Il bucchero etrusco


Nel mondo antico, come del resto ancora ai nostri giorni, il metallo era un bene di prestigio, sinonimo di ricchezza e alto rango sociale: non soltanto i metalli preziosi, ma anche il bronzo, da cui si ricavavano armi, ornamenti e vasellame. I serviti da simposio di metallo, per la maggior parte in bronzo per gli etruschi e in argento in epoca romana, costituiscono tesori preziosi, che vengono deposti nelle tombe come corredo dei defunti o talvolta nascosti sottoterra per sottrarli alla razzia del nemico.

E nel mondo antico, ancora come nel nostro tempo, anche chi non poteva permettersi tanto amava circondarsi di beni che dessero almeno l’illusione della ricchezza. È a questa necessità di gratificare le aspirazioni e le tasche di una più ampia fetta di compratori che rispondono due invenzioni, che si collocano rispettivamente nel VII e nel III sec. a.C.: il bucchero e la ceramica argentata.

Il bucchero è la ceramica di colore nero prodotta dagli Etruschi. Il nome deriva dal termine spagnolo bucaro, che designava una ceramica di colore nero di produzione sudamericana importata nel XVII sec., molto simile alle ceramiche etrusche.

Nel bucchero è nero sia l’impasto che la superficie, che si presenta lucida e compatta. Il colore non è ottenuto con la pittura ma grazie ad un particolare procedimento di cottura in assenza di ossigeno, la quale impedisce le trasformazioni chimiche di ossidazione che fanno assumere la tipica colorazione aranciata ai minerali di ferro contenuti nell’argilla. L’aspetto e la forma dei vasi di bucchero sono molto simili a quelli dei più costosi vasi metallici, di cui costituivano un surrogato.

La superficie lucida era ricercata appositamente per imitare il vasellame in bronzo. Il “bucchero sottile”, leggero e lucente, viene prodotto inizialmente a Caere (Cerveteri) dalla metà del VII secolo a.C., e si diffonde dapprima nell’Etruria meridionale lungo le vie commerciali, fino a raggiungere l’Etruria Settentrionale. Questa prima produzione ha pareti molto sottili, decorazioni graffite geometriche o a ventaglietti. Col passare del tempo e l’ampliarsi della produzione ad altri centri, le pareti dei vasi si ispessiscono e iniziano ad essere decorate a cilindretto ovvero stampigliando sulla superficie un’immagine ripetitiva (ad esempio una teoria di animali reali o fantastici). Il bucchero ha amplissima diffusione tra la fine del VII e il VI secolo a.C.

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