City Tree Scaler: assorbire l’inquinamento attraverso dei pannelli bio-filtranti

I “Citytrees” sono i pannelli biotecnologici nati con l’obiettivo di “mangiare” lo smog in ambito urbano, filtrandolo e abbattendolo. Nell’ambito del progetto europeo “City tree scaler” questi arredi urbani sono stati collocati in alcune strade a forte percorrenza di Modena.

Il progetto prevede una campagna sperimentale di monitoraggio degli effetti sulla qualità dell’aria e sulla riduzione dei gas serra prodotti dall’installazione di sei Citytrees ( i pannelli biotecnologici nati con l’obiettivo di “mangiare” lo smog in ambito urbano), in strade a “effetto canyon” (lunghe, strette e intensamente trafficate) o caratterizzate da alti flussi di traffico dell’area urbana di Modena.

I pannelli sono strutture autoportanti lunghi 3 metri, alti 4 e profondi 60 centimetri che supportano specifiche colture di muschio e piante vascolari che “divorano” polveri sottili (Pm10), biossido di azoto e ozono producendo, secondo i risultati dei test di laboratorio effettuati finora, lo stesso effetto di 275 alberi ma utilizzando meno dell’1 per cento di spazio. Secondo gli sviluppatori questo enorme filtro vegetale è in grado di rimuovere dall’aria circostante 240 tonnellate di CO2.

Nella maggior parte delle metropoli mondiali, per contrastare l’effetto dei cambiamenti climatici e dell’inquinamento atmosferico causato dall’industria, i soli alberi non possono essere sufficienti ed è dunque necessario ricorrere a strategie innovative e sostenibili.

Come funzionano?

I pannelli si basano sulla biotecnologia e sono costituiti da muschio e altre particolari piante vascolari, che attirano gli agenti inquinanti dell’aria e li inglobano nella propria biomassa, “mangiando” letteralmente gli agenti inquinanti. Grazie alla tecnologia IOT, le performance di City Tree in termini di riduzione dell’inquinamento sono completamente tracciabili. In più, ogni City Tree richiede solamente poche ore di manutenzione all’anno.

I CityTrees sono delle vere e proprie foreste in miniatura capaci di assorbire l’equivalente di 275 alberi reali ma che occupano meno dell’1% dello spazio.

Dopo aver registrato l’enorme efficacia del metodo nelle prove istallate nell’area nord di Londra nel 2018, il progetto ha ottenuto l’approvazione e il finanziamento da Climate-Kic, la più grande comunità pubblico-privata a livello europeo nata nel 2010 per diffondere la conoscenza, promuovere l’innovazione nella sfida ai cambiamenti climatici e favorire lo sviluppo di una società a emissioni zero. Il successo è stato immediato e si sono moltiplicate le istallazioni in Europa (Londra, Oslo, Amburgo, Parigi, Berlino, Dresda) e nel mondo (Hong Kong).

Così come a Londra e Berlino sono state create strade a emissioni zero con alberi artificiali bio-filtranti, finalmente anche l’Italia si muove nella giusta direzione: nel maggio 2020 il Comune di Modena ha avviato l’istallazione del primo pannello dei sei previsti in totale, iniziando una fase di sperimentazione dei nuovi arredi urbani biotecnologici che, oltre a migliorare la qualità dell’aria, contribuisce ad aumentare la qualità di vita dei cittadini che, grazie alla presenza di una graziosa panca di legno, possono riposarsi e letteralmente riprendere fiato.

Secondo le stime degli sviluppatori, gli alberi artificiali sono in grado di rimuovere dall’aria circostante 240 tonnellate di CO2; per questo sono stati definiti il primo filtro biotecnologico antinquinamento al mondo: oltre a consentire un monitoraggio più efficace della qualità dell’aria ed a ridurre i livelli di gas serra nelle città, i CityTrees rappresentano la carta vincente per contrastare il pericoloso “effetto canyon” che si crea specialmente nelle strade strette, lunghe e caratterizzate da alti flussi di traffico.

Fonte @proambiente.it

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