Alessandria e il suo territorio

Fu con i primi moti insurrezionali del 1821 che il nome di Alessandria entrò nella Storia del Risorgimento.

E lo fece in modo grandioso, perchè proprio in questa terra strategica il 10 marzo i patrioti cominciarono a convergere da ogni parte del nord d’Italia, e la città divenne il perno intorno a cui ruotarono le operazioni della congiura.

Sui bastioni della cittadella, simbolo di tutto il risorgimento alessandrino, sventolò per la prima volta nella storia la bandiera tricolore.

Un episodio celebrato da Carducci nelle sue Odi Barbare, e che segna l’inizio di quei quarant’anni di lotte, intrighi e rivolte popolari che portarono all’unificazione d’Italia.

Non era certo la prima volta che la Storia, quella con la S maiuscola, passava da queste parti. Non molti decenni prima, ad esempio, Alessandria era stata protagonista delle imprese Napoleoniche con la celebre battaglia di Marengo; dopo la caduta di Napoleone, nel 1814, il Re Vittorio Emanuele I rientrò trionfante in Piemonte dopo sedici anni di esilio, e passò proprio da Novi e Alessandria, dove di botto le coccarde tricolori stemperarono in azzurro savoiardo.

Ma le colline fra Casale Monferrato e Valenza avevano da sempre avuto un’enorme importanza geografica nel passaggio fra la pianura Padana e i territori piemontesi.

Fu proprio qui, infatti, che nel 1859 Vittorio Emanuele II decise di fronteggiare gli austriaci che avevano passato il Ticino e si dirigevano minacciosi verso il Monferrato.

Ecco, il Monferrato: un nome che stimola l’attenzione dei buongustai almeno quanto la curiosità degli storici. Tutta la provincia di Alessandria, infatti, è zona di grandi vini, rossi dal carattere spigoloso come il Barbera, dolci e spumeggianti come il brachetto d’Acqui e bianchi ed eleganti come il Gavi.

Ma di certo non solo quelli: l’alessandrino è una terra dai sapori mutevoli, che dalle tipiche specialità dell’entroterra piemontese si stemperano, andando a sud, con la tradizione ligure.

PASTICCERIA

Una terra famosa anche per la sua pasticceria: i baci di Dama, i biscotti della salute di Ovada, anche se i più famosi senza dubbio sono i krumiri tipici di Casale Monferrato.

La data ufficiale della loro creazione per mano del pasticcere Domenico Rossi viene fatta risalire al 1878, anno in cui morì il primo Re d’Italia, Vittorio Emanuele II. Sembra infatti che la forma dei Krumiri si ispiri proprio ai caratteristici baffi a “manubrio” che il Re sfoggiava con orgoglio, e che il pasticcere abbia voluto crearli come personale omaggio al sovrano che aveva fatto l’Italia.

Se questa storia sia verità o leggenda rimarra sempre un piccolo dolce mistero, così come segretissima è ancor oggi la ricetta originale degli autentici biscotti casalesi.

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