Oliveti terrazzati di Vallecorsa

– Registro nazionale dei paesaggi rurali storici del MIPAAF

Regione: LAZIO

Vallecorsa

Superfice e Comuni interessati

Superficie pari a 718 ha. Comuni interessati: Comune di Vallecorsa (FR).

Elementi di persistenza storica e pratiche tradizionali (significatività)

Gli elementi di significatività storica di questo paesaggio sono riconducibili agli oliveti, a prevalenza della varietà autoctona laziale detta Carboncella, che sono per la maggior parte coltivati a ciglioni e terrazzi. Riguardo a questi ultimi, sono presenti nel territorio svariate soluzioni costruttive e colturali che vanno dai sistemi ordinati e lineari di terrazzi, ai terrazzamenti di dimensioni minori e di forma irregolare, ai piccoli muretti che consentono di ricavare superfici molto limitate dove è possibile coltivare uno o due olivi (c.d. lunettoni).

Nelle situazioni più estreme gli olivi sono stati piantati in piccole nicchie scavate nella roccia. Per quanto riguarda le sistemazioni idraulico-agrarie, gli elementi di unicità di quest’area sono rappresentati dalle cosiddette macère, termine vernacolare usato per designare i muretti a secco, ovvero, le mura di contenimento solide che derivano da una sapienza locale unica della costruzione a secco, dal taglio e dal posizionamento di pietra, sovrapposta l’una sull’altra senza l’impiego di materiali leganti. Sono, inoltre, presenti nel territorio sistemi di passaturi associati a canalette, di acquidocci, di scifi (nome locale degli abbeveratoi), di pozzi di raccolta e di cisterne, dove la pietra è protagonista in quanto compone muri, terrazzamenti, pozzi, rifugi e casali.

Uso del suolo storico (secondo dopoguerra)

Nel 1954 gli uliveti terrazzati erano la coltura largamente prevalente e occupavano una superficie di 620,65 ha (86,64%); seguivano in ordine di estensione i seminativi con 9,95 ha (1,39%). Per quanto riguarda altri elementi infrastrutturali di interesse storico gli acquidocci e i sentieri erano presenti con un’estensione pari a 20,80 ha (2,9%). Il bosco di latifoglie occupava, infine, una superficie molto limitata pari a 2,27 ha (0,31%)

Trasformazioni del paesaggio storico

Il livello di trasformazione dell’area è stato ottenuto confrontando il mosaico paesaggistico del territorio rilevato alla data del 19543 con la situazione rilevata al 2012. Dall’indagine diacronica sui dati derivanti dal
confronto degli usi del suolo 1954-2012 emerge che gli uliveti terrazzati rappresentano ancora l’uso del suolo prevalente ricoprendo 575,48 ha (80,34%) del totale della superficie. Di questi, però, circa 90 ha (12,68%) versano in vari gradi di abbandono pur non essendo tuttavia ancora perduti.

Sono aumentati notevolmente, arrivando a coprire una superficie di più di 52 ha (7,32%), i boschi di latifoglie, che hanno in buona parte preso il posto degli uliveti abbandonati, mentre i seminativi hanno subìto un forte calo arrivando a un’estensione di 3,82 ha (0,53%). Conseguentemente all’abbandono dell’olivicoltura e alla riconquista del bosco si è verificata una riduzione degli acquidocci e dei sentieri che nel 2012 arrivano a coprire una superficie pari a 16,30 ha (2,28%).

Come evidenziato nella tabella riportata di seguito, tenuto conto degli elementi caratterizzanti del paesaggio storico analizzato, le principali trasformazioni intervenute per il periodo considerato hanno riguardato la superficie di uliveti terrazzati, seminativo e area boschiva:

Colture Variazione superficie : uso del suolo attuale

  • Superficie di uliveti terrazzati – 45 ha -7,3% 80,34%
  • Superficie a seminativo – 6 ha -61,6% 0,53%
  • Superficie boschiva + 50 ha +2.190,7% 7,32%

Integrità e classe d’integrità

Dai risultati dell’analisi VASA emerge che la percentuale degli usi del suolo che si sono mantenuti invariati è pari al 70,24%. Questa percentuale ha permesso l’iscrizione del paesaggio all’interno della Classe VI.

Vulnerabilità

Le vulnerabilità di questo territorio sono individuate come segue:

Vulnerabilità socioeconomiche: spopolamento, così come senilizzazione degli attivi in agricoltura. Vi è stata inoltre una diminuzione della superficie agricola utilizzata (SAU) che si è fatta particolarmente intensa a partire dal 2010 e ha riguardato in modo particolare i seminativi. La diminuzione della SAU è stata in gran parte causata da fenomeni di rinaturalizzazione e dal rimboschimento spontaneo. Il numero delle aziende ha subito un marcato decremento, ma permangono le piccole aziende agricole e i piccoli allevamenti, con buone capacità di persistenza, di modesta dimensione media. Sono sostanzialmente scomparsi il pascolo e l’allevamento allo stato brado.

Vulnerabilità ambientali:

Come diretta conseguenza dell’abbandono dell’attività agricola, come osservato, vi è stato un incremento della vegetazione boschiva, in parte di tipo artificiale e in parte naturale, dovuta cioè a processi di ricolonizzazione – evoluzione ecologica secondaria, di specie pioniere arbustive di aree ex agricole. A seguito del rimboschimento spontaneo è aumentato il rischio di incendi boschivi. Per quanto riguarda l’assetto idro-geologico, l’abbandono dei terrazzamenti, così come l’assenza di manutenzione dei muri a secco, delle macère e degli acquidocci può ridurre la stabilità dei versanti e la conservazione dei suoli e favorire preoccupanti fenomeni di dissesto idrogeologico.

Produzioni connesse al paesaggio storico, progetti e iniziative di valorizzazione del paesaggio e dei prodotti
agro-alimentari del territorio

IGP Olio di Roma

Raccomandazioni per la tutela e conservazione a livello di politiche agrarie / del territorio

Raccomandazioni formulate dall’ONPR: In considerazione degli elementi di significatività storica individuati e delle trasformazioni nonché delle vulnerabilità del territorio riscontrate, l’ONPR ha formulato all’ente promotore le seguenti raccomandazioni:

a) dovrà essere effettuato un attento monitoraggio dei fenomeni di abbandono e di degrado dei terrazzamenti, cercando dì individuare tutte le possibili forme di sostegno economico o tecnico che consentano di contenere il fenomeno;

b) si dovrà proseguire, compatibilmente con la necessità di conservare l’assetto paesaggistico e idrogeologico, l’azione già intrapresa di miglioramento della viabilità interpoderale che si è rivelata essere uno strumento importante per favorire il mantenimento degli oliveti terrazzati;

c) è auspicabile che la regione Lazio, nell’ambito del proprio PSR, individui un apposito capitolo di spesa volto a sostenere gli olivicoltori o le cooperative operanti sul territorio che conservino i terrazzamenti esistenti;

d) potrebbe essere utile avviare la realizzazione di interventi di valorizzazione turistico-ricreativa basati sulla predisposizione di percorsi di visita ai terrazzamenti e di guide e altro materiale didattico e conoscitivo;

e) queste azioni potrebbero anche essere utilmente estese ai comuni limitrofi cercando di valorizzare possibili sinergie: con la fruizione di altri beni naturalistici e storico-culturali presenti nell’area.

Indicazioni relative agli elementi materiali e immateriali da considerare per il monitoraggio relativo alla persistenza degli elementi di significatività storica

Per il monitoraggio periodico si evidenzia l’importanza di tenere sotto stretta osservazione i seguenti elementi caratterizzanti del paesaggio storico riferiti all’uso del suolo e alle tecniche di allevamento nonché sistemazioni idraulico-agrarie

Usi del suolo

  • Superficie occupata dagli oliveti

Tecniche di allevamento e sistemazioni idraulico-agrarie

  • Superficie dei terrazzamenti coltivati e non, indicando nel primo caso il tipo di coltura praticata
  • Superficie dei ciglioni coltivati e non, indicando nel primo caso il tipo di coltura praticata
  • Lunghezza delle macère
  • Lunghezza dei passaturi, delle canalette
  • Lunghezza degli acquidocci, degli scifi

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