Filiera Idrogeno: 7.7 SUPPLY CHAIN E TEMATICHE TRASVERSALI

SUPPLY CHAIN E TEMATICHE TRASVERSALI

In questo capitolo vengono affrontate le tematiche che incrociano più segmenti della catena del valore. Lo sviluppo dell’economia dell’idrogeno comporta la nascita di una nuova filiera; le attività che fanno parte della filiera produttiva sono svolte da imprese diverse, che operano però in modo integrato. La creazione di una supply chain nazionale completa e forte è indispensabile per non dover dipendere completamente dall’esterno per quanto riguarda le tecnologie dell’idrogeno e delle celle a combustibile. Per questo alcune tematiche che hanno un impatto in ogni parte della catena del valore, vanno affrontare in ottica di filiera.

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MULTISETTORIALITÀ E APPROCCIO NORMATIVO

Al momento manca una regolamentazione dell’idrogeno in quanto tale ed è necessaria una strategia ad hoc che presupponga un approccio nuovo, maggiormente incline alla multisettorialità e all’adozione di modelli inclusivi di matrice decentralizzata, piuttosto che verticistici. Solo il riconoscimento di un ecosistema energetico a valenza trasversale può consentire di risolvere i tanti problemi regolamentari dovuti alla vigenza di discipline autonome per il mercato elettrico e del gas. La necessità di una regolazione trasversale suggerisce di allentare i vincoli sulla separazione
strutturale in favore di altri presidi.

INNOVAZIONE TECNOLOGICA

Al momento, l’ostacolo maggiore che occorre fronteggiare nello sviluppo di un’economia basata sull’idrogeno, al di là del prezzo delle fonti primarie e del deficit regolamentare, è proprio quello tecnologico. Le istituzioni nazionali e comunitarie sono impegnate a sostenere l’innovazione mediante incentivi e altre forme di finanziamento alle imprese. In un passaggio del Green Deal Europeo, è la stessa Commissione a precisare che “limitarsi agli approcci tradizionali non sarà sufficiente” e che è indispensabile adottare “un’impostazione sistemica”. Si tratta di un punto cruciale, che andrebbe implementato, perlomeno a livello di policy nazionale, perché il potenziale innovativo non può effettivamente esprimersi se non in una logica di filiera. Maggiore attenzione dovrebbe essere dedicata al riconoscimento e alla promozione di forme di integrazione e partenariato fra imprese, finalizzate alla progettazione e/o realizzazione di soluzioni tecnologiche condivise.

Occorre inoltre un ampliamento del concetto di “risparmio energetico”, da intendersi anche come misura relativa riferita alle sole fonti fossili. Il tema dell’energia e in particolare dell’idrogeno è ad elevata complessità ed è pertanto indispensabile tenere conto che serve tempo per comprendere se un sistema funziona realmente. Ciò porta al fatto che
le aziende produttrici dovranno farsi carico dei rischi economici connessi allo sviluppo di una tecnologia tanto sofisticata e ricca di incognite. Questo richiede interventi in aiuto alle PMI, meno capaci economicamente di reggere questo peso, che sono fondamentali in un’ottica di filiera.

GARANZIA D’ORIGINE

Un altro aspetto chiave per la costruzione di una supply chain sostenibile ed efficace è la fiducia. Ciò presuppone l’adozione di un sistema di tracciabilità dell’idrogeno lungo tutta la catena (dal produttore fino all’utilizzatore finale). Nella Strategia europea sull’idrogeno si accenna ad un meccanismo di Certificazione di origine sul modello CertifHy.

La Certificazione d’origine estesa all’interno della supply chain, sia per chi produce idrogeno low-carbon, che per i produttori di tecnologia, i trasportatori, gli stoccatori e in generale chiunque contribuisca effettivamente ad aumentare la disponibilità di energia pulita, appare quanto mai necessaria, anche con l’adozione della tecnologia blockchain.

Il passaggio successivo potrebbe essere rappresentato dalla digitalizzazione dei Certificati di origine, come si sta facendo nel mercato agroalimentare, per poi eventualmente valutare l’opportunità di riconoscere anche forme dematerializzate di circolazione, oltre che di verifica, di tali certificati. In questo modo i certificati sarebbero pronti ad essere negoziati su scala europea e si favorirebbe la realizzazione di un mercato unico dell’energia o, perlomeno, l’attrazione di capitali stranieri.

SISTEMA DI CONTROLLO QUALITÀ DEI SOTTOSISTEMI PER LA PRODUZIONE DI H2 E FC

Una crescita del mercato delle celle a combustibile e della richiesta di idrogeno, richiederà un aumento della capacità produttiva senza una diminuzione della qualità di ogni sottosistema. Ciò non solo per conquistare la fiducia del cliente, ma anche per ridurre i costi di produzione. Occorre quindi che ci siano le condizioni per lo sviluppo di aziende in grado di coprire questi aspetti. I maggiori costi della tecnologia dell’idrogeno rispetto a sistemi più tradizionali sono da rintracciarsi sia nella mancata standardizzazione dei componenti sull’intera supply chain, che nella complessità degli stessi componenti e nella produzione a basso grado di automazione dei FC stack. Occorre quindi ripensare la progettazione di FC stack in un’ottica di automazione e testing qualitativo sull’intera filiera.

L’apporto che i costruttori di automazione possono dare al network è importante così come investire in attività di co-design non solo finalizzate al miglioramento del prodotto, ma anche del processo di assemblaggio Per offrire prodotti avanzati e processi agili, assicurando qualità e sostenibilità, sono necessarie anche competenze digitali, a tutti i livelli, attorno a tecnologie di punta come process simulation, digital twin, AR e VR, industrial IoT, data analytics, remote monitoring.

LINEE DI PRODUZIONE INDUSTRIALI DI FC ED ELETTROLIZZATORI

Occorre sviluppare sistemi automatici in grado di produrre gli elementi necessari (es. MEA, piatti bipolari, sistemi di assemblaggio automatizzati ecc.) per creare linea produttive ad alto grado di automazione. Questo permetterà di aumentare la produzione, ridurre i costi, omogeneizzare la produzione nel tempo e nello spazio. Lo sviluppo di una forte supply chain inoltre rende più facile riuscire a imporre standard produttivi che possono portare ad un vantaggio economico. Tra le barriere abbiamo sia quelle tecniche sia quelle relative al fatto che attualmente le richieste di stack o elettrolizzatori non sono tali da giustificare lo sviluppo di linee di produzione industriali in grado di produrre grandi quantità.

Esistono progetti europei e nazionali finanziati che stanno sviluppando tecnologie e risolvendo le problematiche tecniche. Esistono in altri settori processi che possono essere utilizzati, con opportune modifiche, per la realizzazione sia delle singole parti, sia del loro assemblaggio. Ciò permetterà di velocizzare lo sviluppo di tecnologie valide con costi relativamente bassi.

SVILUPPO DI UNA RETE DI MANUTENZIONE

Una rete post vendita in grado di seguire il cliente è fondamentale per lo sviluppo del settore. Infatti è difficile convincere un cliente (sia industriale che privato) ad acquistare la tecnologia senza essere certo di un intervento in caso di rotture. Inoltre il manutentore e il servizio post vendita è importante per fidelizzare il cliente

RUOLO STRATEGICO DEGLI HUB MULTIMODALI

Di particolare interesse possono essere considerati gli hub multimodali quali, porti marittimi, interporti e aeroporti. Questi costituiscono di per sé delle “Hydrogen Valley” ridotte, degli ecosistemi in cui l’idrogeno e le celle a combustibile possono trovare il substrato ideale su cui crescere e svilupparsi su larga scala. I porti marittimi rappresentano infatti un punto di snodo strategico tra diversi mezzi di trasporto che possono ad esempio essere elettrificati mediante celle a combustibile, con importanti vantaggi economici e ambientali. Inoltre, la possibilità di rifornire di energia elettrica le grandi navi attraccate mediante celle a combustibile permetterebbe loro di spegnere i motori e ridurre l’inquinamento dell’area portuale (cold ironing).

Gli interporti in quanto strutture di scambio per trasporti intermodali gomma-treno-nave potrebbero ospitare al loro interno sistemi di produzione di H2 da utilizzare come rifornimento dei camion e dei treni a celle a combustibile che stanno entrando nel mercato. Inoltre, come nel caso del porto marittimo, potrebbero rifornire di H2 i sistemi di movimentazione dei materiali che in esso operano. Non ultimo tali sistemi potrebbero servire di elettricità tutti gli edifici e i servizi portuali, realizzando un ecosistema portuale sostenibile. Gli aeroporti d’altra parte, in attesa dello sviluppo di veicoli commerciali a H2, potrebbero veder ridurre la propria impronta inquinante utilizzando sistemi di movimentazione delle merci e dei bagagli a celle a combustibile.

Infine si potrebbero prevedere produzione e distribuzione di H2 per tutti i veicoli, quali auto e autobus, che ogni giorno transitano dai loro terminal.

SVILUPPO DI UN SISTEMA DI EDUCAZIONE CONTINUA SULLA TECNOLOGIA

La crescita di un mercato e lo sviluppo di un settore industriale richiederanno figure professionali specializzate in un’ampia gamma di conoscenze tecniche. Occorrerà sviluppare gradatamente una sotto filiera educativa che, partendo dalle scuole secondarie superiori si completi a livello universitario, con corsi di primo e secondo livello e master. Inoltre saranno sempre più necessari corsi di educazione continua che siano in grado di tenere sempre informato il personale rispetto agli ultimi sviluppi tecnologici.

Al momento non esiste in Italia un corso universitario o di secondaria superiore dedicato al tema idrogeno e celle a combustibile. A livello universitario esistono pochi corsi all’interno di corsi di laurea di tipo scientifico/ingegneristico. Se la situazione, come prevedibile, dovesse cambiare rapidamente, potremmo trovarci nella impossibilità di trovare il personale richiesto. Ciò potrebbe creare delle criticità per la crescita di una supply chain efficiente e competitiva. Una possibilità potrebbe essere quella di realizzare corsi online rivolti alle scuole superiori in grado di fornire le basi, mettendole a disposizione degli istituti.

Attraverso contatti diretti si potrebbero raggiungere accordi con gli istituti al fine di riconoscere la partecipazione al corso e a un breve esame dei crediti riconoscibili nel CV dello studente. A livello universitario, si potrebbe pensare alla realizzazione di un master interuniversitario online in grado di raccogliere tutti gli interessati a livello nazionale.

MAPPATURA DELLE AZIENDE ESISTENTI SU TUTTA LA FILIERA

Una mappatura sempre aggiornata delle aziende che rientrano nella filiera è utile per permettere a queste di mettersi più rapidamente in contatto e quindi sviluppare prima soluzioni efficaci. Una soluzione già speri mentata in altri settori industriali è quella di costituire distretti industriali dove le aziende con competenze diverse si collegano per portare avanti un progetto unico, ognuna contribuendo con il proprio bagaglio di esperienza. Si tratta quindi di creare le condizioni per ricreare questo schema vincente anche sul settore Idrogeno al fine di massimizzare l’impatto sull’economia nazionale.

Oggi è possibile aggiornare questo schema mettendo in contatto aziende ed enti di ricerca in maniera virtuale, costruendo veri e propri distretti industriali virtuali più efficaci ed efficienti. Per favorire questo processo di creazione di distretti industriali è necessario partire da una mappatura delle aziende e centri di ricerca nazionali esistenti e di mettere questi in rete, al fine di favorire la nascita di insiemi in grado di occuparsi di un problema o di uno sviluppo. Esiste poi un numero forse più elevato di aziende che hanno già un loro mercato elettivo diverso, ma che hanno tecnologie e prodotti che possono essere impiegate nel settore con notevoli miglioramenti economici e qualitativi. È importante riuscire a portare anche queste all’interno del gruppo dei soggetti che operano nel comparto idrogeno.

Il presente report identifica le priorità di sviluppo del settore idrogeno ed è il risultato di circa un anno di lavoro che ha coinvolto molti operatori della filiera, come evidenziato nelle note introduttive.
H2IT ha costruito un gruppo di lavoro ampio con l’intenzione di dar voce agli operatori del settore anche oltre i confini dell’Associazione, con un approccio inclusivo.

H2IT

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