MANTOVA e SABBIONETA

Mantova e Sabbioneta, nella pianura padana, nel nord Italia, rappresentano due aspetti dell’urbanistica rinascimentale: Mantova mostra il rinnovamento e l’ampliamento di una città esistente, mentre a 30 km Sabbioneta rappresenta l’attuazione delle teorie del periodo sulla pianificazione del città ideale.

Mantova

Tipicamente, la pianta di Mantova è irregolare con parti regolari che mostrano diverse fasi della sua crescita dal periodo romano e comprende molti edifici medievali tra cui una rotonda dell’XI secolo e un teatro barocco. Sabbioneta, sorta nella seconda metà del Cinquecento sotto il dominio di un unico personaggio, Vespasiano Gonzaga Colonna, può essere definita una città monotemporale e presenta una pianta a reticolo retto. Entrambe le città offrono testimonianze eccezionali delle realizzazioni urbane, architettoniche e artistiche del Rinascimento, legate attraverso le visioni e le azioni della famiglia regnante dei Gonzaga. Le due città sono importanti per il valore della loro architettura e per il loro ruolo di primo piano nella diffusione della cultura rinascimentale. Gli ideali del Rinascimento, promossi dalla famiglia Gonzaga, sono presenti nella morfologia e nell’architettura dei paesi.

Eccezionale valore universale

Mantova e Sabbioneta offrono testimonianze eccezionali delle realizzazioni urbane, architettoniche e artistiche del Rinascimento, legate attraverso le visioni e le azioni della famiglia regnante dei Gonzaga. Mantova, città le cui tracce risalgono al periodo romano, è stata ristrutturata nel XV e XVI secolo, includendo opere di ingegneria idrologica, urbanistica e architettonica. La partecipazione di rinomati architetti come Leon Battista Alberti e Giulio Romano, e pittori come Andrea Mantegna, fa di Mantova una capitale di spicco del Rinascimento.

Sabbioneta

Sabbioneta rappresenta la costruzione di una città completamente nuova secondo la visione moderna e funzionale del Rinascimento. Le mura difensive, il reticolo delle strade, il ruolo degli spazi pubblici e dei monumenti fanno di Sabbioneta uno dei migliori esempi di città ideali costruite in Europa, con un’influenza sull’urbanistica e sull’architettura dentro e fuori il continente. Le proprietà rappresentano due fasi significative della pianificazione territoriale e degli interventi urbani intrapresi dai Gonzaga nei loro domini.

Criterio (ii): Mantova e Sabbioneta sono testimoni eccezionali dello scambio di valori umani della cultura rinascimentale. Illustrano le due principali forme di pianificazione urbanistica rinascimentale: la città di nuova fondazione, basata sul concetto di pianificazione urbana ideale, e la città esistente trasformata. La loro importanza riguarda anche l’architettura, la tecnologia e l’arte monumentale. Le proprietà hanno svolto un ruolo di primo piano nella diffusione della cultura rinascimentale dentro e fuori l’Europa.

Criterio (iii): Mantova e Sabbioneta sono testimonianze eccezionali di una particolare civiltà durante un determinato periodo storico, con riflessioni sull’urbanistica, l’architettura e le belle arti. Gli ideali del Rinascimento, promossi dalla famiglia Gonzaga, sono presenti nella loro morfologia urbana e architettura, nei loro sistemi funzionali e nelle attività produttive tradizionali, che si sono per lo più conservate nel tempo.

Integrità e autenticità

Entrambe le proprietà soddisfano le condizioni richieste di integrità e autenticità, poiché le loro componenti urbane e architettoniche più significative sono state preservate nel tempo, così come il loro rapporto con il loro ambiente.

Requisiti di protezione e gestione

La struttura di tutela legale e il sistema di gestione sono adeguati, in quanto entrambi gli immobili presentano un buono stato di conservazione.

© whc.unesco.org

La Convenzione sulla Protezione del Patrimonio Mondiale culturale e naturale, adottata dall’UNESCO nel 1972, prevede che i beni candidati possano essere iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale come:

Patrimonio culturale:
  1. monumenti: opere architettoniche, plastiche o pittoriche monumentali, elementi o strutture di carattere archeologico, iscrizioni, grotte e gruppi di elementi di valore universale eccezionale dall’aspetto storico, artistico o scientifico,
  2. agglomerati: gruppi di costruzioni isolate o riunite che, per la loro architettura, unità o integrazione nel paesaggio hanno valore universale eccezionale dall’aspetto storico, artistico o scientifico,
  3. siti: opere dell’uomo o opere coniugate dell’uomo e della natura, come anche le zone, compresi i siti archeologici, di valore universale eccezionale dall’aspetto storico ed estetico, etnologico o antropologico.
Veduta Notturna di Mantova
Patrimonio naturale:
  1. i monumenti naturali costituiti da formazioni fisiche e biologiche o da gruppi di tali formazioni di valore universale eccezionale dall’aspetto estetico o scientifico,
  2. le formazioni geologiche e fisiografiche e le zone strettamente delimitate costituenti l’habitat di specie animali e vegetali minacciate, di valore universale eccezionale dall’aspetto scientifico o conservativo,
  3. i siti naturali o le zone naturali strettamente delimitate di valore universale eccezionale dall’aspetto scientifico, conservativo o estetico naturale

Ricche di fascino, arte e storia, Mantova e Sabbioneta sono state inserite nella World Heritage List dell’Unesco nel 2008. 
Le due città sono accomunate dall’eredità lasciata loro dalla Signoria dei Gonzaga che ne ha fatto magnifici centri del Rinascimento italiano ed europeo: Mantova incarna il modello evolutivo della città rinascimentale, costantemente rinnovata tra il XV e il XVI sec. con interventi  di ingegneria idraulica, urbanistica e architettonica; Sabbioneta invece, costruita ex novo, è uno dei modelli di riferimento della città ideale proposta dall’Umanesimo.

Mantova

Aristocratica, ricca di arte e di storia, circondata da un ambiente di straordinario valore naturalistico, Mantova fu trasformata dai Gonzaga (1328-1707) in una città-corte di grandissimo splendore.
La città offre ad ogni angolo del suo centro storico testimonianze della sua prestigiosa storia e delle sue ricche tradizioni: portici, piazzette e cortili, luoghi incantevoli che tramandano gli splendori delle corti cinquecentesche. 
I palazzi rinascimentali, a cui si alternano edifici medievali e imponenti architetture neoclassiche, sono i monumenti che più testimoniano la creativa dinamicità dei Gonzaga e del loro dominio.

Palazzo Ducale

residenza principale della famiglia, è una vera città-palazzo, con più di 500 sale, collegate da corridoi, cortili interni e giardini. La parte più antica è costituita dal palazzo del Capitano e dalla Magna Domus, che si affacciano su piazza Sordello, centro della città con la vicina piazza delle Erbe. Nel trecentesco Castello di San Giorgio è racchiusa la sala più famosa di tutto il palazzo Ducale, la Camera degli Sposi, affrescata tra il 1465 e il 1474 da Andrea Mantegna e considerata uno dei capolavori assoluti della pittura italiana del Quattrocento.
I gioielli architettonici cittadini si susseguono uno dopo l’altro, ad iniziare dal Duomo (XI sec.), che racchiude in sé vari stili architettonici: il romanico del campanile, il tardo gotico del fianco destro, il neoclassico della facciata e il rinascimentale delle decorazioni interne. 

Palazzo Te

Magnifici anche palazzo Vescovile, palazzo degli Uberti, palazzo Castiglioni, palazzo della Ragione e l’adiacente torre dell’Orologio, la Casa del Mantegna e il Tempio di San Sebastiano, opera di Leon Battista Alberti.

Nella zona orientale della città, immerso nel verde, si trova Palazzo Te, grandiosa villa commissionata nel 1525 da Federico II Gonzaga a Giulio Romano, che ne realizzò con i suoi collaboratori anche la ricca decorazione interna. 

Le sale della dimora (che Federico voleva come luogo di ozio e svago) prendono il nome dagli affreschi che le caratterizzano: la più famosa è la sala di Psiche, uno dei capolavori del manierismo europeo. Di grande impatto sono anche la sala dei Cavalli e quella dei Giganti, dove è raffigurata la rabbia di Giove contro i Titani che avevano osato scalare l’Olimpo.

Sabbioneta

Un piccolo gioiello urbano di valore inestimabile, questa è Sabbioneta, nata dal sogno umanistico di Vespasiano Gonzaga (1531- 1591), principe illuminato e seguace di Vitruvio. Questa città ideale fu edificata dal nulla nella seconda metà del ’500, su modello delle antiche città del mondo classico. 
Vespasiano voleva farne la città dell’arte e della cultura, una sorta di piccola Atene, ma alla sua morte iniziò subito una rapida decadenza, che la spopolò ma lasciò immutati nei secoli i suoi monumenti.

Oggi Sabbioneta conserva pressoché intatta la struttura urbanistica, abbracciata da mura stellate e raffinati edifici rinascimentali ed ha tra i maggiori punti di interesse le porte di accesso Imperiale e della Vittoria, la Galleria degli Antichi in piazza d’Armi, il Teatro Olimpico progettato da Vincenzo Scamozzi e decorato con affreschi di Paolo Veronese, la chiesa di Santa Maria Assunta, il Palazzo Ducale e il Palazzo Giardino. 

Teatro all’Antica Sabbioneta

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