Patata

La patata è originaria dell’America meridionale e proviene da paesi come Perù, Cile e Bolivia. Dopo le spedizioni di Cristoforo Colombo iniziò a diffondersi nel vecchio continente. Prima in Spagna, poi in Irlanda e Inghilterra, quindi anche in Italia, dove iniziò ad essere coltivata intorno al 1600. La sua diffusione su larga scala e l’impiego nell’alimentazione umana si affermarono nella seconda metà del 1700. In Europa la coltivazione delle patate assunse posizione preminente nei Paesi settentrionali, dove trovò condizioni pedoclimatiche molto favorevoli.

Terreno, preparazione e concimazione

Il terreno ottimale per la coltura delle patate dovrebbe avere un ph intorno ai 6 e comunque inferiore ai 7. Occorre predisporre una buona concimazione di fondo: indicativamente conviene usare intorno ai 6 kg di letame maturo a metro quadro oppure 0,6 kg se usiamo pollina o stallatico pellettato, quando è possibile meglio propendere per il letame piuttosto che usare concimi essiccati.

La lavorazione deve essere profonda, per offrire al momento della semina un terreno sciolto e molto drenante, per questo motivo si vanga affondando la lama fino ai 30/40 cm. La pianta della patata teme infatti i ristagni di acqua, che farebbero marcire i tuberi.

La semina delle patate

Le patate si seminano a partire dalla primavera, le temperature medie devono essere oltre i 10 gradi, l’ideale è che siano tra i 12 ed i 20 gradi. A seconda della zona climatica il periodo di impianto può variare tra febbraio e giugno, dove l’inverno è molto mite si può fare anche una semina autunnale a settembre/ottobre.

Il sesto di impianto prevede una semina per file, distanziate di 70 cm l’una dall’altra. Si colloca una patata ogni 25-30 cm lungo ogni fila, interrata a 10 cm di profondità. In alternativa si può anche mettere la patata in superficie per poi coprirla con 10 cm di terra, questo in modo che la pianta usufruisca della parte più soffice del terreno. La tecnica è utile in particolare con un suolo molto compatto o tendente all’umido.

La semina delle patate in realtà è una moltiplicazione per talee: il seme vero è contenuto nelle palline verdi che seguono la fioritura, mentre il tubero è un fusto modificato che fa da riserva di amido per la pianta. Nella semina per talea si possono usare patate intere ma anche pezzi di tubero. Se la misura supera i 50 grammi infatti possiamo dividere il tubero per avere più semente. L’importante è che ogni pezzo sia da almeno 20 grammi e abbia un minimo di due “occhi” (le gemme), il taglio deve essere fatto a spicchi, non dividendo a metà, visto che la maggior parte delle gemme sta sul polo opposto allo stolone. Per vedere meglio le gemme si può mettere le patate al caldo e inumidirle ogni due giorni, dopo una settimana i germogli si allungheranno fino a 1-2 cm e si potrà procedere alla partizione dei tuberi. Occorre fare attenzione a non danneggiare i germogli appena nati quando si pianta. Dopo il taglio si lascia asciugare qualche giorno per far rimarginare, dopo di che si mettono le patate a dimora. Non ha importanza la posizione della patata sul terreno.

La coltivazione della patata

Per coltivare le patate nell’orto le accortezze da avere sono relativamente poche: una volta piantati i tuberi in un suolo ben lavorato e ben concimato la coltura richiede irrigazione solo al bisogno e un controllo da avversità e insetti, di cui parleremo nel paragrafo dedicato. Il lavoro più importante durante la coltivazione è il rincalzo, che permette anche di eliminare la gran parte delle erbe infestanti.

Rincalzare le patate

Primo rincalzo. Dopo 15 – 20 giorni dalla semina spunteranno le prime due foglie vere, i germogli si danneggiano in caso di gelata, per cui conviene seppellire le due foglioline con una leggera rincalzatura, da eseguirsi quando almeno metà delle piante ha emesso le foglioline. Il vantaggio è anche quello di eliminare le prime erbe infestanti e obbligare la pianta ad allungare lo stelo, aumentando così la produzione di stoloni e quindi di patate.

Secondo rincalzo. Dopo un mese si effettuerà una rincalzatura ulteriore, distribuendo una concimazione prima dell’operazione di rincalzo. Si crea in questo modo un cumulo sulla pianta di circa 30 centimetri, che ripara i tuberi dal sole. La luce diretta provoca la produzione di solanina che è una sostanza velenosa, le patate con i raggi del sole diventano verdi e non sono commestibili.

Irrigazione

La coltivazione delle patate ha una certa necessità idrica, soprattutto in alcune fasi del ciclo biologico. L’acqua deve essere poca subito dopo la semina, in quanto il tubero è già dotato delle necessarie riserve idriche. Nella fase di accrescimento vegetativo invece l’acqua è necessaria. Dunque bisognerà provvedere qualora la stagione sia secca e le precipitazioni scarse.

Di solito l’irrigazione si effettua a scorrimento, quindi sfruttando il solco, o a pioggia per le grandi superfici. L’apporto idrico deve essere uniforme, cioè non si deve esagerare in un senso o nell’altro. Non si deve aspettare che la pianta manifesti bisogno d’acqua e nemmeno bagnare troppo, causando ristagni idrici che favoriscono l’insorgenza di malattie crittogamiche.
E’ sempre bene irrigare nelle ore serali. Nella fase finale di maturazione del tubero, quando la pianta inizia a disseccarsi, l’irrigazione dovrà essere sospesa

Concimazione

La patata è un ortaggio esigente e richiede un’ottima concimazione di fondo, ma può esser fertilizzata anche in fase di semina e poi durante tutto il primo periodo di crescita.

Resa e raccolta

Produttività. Normalmente la resa di prodotto in un campo di patate è di 3-4 kg di tuberi per metro quadro di terreno coltivato, nell’orto domestico si può così calcolare la quantità di spazio da dedicare a questa coltura, in relazione ai consumi familiari.

Il momento del raccolto. Se si vogliono le patate novelle occorre raccogliere le patate quando la pianta è ancora verde, mentre le patate normali, adatte anche ad essere conservate, si raccolgono una volta che la pianta si secca ingiallendo completamente. A questo punto il tubero è perfettamente formato. Il tempo di maturazione cambia a seconda della varietà di patate seminata, delle condizioni climatiche della località e dell’annata, il sistema più semplice per capire quando è ora di raccogliere le patate è campionare raccogliendo una pianta.

Come capire la maturazione. Per capire se una patata è pronta basta strofinare la buccia: se non si stacca facilmente vuol dire che è il momento di raccogliere le patate è giunto. Le patate sono comunque commestibili anche prima, nell’orto famigliare si può quindi effettuare una raccolta scalare, solo la patata ben matura però si conserva per mesi senza problemi.

Come raccogliere. L’operazione di raccolta si esegue con una forca, sollevando la zolla di terra sotto la pianta e scovando tutti i tuberi formatisi in corrispondenza delle radici.

Consociazioni e rotazioni

Rotazione colturale. La patata normalmente si coltiva con una rotazione triennale nell’orto, per cui se su una parcella coltivo patate un anno poi lascerò per almeno due anni altre verdure prima di tornare a far patate nello stesso terreno. Questa pratica agricola è fondamentale nel metodo biologico perché permette di prevenire buona parte delle malattie.

Consociazioni delle patate. Come consociazione il fagiolo è ottimo perché allontana la dorifora, buon vicinato anche tra patate e piselli, cavoli e girasoli.

Le malattie della pianta della patata

Le principali malattie che possono danneggiare le coltivazioni di patate sono quelle funginee (peronospora, alternaria, fusarium,…), si prevengono soprattutto con una corretta lavorazione del terreno che dreni correttamente l’acqua evitando ristagni e umidità persistente. Si può usare anche il rame per trattamenti preventivi consentiti in agricoltura biologica, ma se possibile meglio evitarlo. Vi sono poi altri problemi: le virosi, le batteriosi e infine le fisiopatie, che non sono malattie vere e proprie ma scompensi della pianta.

Peronospora della patata.

Malattia crittogama che si manifesta con macchie brune, inizialmente si vede sulle foglie, poi arriva fino al tubero. In agricoltura biologica si può intervenire solo col rame (solfato o idrossido di rame), a titolo preventivo e di contenimento della peronospora. Se si vuole trattare con il rame bisogna intervenire nell’orto con due trattamenti, il primo dopo l’ultima rincalzatura e il secondo subito dopo la fioritura. Attenzione però ai rischi che il rame comporta, se possibile meglio evitarlo.

Marciume secco della patata.

Fusarium. Altra malattia funginea, che si manifesta sul tubero e prosegue la sua attività anche dopo che la patata è stata raccolta. I sintomi per riconoscere questa malattia della patata sono l’ingiallimento del fusto e il marciume secco del tubero (il marciume secco non ha odore a differenza del marciume provocato da batteriosi, che invece puzza molto). Chi combatte il fusarium usando il rame lo fa seguendo le stesse indicazioni fornite sopra per la peronospora, con la differenza che si sostituisce al secondo trattamento di rame uno con poltiglia bordolese.

Alternaria.

Come la peronospora è un’altra malattia funginea che può colpire la pianta della patata, genera macchie nerastre concentriche sulle foglie. Come per le precedenti problematiche anche in questo caso nell’orto naturale si punta a prevenire, per contrastarla l’agricoltura biologica consente interventi col rame. Le spore di alternaria si conservano da un anno altro su tuberi e residui delle piante, questo rende fastidiosamente persistente il problema.

Batteriosi. I sintomi di questa avversità sono macchioline marroni molto piccole, la batteriosi provoca poi dopo la raccolta il marciume della patata. Come per la peronospora si può intervenire con il rame che previene e cura la malattia, importante è che l’intervento sia tempestivo.

Erwinia Carotova o “mal del pè”. Questa malattia è una batteriosi che colpisce il fusto della pianta (da cui il nome dialettale di mal del piede) e fa marcire in seguito tutta la parte aerea, è un’infezione favorita dai ristagni d’acqua, ragion per cui meglio prevenire favorendo il drenaggio piuttosto che dover trattare con il rame.

Virosi. Ci sono una decina di virosi che possono attaccare la patata, non è possibile combatterle in agricoltura biologica ma solo prevenirle. Fondamentale è che il seme sia esente: se si verifica una virosi bisogna evitare di utilizzare le stesse patate come semente l’anno successivo. Uno dei principali vettori delle virosi sono gli afidi, per questo è molto importante combatterli. Un controllo frequente dell’orto e un rapido intervento di rimozione delle piante colpite consente di tenere sotto controllo le malattie virali.

Fisiopatie della patata

Le fisiopatie sono alterazioni non dovute ad agenti patogeni, non sono quindi malattie vere e proprie. La loro causa sta in condizioni climatiche o ambientali avverse: gelate, siccità, eccesso d’acqua, caldo, squilibri nelle sostanze nutritive presenti nel terreno. Vediamo quali sono le principali fitopatie della patata.

  • Scabbia della patata. Il tubero presenta la buccia ruvida, sono due le cause possibili: eccesso di calcio nel terreno oppure carenza d’acqua.
  • Spaccature. La patata si crepa sulla buccia e anche nella polpa, sono provocate da carenza d’acqua prolungata.
  • Malformazioni dei tuberi. Fisiopatia della patata tipicamente dovuta a un eccesso di acqua.

Nemici della patata: insetti e parassiti

Se piantiamo le patate nel nostro orto dobbiamo essere pronti a riconoscere insetti e parassiti che possono danneggiare le nostre piante. Combatterli con mezzi naturali si può, ma richiede un intervento pronto al primo verificarsi dell’infestazione. Vediamo quali sono i principali nemici della patata.

Afidi o pidocchi della patata. Gli afidi sono insettini che trovate sulle foglie e possono trasmettere virosi alla pianta. Si combattono con metodi naturali come aglio, propoli, macerato di ortica, oppure con il piretro, insetticida consentito dall’agricoltura biologica. Quest’ultimo prodotto uccide anche le api e seppur naturale è tossico, per cui meglio usarlo con cautela. 

Dorifora. Questo coleottero attacca le patate, si combatte con controlli e rimozione manuale, facendo particolare attenzione a metà maggio.

Eleteridi: sono vermetti sotterranei che si cibano di radici e tuberi, si prevengono con la pacciamatura e con la rotazione della coltura.

Grillotalpa: è un insetto di grande dimensione (5-6 cm) che scava e si nutre di tuberi e radici. Si combatte mettendo trappole lungo le gallerie, oppure si previene distruggendo i nidi.

Altri problemi della coltivazione della patata nell’orto non legati a insetti sono la gramigna, erba infestante che buca i tuberi. Occorre fare attenzione anche se nel terreno vi fossero pezzi di vetro o lamiera che potrebbero essere inglobati dal tubero.

Conservare le patate

Le patate vanno conservate al buio perché non producano solanina, che le rende non commestibili. La presenza di eccessiva solanina si riconosce dal colore verde che assume il tubero già dall’esterno.

Tra la raccolta delle patate e la comparsa dei germogli vi è il periodo di dormienza. Questo lasso di tempo varia tra i 70 ed i 120 giorni, a seconda della varietà di patata utilizzata (non c’entra la precocità). Si tratta di un’informazione utile, che dovrebbe essere indicata sul sacchetto del seme. L’ideale nell’orto è di piantare le patate in tempi diversi, in base alle esigenze del consumo. La dormienza aumenta se si conservano i tuberi al freddo (temperature di 1/5 gradi), così facendo però si trasforma buona parte dell’amido in zuccheri, per cui prima del consumo è necessario riportare per una settimana a temperatura ambiente la patata invertendo il processo.

Varietà di patate coltivate

Patate viola

Sono state selezionate nel tempo moltissime varietà di patata che si possono coltivare nell’orto. Le patate possono essere di differenti colori sia nella polpa che nella buccia, si adattano a diverse tipologie di terreno e a diversi utilizzi in cucina. Un’utile distinzione tra le diverse varietà è quella legata al tempo di maturazione: ci sono patate precoci che maturano in 60-85 giorni dalla nascita, semi precoci o semi tardive che impiegano tra i 90 ed i 120 giorni, mentre le varietà tardive impiegano 130-140 giorni.

Alcune varietà sono particolarmente indicate per l’agricoltura biologica, essendo più resistenti alle malattie, ecco qualche consiglio su quale varietà scegliere per la coltivazione nell’orto.

  • Patata Kennebeck. Tubero dalla buccia chiara, a pasta bianca e farinosa, è ideale per fare il purè. Il ciclo di coltivazione è medio tardivo,  la Kennebeck è una patata di buone dimensioni.
  • Desirée. Patata semi tardiva a pasta gialla, ma con la buccia rossa, presenta un’ottima resistenza alla cottura per via della sua pasta soda, questo rende la patata Desirèe perfetta da friggere.
  • Vivaldi. Tubero lungo e ovale, che è ideale per la coltivazione nel clima del nord Italia. Presenta un colore giallo intenso sulla buccia, più chiaro nella pasta interna.
  • Monalisa. Patata molto diffusa, è interessante per il ciclo colturale semi precoce, ha forma allungata e colore giallo.
  • Patate blu o viola, Patata tardiva o semi precoce caratterizzata dall’originale pasta violacea e buccia blu. Si cucina come le patate normali ma regala un tocco di originalità e una nota cromatica diversa alle vostre ricette.
  • Agata. Varietà di patata ideale per fare le patatine novelle, va consumata subito, ha la buccia liscia e si conserva poco.
  • Spunta. Patata semi precoce, ottima resistenza alle malattie e per questo ottima nella coltura biologica. Adatta al consumo di breve periodo.

Fonte @ortodacoltivare.it

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