LODI
Lombardia

Lodi – Lombardia

La città è erede di una lunga e ricca storia. Prima di Lodi c’era l’antica Laus, un villaggio di origine celtica nel cuore di un’ampia e fertile pianura. Roma vi tracciò la propria impronta con Gneo Pompeo Strabone, che con la sua Lex Pompeia de Transpadanis concesse il diritto latino agli abitanti delle comunità alleate presenti in transapadania.

Laus Pompeia

Nell’89 a.c. l’antico villaggio diventò così colonia latina ed assunse il nome di “Laus Pompeia”, in onore di Pompeo: una trasformazione radicale sia sotto il profilo costituzionale-giuridico sia culturale. Il latino diventò la lingua ufficiale, mentre l’abitato venne ristrutturato in forma rettangolare ed il territorio fu centuriato e ridistribuito. Laus Pompeia, ora Municipium, si aprì agli scambi ed ai commerci sulle strade e sui corsi d’acqua vicini e sviluppò una fiorente economia che crebbe nel tempo.

E’ risalente alla fine del IV secolo lo sviluppo di una tradizione cristiana di notevole presa popolare, soprattutto grazie all’azione del grande Vescovo Bassiano, che combattè l’eresia ariana e che divenne dopo la sua morte il Santo Patrono della Diocesi e della città (19 gennaio).

Laus, situata nei pressi del Lambro e con alle spalle l’Adda, risultò nei secoli alto e basso medievali molto favorita dalla sua posizione strategica, tanto che Milano iniziò a contrastarla: a causa di un’azione distruttiva del 1111, i cittadini di Laus furono costretti ad un’umiliante sottomissione. Milano impose regole e divieti specifici fino a prescrivere che non potesse più costituirsi un nucleo abitato unico, così che gli abitanti si distribuirono in agglomerati sparsi, secondo la volontà imposta dai milanesi.

Trascorsi circa 50 anni di continui contrasti, nel 1158 la mano di Milano si fece ancora più pesante. Il 25 aprile venne intimato lo sgombero di quel che restava dell’antica Laus ed i milanesi rasero al suolo la città.
In questo frangente drammatico, i laudensi chiesero giustizia a Federico I Barbarossa che, il 3 agosto 1158 venne in soccorso della città e pubblicò il diploma imperiale di fondazione, dotando anche la città di particolari privilegi, fra cui quello di costruire ponti su tutti i corsi d’acqua del territorio e di navigare per tutta la Lombardia con piena esenzione delle tasse.

Guicciardini

La posizione della nuova città era strategica, sorgeva su un promontorio circondato dal fiume Adda e dalle paludi: l’unico lato vulnerabile risultava quello meridionale, esposto agli attacchi della terra ferma. Un primo intervento difensivo portò alla realizzazione del fossato entro cui scorreva la Roggia Molina. Cunicoli sotterranei con funzione militare percorrevano tutta la città e collegavano anche il castello con l’esterno.

“…Fabrizio Marramaus, il quale, udito lo strepito, veniva verso le mura con una piccola parte dei suoi fanti, fu costretto a ritirarsi nella rocca,,, Ma venuto l’avviso a Milano, il Marchese del Guasto con alcuni cavalli leggieri e con tremila fanti spagnoli, si spinse a Lodi senza tardare, e messa la fanteria senza ostacolo per la porta di soccorso nella rocca, situata in modo che si poteva entrarvi per una via coperta naturale… entrò…

Storia d’Italia Libro XVII cap.5 Guicciardini

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