ALBANELLA
Vitigni d’ITALIA

Il grappolo è grosso, di forma cilindro-conica, appena alato e dotato di buona compattezza. Glia acini sono grandi, sferici e mostrano luminose sfumature giallo oro. La maturazione gode di buona regolarità e la raccolta avviene mediamente da metà settembre. Nelle annate più clementi, la naturale alta acidità contenuta nella polpa è ben assorbita dalla pianta, mentre l’accumolo zuccherino non raggiunge mai alti livelli.

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Vitigni d’ITALIA

ALBANA
Vitigni d’ITALIA

Questo vitigno a bacca bianca è conosciuto fin dal tempo dell’antica Roma, stando agli scritti di Catone, Plinio il Vecchio, Plinio il Giovane e Varrone. D’altra parte è assai verosimile l’ipotesi che vede l’origine del suo nome nel termine latino albus, che alcuni considerano toponimo di Colli Albani, ritenendo che sia quella la zona da cui i Romani presero l’uva per coltivarla nelle terre attorno al Rubicone. Alcuni accostano il nome Albana ad Albuele, che riporterebbe all’Elbling, un vitigno un tempo molto diffuso nella valle del Reno, che secondo diversi studiosi tedeschi sarebbe di origine italiana e diffuso in Germania dai Romani nel IV secolo.

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Vitigni d’ITALIA

INVERNENGA
Vitigni d’ITALIA

medievale di Santa Giulia, vanta tra le molte attrattive il vigneto urbano produttivo più grande del mondo: è il vigneto Pusterla, ai piedi del castello sotto la torre detta “dei Francesi”. Questo appezzamento è coltivato con uva Invernenga, vendemmiate tardivamenteper produrre il Pusterla Bianco, unico ed esclusivo vino di città. Dal punto di vista storico non si conosce fino in fondo come questa varietà sia arrivata in provincia di Brescia. Le prime notizie bibliografiche le dobbiamo all’opera del Ministero dell’Industria, Agricoltura e Commercio dell’Impero Austro-Ungarico, che nel 1826 scrisse dell’Invernenga come uno dei vitigni più coltivati nel Bresciano. Marzotto (1912) la definisce uva da conservare appassita durante l’inverno (da cui probabilmente la derivazione del nome), consumandola a tavola dopo averla fatta rinvenire in acqua tiepida.

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Vitigni d’ITALIA

ABBUOTO
Vitigni d’ITALIA

Vitigno a bacca nera di oirigini remote, dalle cui uve in un passato remoto si produceva con molta probabilità il famoso Cécubo, più volte decantato da Orazio. Secondo quanto riporta il Drao (1934) – unico studioso a essersi occupato, per quanto ne sappiamo, di questo vitigno -, era originariamente coltivato nell’area pedemontana e collinare del comune di Fondi, in provincia di Frosinone.

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Vitigni d’ITALIA