Riserva Naturale Marina della Isole Tremiti

La presenza umana sulle Tremiti inizia durante il Neolitico ed è accertata dai reperti ritrovati nei due villaggi presenti sulle isole di San Nicola e di San Domino, ma le costruzioni più interessanti sono quelle risalenti all’arrivo dei Benedettini, provenienti da Montecassino, con  la costruzione sull’isola di San Domino del monastero e della chiesa di San Giacomo tra la fine del IX secolo e l’inizio del X sec. A causa delle incursioni piratesche, nel 1045 l’abate Alberico ed i suoi monaci decidono di edificare sulla più sicura isola di San Nicola il monastero di Santa Maria a Mare, e grazie alla protezione dei Bizantini i monaci tremitesi diventano molto ricchi.

Il successivo cambio di potere a favore dei Normanni causa la decadenza dei Benedettini che abbandonarono l’arcipelago. Nel 1237 il Pontefice affida ai Cistercensi di Casanova il restauro del patrimonio dell’Abbazia e finalmente nella seconda metà del XII l’arcipelago torna florido e potente, ma a causa delle numerose incursioni viene nuovamente abbandonato.

Le isole tornano alla prosperità nel 1412, quando arrivano i Lateranensi. Grazie al ritrovato splendore aumenta il numero di monaci presenti nel monastero e viene costruito un nuovo Chiostro. Negli ultimi anni del XVI secolo i monaci iniziano ad avvertire la crisi economica fino al 1610 quando decidono di vendere le Isole. La cessione fu ostacolata dal Regno di Napoli che ne rivendicava la proprietà che ottiene nel 1675. Dopo vari interventi da parte del Regno per il mantenimento dell’opera, nel 1779 l’Abbazia diventa proprietà del pubblico demanio.

Nel 1792, l’isola di San Nicola, dopo dieci anni di abbandono totale, diventa colonia penale fino al 1932 quando raggiunse l’autonomia comunale. Da quel giorno i tremitesi si sono impegnati a valorizzare il loro territorio e il loro patrimonio artistico-culturale.

L’Arcipelago dell’Adriatico

Le Isole Tremiti, in meno di 3 kmq di superficie e 20 km di perimetro costiero, compongono l’unico arcipelago italiano nel Mar Adriatico. Sono una propaggine geomorfologica del Gargano e fanno parte della Provincia di Foggia, ma il dialetto locale è ischitano. È il Comune per estensione più piccolo d’Italia con poco più di 400 abitanti, che d’inverno diventano poco meno di 50. L’arcipelago è composto da cinque isole: Caprara (deserta, chiamata così per l’abbondanza dei suoi capperi); San Nicola con l’imponente abbazia benedettina e le palazzine dove erano relegati i confinati politici e ancor prima i coatti; San Domino con il bosco profumato di pini d’Aleppo, cale, antri, spuntoni e acque verdi e azzurre che luccicano, i tornanti che uno dopo l’altro si arrampicano fino al paese; al centro dell’arcipelago, c’è il Cretaccio, che prende il nome dalla suo territorio argilloso; ed infine Pianosa il santuario della Riserva Marina.

Flora Terrestre

La macchia mediterranea regala un color verde smeraldo alle Isole Tremiti: dagli alberi secolari della pineta di San Domino ai capperi di Caprara. Sull’arcipelago è possibile trovare fiori autoctoni come il Fiordaliso delle Tremiti, la Stellina di Stalio, l’Alisso di Leuca, la Malcolmia Flessuosa,… Un percorso botanico di straordinari bellezza.

ALISSO DI LEUCA

  • Sinonimi: Alyssum leucadeum Guss. [PIGNATTI, Flora d’Italia, 1982]
  • Famiglia: Cruciferae.
  • Etimologia del nome botanico: Dal greco àlysson composto daà-e lyssa “rabbia” in quanto si pensava che la pianta preservasse dall’idrofobia; fu rinvenuta per la prima volta dal celebre botanico Gussone nel 1840 a Leuca, paese all’estremità sud-orientale della Puglia, da qui l’epiteto leucadeum.
  • Habitat: Rupi calcaree presso il mare.
  • Forma biologica: Camefita scaposa.
  • Areale: Subndemismo: Puglia e isole centro adriatiche.
  • ISOLE TREMITI
  • Altitudine s.l.m.: 20-100.
  • Fioritura: Febbraio-Marzo.
  • Precedenti segnalazioni: Rabenhorst, 1847; Bèguinot, 1910; De Marco e Brullo, 1989.

Presenza certa e confermata solo per le tremiti; Rabenhorst la segnala senza indicare la stazione di ritrovamento; in seguito sia Bèguinot (1910) sia Trotter (1912) riportano la specie per il Gargano sulla base di questa unica indicazione, ma dubitano della sua reale esistenza: da riaccertare per l’area garganica [FENAROLI, Florae Garganica e Prodromus, Webbia 21, 1: 921, 1966]. È inserita nel Libro Rosso delle Piante d’Italia (aggiornamento in Conti et al., 1977) con lo status di minacciata.

Fauna Terrestre

L’arcipelago è posizionato lungo la rotta migratoria dell’avifauna europea e rappresenta un importante punto di sosta per il riposo e la riproduzione di molte specie. L’avifauna tremitese rappresenta il “tesoro volante” dell’arcipelago. Le isole sono vissute anche da rettili, mammiferi e invertebrati.

Fonte e per approfondimento Area Marina Protetta delle Isole Tremiti

L’Area Marina Protetta Isole di Ventotene e S. Stefano

Ventotene presenta fondali caratterizzati da anfratti e recessi, favoriti anche dal processo erosivo che causa periodici smottamenti. Questa particolare morfologia, associata all’inaccessibilità da terra di lunghi tratti di costa, favorisce un’ecosistema particolare in cui si riscontra grande varietà di organismi bentonici.

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Area Marina Protetta COSTA INFRESCHI e della MASSETA CAMPANIA

Siamo sulla costa che va dalla Torre dello Zancale, di  Marina di Camerota, a Scario nel Golfo di Policastro: dal 2009  Area Marina Protetta della Campania.13,808 km di costa in cui si concentrano insenature, grotte, spiaggette, rade, sorgenti d’acqua sottomarine: Grotta Azzurra, Grotta del Noglio, Cala Bianca, Grotta degli Infreschi, la Piscina degli Iscolelli, la…

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Area Marina Protetta PUNTA CAMPANELLA CAMPANIA

Punta Campanella, o Punta della Campanella, è l’estrema propaggine della penisola sorrentina sulla costa tirrenica italiana. Ricade nel comune di Massa Lubrense, frazione Termini e nel comune di Positano, in costiera amalfitana. Punta Campanella è separata dalla Bocca Piccola dall’isola di Capri. È sovrastata dal Monte San Costanzo di 497 metri, che fa parte della catena dei Monti Lattari, e ad est è delimitata dalla Baia di Jeranto.

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