Alpinismo
IHC Unesco

UNESCO ICH Intangible Cultural Heritage

Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità

Italia, Francia e Svizzera

Alpinisti

L’alpinismo è l’arte di scalare vette e pareti in alta montagna, in tutte le stagioni, su terreni rocciosi o ghiacciati. Coinvolge capacità fisiche, tecniche e intellettuali, utilizzando tecniche, attrezzature e strumenti altamente specifici come asce e ramponi.

L’alpinismo è una pratica fisica tradizionale caratterizzata da una cultura condivisa fatta di conoscenza dell’ambiente di alta montagna, storia della pratica e valori associati, e competenze specifiche. Anche la conoscenza dell’ambiente naturale, delle mutevoli condizioni meteorologiche e dei pericoli naturali è essenziale.

Scalatore

L’alpinismo si basa anche su aspetti estetici: gli alpinisti cercano eleganti movimenti di arrampicata, contemplazione del paesaggio e armonia con l’ambiente naturale. La pratica mobilita i principi etici basati sull’impegno di ogni individuo, come non lasciare tracce durature e assumersi il dovere di fornire assistenza tra i professionisti.

Scalatore sui monti

Un’altra parte essenziale della mentalità alpinista è il senso dello spirito di squadra, rappresentato dalla corda che collega gli alpinisti. La maggior parte dei membri della comunità appartiene a club alpini, che diffondono le pratiche alpine in tutto il mondo.

I club organizzano uscite di gruppo, diffondono informazioni pratiche e contribuiscono a varie pubblicazioni, fungendo da forza trainante per la cultura alpinista. Dal XX secolo, i club alpini di tutti e tre i paesi hanno coltivato rapporti attraverso frequenti incontri bilaterali o trilaterali a vari livelli.

Scalatori

L’alpinismo è una disciplina sportiva basata sul superamento delle difficoltà incontrate durante la scalata di una montagna (pendio e/o parete), con l’ascesa che può avvenire su roccia, neve, ghiaccio o percorsi misti, utilizzando anche tecniche di arrampicata su roccia o su ghiaccio.

Le origini

L’ambiente alpino è stato popolato fin dalla preistoria e la presenza umana a quote ben superiori al fondovalle è testimoniata da ritrovamenti archeologici (Uomo del Mondeval fra San Vito di Cadore e Selva di Cadore, Uomo del Similaun nella zona di Merano).

La motivazione che spinse i primi abitanti delle Alpi a salire oltre i boschi ed i pascoli era molto probabilmente legata alla caccia o a riti religiosi. Già Erodoto, Sallustio e Livio descrissero le imprese del passato. Si hanno notizie di alcune salite già nel XIV secolo; il 26 aprile 1336 giorno del salita del Mont Ventoux (1909 m s.l.m. in Provenza) da parte di Francesco Petrarca e del fratello Gherardo. Pochi anni dopo, il 1º settembre 1358, Bonifacio Rotario d’Asti raggiungeva la sommità del Rocciamelone montagna alta ben 3538 m s.l.m.

Tra le imprese della “preistoria alpinistica” va ricordata l’ascensione del Mont Aiguille (2085 m s.l.m.) nella regione francese del Vercors. Essa fu effettuata il 26 giugno 1492, su ordine di Carlo VIII, da Antoine de Ville con una squadra di esperti costruttori di chiese.

All’ascensione, capitanata da un esperto militare, parteciparono anche religiosi e maestranze locali che eressero in cima tre croci e una piccola cappella votiva.

Al di là di questi episodi sporadici fino alla fine del settecento le alte montagne alpine continuarono a rappresentare un territorio privo di risorse di interesse, pericoloso e frequentato solo dai cacciatori e dai viaggiatori. Un ambiente in gran parte ignoto e per questo ritenuto popolato da creature malvagie e sovrannaturali.

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