
M.D. 11 ottobre 2022
L’opera è considerata il manifesto della pittura romantica oltre che una icona rappresentante il piacere del viaggiare.
Un uomo sale una montagna che rappresenta la vita. Al di là della montagna c’è un paesaggio indefinito che rappresenta l’ignoto: forse quello della morte e della vita ultraterrena. Forse il vento rappresenta il divino. L’uomo si aiuta con un bastone, ha I capelli biondi, quindi è giovane. Questi sono mossi dal vento. Il paesaggio è vasto e la natura prevale nel quadro. L’uomo l’ammira, consapevole della sua inferiorità e impotenza. Una natura più forte affascina e spaventa: è il concetto del sublime già teorizzato da Kant.

S’intende così la definizione kantiana secondo cui “il sublime è un oggetto della natura, la cui rappresentazione determina il sentimento a concepire l’irraggiungibilità dei limiti della natura come rappresentazione di idee della ragione“.
L’uomo è solitario, come nel Monaco sulla spiaggia dello stesso autore. In questo modo si sottilinea maggiormente la sua piccolezza in confronto all’immensità del paesaggio e della natura
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Nel secondo affresco, situato sopra lo scalone di entrata, “L’Olimpo e i Continenti” il richiamo a Palazzo Clerici è ancora più specifico: qui, al centro dell’opera, “Apollo circondato dagli dei dell’Olimpo porta luce al mondo”, rappresentato dai quattro “Continenti” collocati ai bordi del soffitto.
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