La Calabria ed il sentiero del Tracciolino

Magnifica Calabria Un percorso da scoprire tra Bagnara Calabra e Palmi

Il sentiero del “Tracciolino” nacque come stradella di servizio ad un acquedotto che collegava la Sorgente dell’Olmo in località “Piani della Corona”, nel territorio di Bagnara Calabra, al centro abitato di Palmi, consentendo l’approvvigionamento idrico attraverso una condotta tutt’oggi visibile.

Partenza da Sant’Elia zona Tre Croci. Per ammirare meglio il panorama è consigliabile recarsi sul Tracciolino nelle ore mattutine, quando il sole essendo alle spalle non abbaglia.

Le migliori condizioni di visibilità si presentano in seguito al passaggio del Maestrale, un vento freddo che rende l’aria nitida ripulendola dall’umidità prodotta dall’evaporazione del mare.

Dopo una ripida discesa, la strada interseca il classico percorso che parte da Palmi. Prosegue per intero costeggiando la montagna, su una strada facilmente intuibile, in parte segnalata ma non molto curata. Si alternano a zone esposte brevi tratti interni e tratti con erba alta.

CALA IANCULLA

Arrivati in corrispondenza Cala Ianculla (comune di Seminara) si torna indietro per chiudere la padella (sebbene il percorso continui fino alla vicina frazione di Ceramida di Bagnara, dove si conclude) e prendere la seconda strada al bivio in corrispondenza di Barritteri.

A questo punto si presenta una ripida salita che giunge in località “U Rugnari”, tipica per l’affaccio con vista sullo stretto.

Da lì si prosegue immediatamente a sinistra sul sentiero Scrise, che giunge alla fonte da cui prende il nome. Ultimo tratto è l’attraversamento della pineta di Sant’Elia fino nuovamente alla zona Tre Croci.

Il sentiero del tracciolino, definito anche sentiero azzurro, è un vero e proprio “balcone” sullo stretto, procede a mezzacosta tra infinite meraviglie vegetazionali poste ad ogni passo con uno sfondo pressoché unico, riesce davvero a prendere dall’inizio fino alla fine, l’attenzione di ogni turista, fotografo, naturalista, appassionato con mille differenti inquadrature su questo tratto fantastico del mediterraneo.

Lungo il percorso è visibile il tipico paesaggio terrazzato, costituito dai terrazzamenti un tempo vitati (ràsole) o i loro resti, sostenuti dai muretti a secco (armacìe), a dimostrazione del paziente e continuo operato della civiltà contadina di un tempo, finalizzato a conquistare spazi incolti ad aree vallive quasi inaccessibili o addirittura ad intere scogliere a picco sul mare, tramite il faticoso trasporto di pietrame e terreno provenienti da zone fertili spesso lontane.

Stefano Poeta

Lo sguardo riesce a spaziare da Capo Vaticano fino a Scilla e all’imbocco settentrionale dello stretto di Messina senza tralasciare la possibilità di sbirciare sull’Etna e di contare una ad una le isole Eolie, dalle più vicine alle più lontane. Insomma, un panorama mozzafiato continuo, apprezzato da turisti ed escursionisti di tutto il mondo.

LA STORIA DEL TRACCIOLINO

La sua storia parte da lontano, il Tracciolino è davvero un antico sentiero, può raccontare storie di passaggi di uomini, animali, di acqua, cibo.

Probabile spettatore di millenarie leggende di lotte e guerre mitologiche, e ora come un tempo, il suo più avanzato promontorio, permette di osservare migrazioni primaverili di falchi pecchiaioli o l’inseguire con lo sguardo più di un gheppio o poiana o ancora corvi imperiali la cui casa potrebbe rimanere nelle stesse vicinanze, tra gli anfratti rocciosi che dominano l’intero promontorio.

L’escursione parte proprio da Monte S.Elia, il punto di riferimento sono proprio le tre Croci, dove un piccolo sentiero scenderà vertiginosamente su di una dorsale fino alla sterrata che via via diventerà sentiero e che stringerà al punto di diventare un vero e proprio senso unico coperto spesso da felci ma che permette nonostante tutto una atmosfera davvero particolare.

Proseguendo verso sud lasceremo la vista della cittadina di Palmi perché rapiti dal mare e dai mille colori che le numerose calette mostreranno.

Nelle giornate terse, si riesce ad avvistare davvero tutte le isole e parte della costa nord della Sicilia almeno fino a capo Milazzo, un vero preludio per le macchine fotografiche.

Raggiungeremo dunque il tratto più estremo con vista sul ponte di Bagnara per poi cominciare a risalire e raggiungere i panoramici piani della Corona per poi ancora dopo, ritornare al punto di partenza.

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