Itinerari culturali / Adorazione dei Magi

UNA VISITA AL MUSEO: J. PAUL GETTY MUSEUM – LOS ANGELES – USA

A cavallo tra 1400 e 1500 invece, un esempio interessante di Adorazione lo abbiamo grazie al Mantegna; l’opera è oggi conservata al Getty Museum di Los Angeles.

La composizione in questo caso non ha un’ambientazione realistica o comunque precisa, infatti il fondale è nero e le figure sono tutte rappresentate in primo piano. Sul lato destro la Sacra Famiglia mentre sul sinistro i tre Magi, Gesù bambino è al centro, il cui corpo risulta leggermente sproporzionato.

Questa rappresentazione viene utilizzata dal pittore per renderne la comprensione ancora più immediata agli occhi di chi la osserva, occupando tutto lo spazio della tela.

La scena è solenne, non vi è accenno di trasporto emozionale né cenni empatici forti: la gioia della nascita del bambino viene sostituita dal presagio di morte prematura che accompagna Gesù, come la mirra gli vuole ricordare.

I doni sono contenuti in preziosi recipienti finemente decorati, un omaggio che il pittore veneto volle fare ad Isabella d’Este che amava e collezionava questo genere di oggetti nelle proprie stanze.

La scena in un certo senso spoglia, è però arricchita da luci ed ombre che creano immediatamente tridimensionalità e ci rendono più interessati e partecipi al momento: per quanto Giotto fosse stato un pioniere in tal senso, è nel Rinascimento che finalmente possiamo vedere la terza dimensione palesarsi sulla tela, oltre che una maggiore attenzione ai dettagli, dai drappeggi alle espressioni del viso, in una ricerca dell’aureo e del sacro più vicino al reale possibile.

Fonte Testo @CarlottaTosoni

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