioni rosso o rosato, da prevalenza di uve gaglioppo – Melissa e Sant’Agata di Isola Caporizzuto. In provincia di Reggio Calabria troviamo le DOC Bivongi, condivisa con la provincia di Catanzaro, e Greco di Bianco, vino da dessert dalle omonime uve.

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