Karitè, Vitellaria paradoxa CF Gaertn

NOME COMUNE: Karité

NOME SCIENTIFICOVitellaria paradoxa CF Gaertn, Sinonimo: Butyrospermum parkii

FAMIGLIA: Sapotaceae

NOMI POPOLARI: Albero del burro, Carité, Tango.

NOMI STRANIERI:

  • (Eng) Shea
  • (Fra) Karité
  • (Ger) Shea
  • (Esp) Ella a

DESCRIZIONE E STORIA

DESCRIZIONE BOTANICA

  • Portamento: pianta che può raggiungere i 10-15 m di altezza, e 1 m di diametro del tronco. Caratterizzata da una corteccia molto spessa per proteggersi dall’alta temperatura della savana.
  • Foglie: riunite in ciuffi, sono allungate, presentano un picciolo la cui lunghezza può misurare dai 5 ai 15 cm. Inizialmente si presentano di colore rosso, successivamente diventano verdi e possono crescere sia in lunghezza che in larghezza.
  • Fiori: la fioritura avviene da dicembre a marzo, i fiori sono verdi con sfumature giallognole, piacevolmente profumati.
  • Semi: erroneamente chiamati “noci di karité”, da cui si ricava il famoso burro di karitè, che può essere di colore leggermente verde o giallo e dall’odore dolce e gradevole. Utilizzato nei paesi d’origine come alimento mentre in Europa è prevalentemente usato nel settore cosmetico.

ETIMOLOGIA DEL NOME/STORIA E TRADIZIONI: per quanto riguarda il significato, “Vitellaria” deriva da “Vitèllus” ovvero “tuorlo dell’uovo” per il colore dei fiori. Mentre il termine “paradoxa” deriva dal greco “para” =contro e doxa =opinione, per la difficoltà nella classificazione.

NOTE: viene considerata una specie vulnerabile da IUCN, in quanto gli esemplari selvatici sono troppo sfruttati per fini economici.

DOVE SI TROVA

HABITAT: L’albero di Karité cresce spontaneo nella savana africana. E’ stata introdotta in Honduras, dove viene comunemente chiamata “Tango”.

TEMPO E MODALITA’ DI RACCOLTA O COLTIVAZIONE: La raccolta dei frutti dell’albero di karité viene fatta dalle donne del posto e si svolge da Giugno fino a Settembre. Successivamente i semi vengono liberati dalla polpa che li avvolge, selezionati e messi a essiccare al sole. Una volta pronti, vengono pesati e macinati fino a ottenere una pasta dalla consistenza burrosa. La composizione di oli vegetali al suo interno varia in funzione della varietà della pianta, del tempo di raccolta, delle temperature e della lavorazione.

UTILIZZO

Ecco a cosa serve e come usare il Karité dal punto di vista cosmetico / erboristico e il suo uso alimentare in cucina.

PARTE UTILIZZATA: burro ricavato dai semi

COME SI USA IN COSMETICA: il burro di karité (ma anche l’olio di karitè, la componente umida del burro) è un ingrediente molto utilizzato nei prodotti cosmetici per le sue proprietà idratanti, emollienti, lenitive e protettive sulla cute.

COME SI USA IN CUCINA: viene utilizzato nell’industria alimentare per la produzione di margarina. Nel continente africano viene utilizzato come alimento tradizionale.

PROPRIETA’ E BENEFICI

PRINCIPALI COMPONENTI

  • Il burro di karitè presenta 5 acidi grassi principali:
  • Stearico e Oleico (85-90%): la relativa percentuale di questi 2 acidi grassi determina la consistenza del burro di karité. L’acido stearico conferisce più solidità mentre l’acido oleico più morbidezza o solidità in base alla temperatura ambientale.
  • Palmitico
  • Linoleico
  • Arachidonico
  • Composti fenolici: noti per la loro proprietà antiossidante.

PROPRIETA’ SALUTISTICHE PRINCIPALI

La principale proprietà benefica del Burro di Karité è:

  • Idratante (uso esterno)
  • Lenitiva (uso esterno)

FORME IN CUI SI UTILIZZA

Si può trovare in commercio sia puro che grezzo (non raffinato), anche biologico. Ecco alcune indicazioni sugli usi. Burro: si può trovare nella formulazione di: creme viso, creme corpo, creme mani, burro cacao, unguenti, maschere, ecc. per ammorbidire e idratare la pelle secca. Molto apprezzato per la sua texture e la sua azione lenitiva ed elasticizzante.

RIMEDIO NATURALE PER:

A cosa serve? Utile come rimedio naturale in caso di:

  • Pelle secca, pelle irritata
  • Capelli secchi e danneggiati
  • Labbra screpolate

CONTROINDICAZIONI: la letteratura non evidenzia effetti secondari e tossici, fatta eccezione che vi sia una particolare sensibilità soggettiva.

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