NAPOLI, centro storico

Patrimonio Mondiale dell’ Umanità UNESCO

Dalla Neapolis fondata dai coloni greci nel 470 a.C. nella città di oggi, Napoli ha mantenuto l’impronta delle successive culture emerse in Europa e nel bacino del Mediterraneo. Questo lo rende un sito unico, con una ricchezza di monumenti eccezionali come la Chiesa di Santa Chiara e il Castel Nuovo.

Napoli – Chiostro di Santa Chiara

Eccezionale valore universale

Situata nell’Italia meridionale, Napoli è una delle principali città portuali al centro dell’antica regione mediterranea.

Le sue origini risalgono alla sua fondazione come Parthenope o Palaepolis nel IX secolo a.C., successivamente ristabilita come Neapolis (Città Nuova) nel 470 a.C. È quindi una delle città più antiche d’Europa, il cui attuale tessuto urbano conserva una selezione di elementi eccezionali della sua lunga e movimentata storia, come espresso nel suo modello stradale, la sua ricchezza di edifici storici e parchi, la continuazione di molte delle sue funzioni urbane e sociali, la meravigliosa cornice sul Golfo di Napoli e la continuità della sua stratificazione storica.

Napoli – Centro Storico

Napoli è stata tra le principali città della Magna Grecia, svolgendo un ruolo chiave nella trasmissione della cultura greca alla società romana. Alla fine divenne un importante centro culturale della Repubblica Romana, civitas foederata.

Le sezioni delle mura della città greca scavate dalla seconda guerra mondiale e i resti scavati di un teatro romano, cimiteri e catacombe testimoniano questa storia.

Nel VI secolo d.C. Napoli fu conquistata dall’Impero Bizantino, diventando un Ducato autonomo, successivamente associato ai Normanni, agli Svevi e al regno Siciliano.

Testimonianze di questo periodo includono le chiese di San Gennaro extra moenia, San Giorgio Maggiore e San Giovanni Maggiore con elementi sopravvissuti dell’architettura del IV e V secolo, la cappella di Santa Restituta nella cattedrale del XIV secolo e il Castel dell’Ovo, una delle più consistenti sopravvissute del periodo normanno, anche se successivamente rimaneggiata a più riprese.

Napoli – Castel dell’Ovo

Con la dinastia angioina (1265-1442), Napoli divenne il simbolo vivente del prestigio, della dignità e del potere della dinastia. La città si espanse per includere periferie e villaggi vicini.

Gli angioini iniziarono anche un rapporto influente con l’arte e l’architettura occidentali, in particolare il gotico francese, integrato con i precedenti elementi greci e arabi. A questo periodo risalgono i conventi di Santa Chiara e San Lorenzo Maggiore e le chiese di Donna Regina e I’lncoronata, San Lorenzo Maggiore, San Domenico Maggiore e la nuova Cattedrale.

Dal XV al XVII secolo, Napoli fu governata dagli Aragonesi, che rimodellarono le difese e lo schema stradale, e costruirono il Castel Nuovo in gran parte in stile toscano come uno dei centri principali del loro impero.

Il periodo della dominazione spagnola è segnato dal Palazzo Reale costruito nel 1600 lungo un lato dell’imponente Piazza del Plebiscito, dall’istituto caritativo Monte dei Poveri Vergognosi, dal convento di Sant’Agostino degli Scalzi e dal Collegio dei Gesuiti a Capodimonte.

Dal 1734, sotto il governo dei Borbone, Napoli emerse, insieme a Parigi e Londra, come una delle maggiori capitali d’Europa. Il patrimonio architettonico di Napoli di questo periodo fu ampiamente influente e si espresse in particolare nel design degli interni dei palazzi reali e delle residenze nobiliari associate che facevano parte del sistema territoriale che si estendeva ben oltre la città stessa. Importanti palazzi settecenteschi sono il grande palazzo Albergo dei Poveri, il Museo Archeologico Nazionale, la Certosa di Suor Orsola Benincasa sul colle di San Martino e la Villa Pignatelli.

Le parti componenti la proprietà tutelata sono: il Centro Storico di Napoli; il Quartiere di Villa Manzo, Santa Maria della Consolazione; Marechiaro; il Comune di Casale; il Quartiere di Santo Strato e la Villa Emma.

Villa Emma – NAPOLI

Criterio (ii): l’impostazione della città sul Golfo di Napoli le conferisce un eccezionale valore universale che ha avuto una profonda influenza in molte parti d’Europa e oltre.Napoli ha esercitato fin dall’antichità una grande influenza sul resto d’Europa, come importante centro della Magna Grecia e della Repubblica Romana. Il suo ruolo di uno dei centri culturali più influenti della regione mediterranea è stato riconfermato nel Medioevo e ancora dal XVI al XVIII secolo, essendo una delle maggiori capitali europee ed esercitando importanti influenze in molti campi culturali, soprattutto legati all’arte e architettura.

Vicoli di Napoli

Criterio (iv): Napoli è una delle città più antiche d’Europa, il cui tessuto urbano contemporaneo conserva gli elementi della sua lunga e movimentata storia. La struttura a griglia rettangolare dell’antica fondazione greca di Neapolis è ancora distinguibile e ha infatti continuato a fornire la forma di base per l’attuale tessuto urbano del Centro storico di Napoli, una delle principali città portuali del Mediterraneo. Dal Medioevo al XVIII secolo, Napoli è stata un punto focale in termini di arte e architettura, espressa nelle sue antiche fortezze, negli insiemi reali come il Palazzo Reale del 1600, nei palazzi e nelle chiese patrocinati dalle famiglie nobili.

Integrità

Il Patrimonio dell’Umanità del Centro Storico di Napoli racchiude tutti gli elementi essenziali che concorrono alla giustificazione del suo Eccezionale Valore Universale.

Questi comprendono il centro storico così come definito dalle mura aragonesi, nonché elementi significativi del XVIII secolo, tra cui importanti palazzi, nonché edifici per funzioni governative, residenziali, universitarie, sanitarie e sanitarie, arti e mestieri.

Palazzo Reale – NAPOLI

Questi edifici e funzioni rappresentano tutti i periodi rilevanti della storia di Napoli e sono in discreto stato di conservazione. L’importante rapporto storico della città con il mare viene mantenuto attraverso la conservazione dei resti archeologici di epoca romana lungo il litorale marittimo e la riabilitazione dei porticcioli delle imbarcazioni rinvenuti da Castel Nuovo a Capo Posillipo.

Una piccola modifica del confine è stata approvata dal Comitato del Patrimonio Mondiale nel 2011. Questa ha ampliato la componente “Centro storico di Napoli” e ha unito e ampliato le componenti “Quartiere del Casale” e “Distretto del Santo Strato”, in modo da includere un non- area archeologica sviluppata e protetta. L’immobile è vulnerabile alla mancata manutenzione del tessuto urbano non monumentale. L’impostazione della proprietà è intatta e non minacciata dallo sviluppo.

Autenticità

Il piano urbanistico ha un alto livello di autenticità, e ha conservato notevoli testimonianze della città greco-romana e la disposizione a scacchiera dei “quartieri spagnoli” del XVI secolo. La tipologia degli edifici pubblici e privati è stata ben conservata nell’ambito dell’attuale piano urbanistico, nonché nelle loro caratteristiche spaziali, volumetriche e decorative.

Vi è una notevole continuità nell’uso dei materiali, tutti di derivazione locale, e caratteristiche visive e materiche distintive, come il tufo giallo di base, il marmo bianco e il piperno grigio. Le tecniche sviluppate per l’uso di questi materiali sopravvivono in misura considerevole e vengono utilizzate in progetti di restauro e conservazione.

Requisiti di protezione e gestione

Il Piano Regolatore Generale del 1972 (DM 31 marzo 1972, n. 1829) individua l’area protetta del centro storico, dove tutti gli interventi devono essere approvati dalla Soprintendenza competente. Il Master Plan ha confermato i requisiti del piano precedente ampliando il perimetro del centro urbano definito. All’area si applicano le disposizioni della Legge n. 47 del 28 febbraio 1985 sulle “Norme relative all’urbanistica e all’attività di controllo edilizio, sanzioni, recupero e riqualificazione di opere abusive” e stabiliscono le specifiche per l’altezza e l’interasse degli edifici. Un gran numero di edifici della città sono designati ai sensi della legge n. 1089 del 1 giugno 1939, il pezzo centrale della legislazione italiana in materia di tutela del patrimonio. Tali norme sono state poi fuse nel codice dei beni culturali e paesaggistici del D.Lgs n.42 / 2004.

Ciò significa che per questi edifici esiste una misura di salvaguardia che garantisce che qualsiasi attività sul sito debba essere autorizzata dalla Soprintendenza competente (ufficio periferico del Ministero per i Beni e le Attività Culturali), che può negarlo per motivi di conservazione, autorizzare l’intervento comprese le limitazioni , autorizzando solo interventi che non danneggino la risorsa in questione.

Interni di Palazzo Reale a Napoli

Al Centro Storico di Napoli si applicano anche altri statuti e regolamenti nazionali e regionali relativi al controllo urbanistico e al patrimonio. Gli enti nazionali responsabili sono il Ministero per i Beni Ambientali e Culturali, il Consiglio Regionale della Campania, il Consiglio Provinciale di Napoli e il Comune di Napoli. La gestione del Patrimonio dell’Umanità è affidata ad un ufficio del Comune che è stato creato per la valorizzazione del Centro Storico di Napoli.

Questo ufficio è responsabile di un piano di gestione per la proprietà del Patrimonio Mondiale che guida la sua salvaguardia e protezione assicurando allo stesso tempo che Napoli rimanga una città viva e vibrante. Il piano sarà regolarmente monitorato per garantirne l’efficacia e viene aggiornato ogni 6-10 anni.

La visione del Piano di Gestione è salvaguardare il patrimonio culturale e conservare il tessuto urbano stratificato, sostenere le tradizionali interrelazioni socio-economiche e la produzione culturale, nonché la qualità della vita, mantenere gli usi misti, aumentare la sicurezza e l’igiene e aumentare la consapevolezza e la comprensione delle risorse del patrimonio. Lo scopo è anche quello di integrare la proprietà all’interno del più ampio sistema territoriale attorno al Golfo di Napoli, Capri, Sorrento, Ercolano e Pompei, nel contesto del turismo culturale della zona.

© whc.unesco.org

La Convenzione sulla Protezione del Patrimonio Mondiale culturale e naturale, adottata dall’UNESCO nel 1972, prevede che i beni candidati possano essere iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale come:

Patrimonio culturale:
  1. monumenti: opere architettoniche, plastiche o pittoriche monumentali, elementi o strutture di carattere archeologico, iscrizioni, grotte e gruppi di elementi di valore universale eccezionale dall’aspetto storico, artistico o scientifico,
  2. agglomerati: gruppi di costruzioni isolate o riunite che, per la loro architettura, unità o integrazione nel paesaggio hanno valore universale eccezionale dall’aspetto storico, artistico o scientifico,
  3. siti: opere dell’uomo o opere coniugate dell’uomo e della natura, come anche le zone, compresi i siti archeologici, di valore universale eccezionale dall’aspetto storico ed estetico, etnologico o antropologico.
Patrimonio naturale:
  1. i monumenti naturali costituiti da formazioni fisiche e biologiche o da gruppi di tali formazioni di valore universale eccezionale dall’aspetto estetico o scientifico,
  2. le formazioni geologiche e fisiografiche e le zone strettamente delimitate costituenti l’habitat di specie animali e vegetali minacciate, di valore universale eccezionale dall’aspetto scientifico o conservativo,
  3. i siti naturali o le zone naturali strettamente delimitate di valore universale eccezionale dall’aspetto scientifico, conservativo o estetico naturale

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