Miglio, Panicum miliaceum L.

NOME COMUNE: Miglio

NOME SCIENTIFICOPanicum miliaceum L.

FAMIGLIA: Graminaceae

NOMI POPOLARI: Vulpicoca, Vulp’coc, Miglio

NOMI STRANIERI:

  • (Eng) Millet
  • (Fra) Millet
  • (Ger) Hirse
  • (Esp) Mijo

DESCRIZIONE E STORIA

DESCRIZIONE BOTANICA

  • Portamento: pianta erbacea, con un fusto tenero che via via si irrigidisce verso la base. Raggiunge un’altezza di 1,5 m di altezza.
  • Foglie: longilinee, con una larghezza di massima di 1 cm. Colore verde, ingialliscono verso la fine del ciclo vitale della pianta.
  • Fiori: infiorescenze simili alla “barba del mais”, lunghe 20 cm circa. Ogni infiorescenza genera piccole spighe lunghe circa 4 cm.
  • Frutti: cariossidi all’interno dei quali si trovano i semi. Si presenta come una pannocchia dalla forma conica, leggermente allungata e di colore grigiastro.

ETIMOLOGIA DEL NOME/STORIA E TRADIZIONI: il miglio viene spesso indicato anche con il nome popolare “Vulpicoca” la cui radice etimologica deriva molto probabilmente dalla forma delle sue infiorescenze che ricordano la coda di una volpe. Cereale coltivato fin dalla preistoria, infatti in Italia sono stati ritrovati resti di miglio nelle tombe del Neolitico. Molto utilizzato come alimento anche all’epoca dei Romani, con la sua massima diffusione nella prima parte del Medioevo, in cui veniva utilizzato come sostituto della carne nei periodi di digiuno religiosi. Successivamente fu sostituito da altri cereali. In particolare in Veneto, Trentino e Lombardia la “polenta di miglio” fu un piatto tipico per molti secoli. Il Miglio compare nello stemma del comune di Miagliano (provincia di Biella) e di Miglianico (provincia di Chieti), da cui deriva probabilmente anche il nome.

DOVE SI TROVA

HABITAT: Si tratta di una specie termofila, ovvero particolarmente esigente di un clima caldo. Nelle regioni temperate, infatti, cresce soprattutto in primavera-estate. Molto resistente alla siccità, predilige habitat aridi e semidesertici. Il preciso territorio di origine del miglio è oggetto di controversie ma più probabilmente proviene dal continente asiatico. Cresce spontaneo in climi aridi e prevalentemente in prati incolti.

TEMPO E MODALITA’ DI RACCOLTA O COLTIVAZIONE: la raccolta del miglio è difficoltosa a causa della maturazione scalare delle diverse pannocchie in coltura, che non permettendo così di ottenere l’intera resa. In Italia la produzione di miglio è destinata prevalentemente alla realizzazione di alimenti per volatili. In Asia e in Africa, invece, anche per il clima più favorevole alla coltivazione, il miglio è più utilizzato per l’alimentazione umana.

UTILIZZO

Ecco come usare il Miglio

PARTE UTILIZZATA: semi

COME SI USA IN COSMETICA: Nessuna nota.

COME SI USA IN CUCINA: per uso alimentare è un ottimo ingrediente per cucinare ricette come una “polenta più grossolana”, ma anche polpette di miglio e verdure, insalata di miglio o minestre e zuppe miste con altri cereali. Si può trovare in molti alimenti per celiaci presenti in commercio. Con la farina di miglio si può realizzare pane non lievitato o primi piatti a sostituzione della pasta. Con il miglio si possono realizzare anche dolci. Cereale molto presente nella cucina vegana e macrobiotica proprio per il suo alto contenuto in proteine.

PROPRIETA’ E BENEFICI

PRINCIPALI COMPONENTI

  • Carboidrati di tipo complesso (70%)
  • Proteine (altamente biodisponibili)
  • Sali minerali (silicio, fosforo, calcio, ferro, sodio e zinco)
  • Vitamine del gruppo A e B

PROPRIETA’ SALUTISTICHE PRINCIPALI

Le principali proprietà terapeutiche del Miglio sono:

  • Rimineralizzante: da sempre considerato un alimento utile per rinforzare in modo naturale unghie e capelli. Anche se tale azione non è ancora avvalorata da opportuni studi scientifici, il suo alto contenuto di proteine giustifica le sue proprietà sul benessere degli annessi cutanei.
  • Digestiva: grazie alla sua alta digeribilità. Ha proprietà basificante all’interno dello stomaco mostrandosi particolarmente utile in caso di reflusso e acidità. Gluten-free una volta decorticato, quindi adatto a chi soffre di celiachia e deve mangiare cibi senza glutine.
  • Tonica e ricostituente: grazie al suo contenuto in vitamine e minerali.

FORME IN CUI SI UTILIZZA

Estratto secco: all’interno di integratori naturali sotto forma di tavolette, capsule o compresse. Solitamente indicati per rinforzare unghie e capelli o come coadiuvante per il benessere delle ossa. Alimento: ottimo ingrediente per la preparazione di piatti salati e dolci. Per chi soffre di celiachia si consiglia l’assunzione di miglio decorticato.

RIMEDIO NATURALE PER:

A cosa serve? Utile come rimedio naturale in caso di:

  • Capelli fragili
  • Unghie deboli
  • Benessere ossa
  • Digestione difficile e stitichezza
  • Celiachia (utilizzando miglio decorticato)
  • Convalescenza e stanchezza

CONTROINDICAZIONI: Non sono stati riportati effetti indesiderati nel consumo di miglio. Evitare comunque l’assunzione in caso di allergia alle Graminacee. Evitare in caso di sensibilità al nichel, in quanto è un componente altamente presente in questo cereale.

Fonte @erbecedario.it

Descrizione della pianta

La pianta ha un portamento cespitoso, con numerosi culmi lignificati alla base, robusti, di altezza variabile dai 50 cm ai 150 cm, talvolta ramificati in alto.

Le foglie sono lineari-lanceolate, guainanti, con lamina larga fino a 1 cm e pubescente su entrambe le pagine. La ligula è pelosa.

I fiori riuniti in infiorescenze a pannocchia terminali, lunghe 15–20 cm, spesso pendenti su un lato. Ogni pannocchia è composta da racemi di spighette. La spighetta, lunga circa 4 mm, è composta da due brevi glume di 1–2 mm e due fiori. Ciascun fiore è racchiuso da due glume superiori (lemma e palea), lunghe circa 3 mm, e comprende un androceo di tre stami e un gineceo con stimma bifido e piumoso.

Il frutto è una cariosside ellittica, lucida, di colore bianco oppure variabile dal grigio al bruno al nero. Il peso di 1000 cariossidi è di 5-7 grammi.

Note ecobotaniche

Coltivata fin dalla preistoria, è una specie cosmopolita la cui origine è alquanto incerta. Dalla regione di origine la specie si è diffusa in tutto il Vecchio Continente e successivamente negli altri continenti. Attualmente è ancora coltivato in diverse regioni dell’Asia e dell’Africa, mentre la coltivazione nei paesi occidentali è sporadica e marginale. Si trova naturalizzata sui terreni incolti.

È una specie termofila e xerofila. Particolarmente esigente per quanto riguarda le temperature, nelle regioni temperate vegeta con ciclo primaverile-estivo. Ha una spiccata resistenza alla siccità e non mostra particolari esigenze pedologiche, perciò si presta per la coltivazione in aree aride o semidesertiche e su suoli poveri.

Cenni storici

Secondo le varie ipotesi la specie sarebbe originaria del Medio Oriente oppure dell’Asia centrale oppure, quella più accreditata, dell’India. È accertato che la coltivazione del miglio risalga ad epoche preistoriche: in Italia è stato ritrovato in tombe del Neolitico.

Largamente utilizzato per l’alimentazione umana all’epoca dei Romani, raggiunse la massima diffusione nel primo Medioevo, durante il quale veniva considerato un ottimo sostituto della carne nei periodi di astinenza prescritti dalla Chiesa, successivamente iniziò un lento declino perché sostituito da altri cereali più produttivi.

Caratterizzato da una lunga conservabilità, è grazie a questo cereale stoccato nei magazzini cittadini che Venezia, assediata dai Genovesi nel 1378, si salvò dalla morte per fame.

Per secoli la polenta di miglio fu un piatto tipico dell’Italia settentrionale, in particolare in Veneto, Lombardia e Trentino. Tre piante di miglio compaiono nello stemma comunale di Miagliano, un piccolo centro della provincia di Biella. un mazzetto di miglio appare anche nello stemma del comune di Miglianico (da cui prende il nome) in provincia di Chieti.

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