Itinerari culturali / Codice di Hammurabi

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Il Codice di Hammurabi non è il più antico insieme di leggi codificate nella storia umana. Il più antico codice di leggi è, probabilmente, appartenente al Codice di Ur-Nammu, iscritto tra il 2100 e il 2050 a.C. Inoltre, esiste un altro codice sumero, quello di Lipit-Ishtar di Isin che è stato probabilmente redatto almeno due secoli prima del Codice di Hammurabi.

Nonostante la sua più “giovane” età, il Codice di Hammurabi ha posto interessanti influenze anche in ambito biblico e, anche se le leggi di Hammurabi sono state in parte ispirate ai codici precedenti, la natura delle norme è maggiormente rigorosa, spesso applicabili in modo variabile in basse alle diverse classi sociali, rendendolo un codice iniquo.

La formulazione risale al regno di Hammurabi, sesto re della I dinastia di Babilonia. Si tratta di un testo in scrittura cuneiforme inciso su di una stele in diorite alta 2,25 metri quasi completamente conservata, su diversi frammenti di stele di basalto e su oltre 30 copie realizzate su tavolette di argilla tra il II e il I millennio a.C. 

Il testo è composto da circa 8.000 parole scritte in 51 colonne, ciascuna con circa 80 righe, in carattere cuneiforme antico monumentale babilonese. il contenuto può essere approssimativamente diviso in tre sezioni: un prologo di circa 300 righe, che spiega la legittimazione divina del re; una parte principale, con 282 clausole legali; e un epilogo di circa 400 righe, che loda la rettitudine del re e invita i successivi governanti a obbedire ai principi legali espressi. Le norme contenute, che occupano circa l’ottanta per cento del totale, riguardano, nella terminologia moderna, il diritto costituzionale, immobiliare, delle obbligazioni, il diritto matrimoniale, la successione a causa di morte, il diritto penale, le locazioni, la disciplina dell’allevamento del bestiame e della schiavitù.

Se durante i precedenti regni sumero-accadici tutte le classi sociali avevano una parità di trattamento a livello legislativo sotto l’egida di un’unica divinità, prima dell’avvento di Hammurabi il concetto di una società omogenea era stato dimenticato, con diverse tribù, leader e ordini pseudo-religiosi in lotta per il potere. A tale proposito, la rigidità del Codice di Hammurabi era probabilmente una misura per prevenire tali faide e conflitti incessanti tra diverse fazioni.

Il prologo del codice inizia esplicando delle affermazioni illuminanti, esemplificate dalle stesse parole di Hammurabi, ricalca lo stretto rapporto fra il re e le divinità. Le leggi sono considerate di origine sacra, al punto che lo stesso Hammurabi sottolinea di essere stato incaricato dagli dei per “distruggere le forze del male, affinché il potente non opprimesse il debole”.

Fonte Daniele Mancini archeologia.it

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