CERVETERI e TARQUINIA, Necropoli etrusche

Questi due grandi cimiteri etruschi riflettono diversi tipi di pratiche funerarie dal IX al I secolo a.C. e testimoniano le conquiste della cultura etrusca. Che in nove secoli ha sviluppato la prima civiltà urbana nel Mediterraneo settentrionale. Alcune delle tombe sono monumentali, scavate nella roccia e sormontate da imponenti tumuli (tumuli funerari). Molti presentano intagli sulle pareti, altri hanno pitture murali di qualità eccezionale.

Oropa

La necropoli nei pressi di Cerveteri, detta della Banditaccia, contiene migliaia di tombe organizzate a pianta urbana, con strade, piazzette e quartieri. Il sito contiene tipi molto diversi di tombe: trincee scavate nella roccia; tumuli; e alcuni, anch’essi scavati nella roccia, a forma di capanne o case ricche di particolari strutturali. Questi forniscono l’unica testimonianza superstite dell’architettura residenziale etrusca.

La necropoli di Tarquinia, detta anche Monterozzi, contiene 6.000 tombe scavate nella roccia. È famoso per le sue 200 tombe dipinte, la prima delle quali risale al VII secolo a.C.

Eccezionale valore universale

Tre sono i criteri per cui le proprietà sono state riconosciute di eccezionale valore universale.

Le necropoli di Tarquinia e Cerveteri sono capolavori del genio creativo: i grandi dipinti murali di Tarquinia sono eccezionali sia per le loro qualità formali che per il loro contenuto, che svela aspetti della vita, della morte e delle credenze religiose degli antichi Etruschi . Cerveteri mostra in un contesto funerario gli stessi schemi urbanistici e architettonici utilizzati in una città antica.

Le due necropoli costituiscono una testimonianza unica ed eccezionale dell’antica civiltà etrusca, l’unico tipo urbano di civiltà dell’Italia preromana. Inoltre, la rappresentazione della vita quotidiana nelle tombe affrescate, molte delle quali sono repliche di case etrusche, è una testimonianza unica di questa cultura scomparsa.

Molte delle tombe di Tarquinia e Cerveteri rappresentano tipologie di edifici che non esistono più in nessun’altra forma. I cimiteri, repliche degli schemi urbanistici etruschi, sono tra i primi esistenti nella regione.

Integrità

Le necropoli di Cerveteri e Tarquinia, inserite nel 2004 nel World Heritage List dell’UNESCO, costituiscono una testimonianza unica ed eccezionale dell’antica civiltà etrusca, la sola civiltà urbana dell’epoca pre-romana in Italia. Gli affreschi all’interno delle tombe – vere e proprie riproduzioni di case etrusche – riproducono in maniera fedele la vita quotidiana di questa cultura scomparsa. I tumuli stessi riproducono tipologie di edifici che non esistono più in nessun altra forma.

Tomba delle Leonesse

Le due necropoli del Lazio settentrionale, fedeli repliche dei sistemi urbanistici etruschi, sono tra i primi esempi di nuclei sepolcrali esistenti in Italia. La necropoli della Banditaccia di Cerveteri, si è sviluppata dal IX secolo a.C. e fu ampliata a partire dal VII secolo, seguendo un piano urbanistico ben definito. Simile è la storia e lo sviluppo della necropoli dei Monterozzi di Tarquinia.
Le tombe dipinte dei nobili, così come quelle più semplici, sono le uniche straordinarie testimonianze della vita quotidiana, delle cerimonie, della mitologia e delle capacità artistiche del popolo etrusco.

Gli Etruschi abitarono l’Italia centro-occidentale, tra Toscana e Lazio, a partire dal IX secolo a.C., e la loro cultura raggiunse il culmine nel VI secolo a.C. prima di scomparire definitivamente sotto l’impatto della civiltà romana con cui in parte si fuse. Non vi è ancora una risposta definitiva alle domande degli studiosi circa le origini di questa popolazione. E’ certo che tra Europa e Asia non vi è alcuna traccia di comunità con le stesse caratteristiche sia etniche che sociali.

La necropoli di Cerveteri

Le tombe delle due necropoli hanno caratteristiche molto diverse tra loro in riferimento sia al periodo sia al sistema di sepoltura. Quelle del vasto sito archeologico di Cerveteri sono migliaia. Organizzate in un piano urbanistico simile a quello di una città con strade, piazzette e quartieri, loro tipologia varia in relazione al periodo storico e allo status della famiglia cui appartenevano.

Tra gli esempi più rappresentativi di queste costruzioni c’è la la Tomba dei Vasi Greci, risalente al VI secolo a.C. e accessibile attraverso un corridoio che imita un tempio etrusco. La Tomba della Cornice invece ha un accesso “a salire” che forma un breve camminamento da cui si aprono due camere “minori” con altrettanti letti funebri posti ai lati il cui passaggio sbocca su una vasta stanza centrale verso la quale si affacciano le tre camere funerarie principali. Mentre la Tomba dei Capitelli deve la sua peculiarità al tetto piano che riproduce fedelmente quello delle abitazioni con una struttura a travi di legno e incannucciata. 

La più famosa tra le migliaia della Banditaccia è però la Tomba dei Rilievi. Risalente al IV secolo, è accessibile attraverso una lunga scalinata scavata nella roccia che porta a una grande sala con un soffitto sorretto da due colonne con capitelli eolici. Comprende 13 nicchie funerarie matrimoniali di stucco dipinto con cuscini rossi, oggetti di uso domestico ed animali, un vero spaccato di vita quotidiana di una agiata famiglia etrusca del IV-III secolo a.C. 

La necropoli di Tarquinia
La necropoli dei Monterozzi di Tarquinia è famosa per le sue tombe dipinte, ricavate nella roccia e accessibili da corridoi inclinati o gradini. La maggior parte di esse è stata costruita per una sola coppia e costituisce una camera sepolcrale. Le prime tombe dipinte sono del VII secolo, ma solo dal VI secolo esse sono state completamente affrescate. 

Tra le più famose la Tomba delle Leonesse, risalente al IV secolo, consiste in una piccola camera con tetto a doppio spiovente. Il dipinto raffigura uccelli che volano e delfini che saltano attorno a scene di vita dell’aristocrazia etrusca. La Tomba del Cacciatore, del VI secolo a.C., rappresenta l’interno di una tenda, un vero e proprio padiglione di caccia con la sua struttura di sostegno in legno. La Tomba della Caccia e della Pesca, una delle più famose e studiate; composta da due camere, nella prima vi è una rappresentazione di danza dionisiaca in un bosco sacro, mentre nella seconda, una scena di caccia e pesca insieme ai ritratti dei proprietari della tomba. 

La Convenzione sulla Protezione del Patrimonio Mondiale culturale e naturale, adottata dall’UNESCO nel 1972, prevede che i beni candidati possano essere iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale come:

Patrimonio culturale:
  1. monumenti: opere architettoniche, plastiche o pittoriche monumentali, elementi o strutture di carattere archeologico, iscrizioni, grotte e gruppi di elementi di valore universale eccezionale dall’aspetto storico, artistico o scientifico,
  2. agglomerati: gruppi di costruzioni isolate o riunite che, per la loro architettura, unità o integrazione nel paesaggio hanno valore universale eccezionale dall’aspetto storico, artistico o scientifico,
  3. siti: opere dell’uomo o opere coniugate dell’uomo e della natura, come anche le zone, compresi i siti archeologici, di valore universale eccezionale dall’aspetto storico ed estetico, etnologico o antropologico.
Patrimonio naturale:
  1. i monumenti naturali costituiti da formazioni fisiche e biologiche o da gruppi di tali formazioni di valore universale eccezionale dall’aspetto estetico o scientifico,
  2. le formazioni geologiche e fisiografiche e le zone strettamente delimitate costituenti l’habitat di specie animali e vegetali minacciate, di valore universale eccezionale dall’aspetto scientifico o conservativo,
  3. i siti naturali o le zone naturali strettamente delimitate di valore universale eccezionale dall’aspetto scientifico, conservativo o estetico naturale
Necropoli etrusca di Cerveteri

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