Riserva Naturale Regionale e Oasi WWF dei Ghirardi

– Il paesaggio montano nell’alta valle del Taro

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La Riserva Naturale Regionale e Oasi WWF dei Ghirardi tutela circa 400 ettari di paesaggio montano nell’alta valle del Taro, tra i comuni di Albareto e Borgo Val di Taro, in provincia di Parma. Il territorio è caratterizzato da una piacevole alternanza di prati, zone ad arbusti, querceti misti di cerro e carpino nero, con preziosi lembi di bosco a rovere e a farnia con carpino bianco. Numerosi gli esemplari monumentali di quercia roverella che ombreggiano gli stradelli e i prati.

L’estrema variabilità ambientale favorisce lo sviluppo di una flora ricchissima, tra cui ben 36 specie di orchidee, dalla comune Orchis purpurea alla rara Epipactis microphylla.

Altre specie protette sono il giglio di S. Giovanni, la genziana ciliata, il croco, il campanellino, il dente di cane. Anche tra le specie arboree troviamo una vera rarità: è un piccolo albero che cresce nei boschi radi di cerro, il melo fiorentino, esclusivo dell’Italia centrale e della Grecia, che qui trova una delle sue stazioni più settentrionali.

Ophrys-bertolonii
Croco

La Riserva costituisce un rifugio sicuro per moltissimi animali, ed anche per essi la varietà ambientale costituisce un fattore di diversificazione, cosicché, a pochi metri dal nido dell’astore, una specie boreale, troviamo il tunnel scavato dal mediterraneo gruccione. Le specie di uccelli nidificanti sono oltre 70, tra cui il rigogolo, l’upupa, la quaglia, la pernice rossa, il succiacapre, il torcicollo, la tordela.

L’abbondanza di prede favorisce i rapaci: entro i confini dell’area nidificano ogni anno diverse coppie di poiana, due di falco pecchiaiolo, ed una ciascuno di biancone, sparviere, astore, gheppio e falco lodolaio.

Di particolare interesse conservazionistico a livello europeo sono l’averla piccola, la tottavilla e il succiacapre, tutti presenti con numerose coppie. La specie al vertice della catena ecologica è il lupo: l’insediamento di un branco, a partire dal 2015, ha ridotto e reso più schive le varie specie di ungulato presenti, cinghiale, cervo, daino e capriolo.

Il WWF, con la collaborazione dell’Ente Parchi Emilia Occidentale, si occupa di interventi diretti alla salvaguardia delle specie: ad esempio per tutelare il tritone crestato, un anfibio dalla lunga coda che vive negli stagni, in via di scomparsa in tutto il continente europeo, sono stati realizzati alcuni stagni artificiali per la sua riproduzione; per gestire gli habitat erbosi ricchi di orchidee, farfalle e uccelli in via di scomparsa come averla piccola e succiacapre è stato riportato il pascolo brado con animali domestici di razze locali, come la vacca Cabannina, la pecora Nostrana e il cavallo Bardigiano.

L’altro compito del WWF è l’educazione ambientale, rivolta alle scuole, ai centri estivi e al pubblico che visita la valle.

Presso il Centro Visite in località Case Pradelle, aperto come punto informativo tutte le domeniche dell’anno, si svolgono circa settanta eventi all’anno, comprendenti visite guidate naturalistiche, corsi di piccola agricoltura e allevamento, laboratori d’arte e fotografia per grandi e piccoli, giornate dedicate a yoga, qi-gong e altre attività di benessere in natura.

Amate specialmente dal pubblico sono le uscite accanto al pastore seguendo il gregge di pecore e capre al pascolo, incontrando i cani da guardina Maremmano Abruzzesi ed entusiasmandosi alla capacità del cane da pastore border collie di eseguire alla perfezione le indicazioni del pastore; le escursioni serali dedicate alla osservazione delle lucciole e all’ascolto del canto del succiacapre; le uscite in autunno per osservare gli scontri dei daini nell’epoca del bramito.

Presso il Centro Visite è anche possibile prenotare visite guidate a cavallo e corsi di avvicinamento all’attività ippica.

Nel caso si preferisca avvicinarsi alla natura singolarmente, sono presenti oltre 15 km di percorsi segnati e attrezzati percorribili liberamente, avendo cura di non allontanarsene per non disturbare gli animali.

Tutte le informazioni sul sito www.oasighirardi.org

Credits Photo & Text by GUIDO SARDELLA


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