Gli apoidei come indicatori della qualità ambientale di un agroecosistema

La qualità ambientale di un agro-ecosistema può essere valutata sia attraverso la misurazione di parametri ecologici e successiva elaborazione di dati (anche tramite l’impiego di sensori e apparecchiature strumentali), che il ricorso a indicatori biologici, quali la presenza, l’abbondanza e lo stato
di organismi viventi (specie animali, vegetali o funghi) caratterizzati da una sensibilità ai cambiamenti indotti all’ecosistema da fattori di disturbo.

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Sensibilità ecologica degli apoidei verso colture in serra!

L’uso di insetti per l’impollinazione in serra costiuisce una alternativa efficace in termini economici rispetto all’impollinazione manuale. Per molte coltivazioni agricole gestite in serra e altre tipologie di ambiente protetto, le specie del genere Bombus rappresentano gli impollinatori più diffusi, grazie al loro maggiore adattamento e alla resistenza a condizioni di confinamento, di alta temperatura ed umidità e grazie all’alta velocità di impollinazione.

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Sensibilità ecologica degli apoidei verso le colture ortive!

La perdita di aree non tagliate, e prati subspontanei ricchi in origine di Leguminosae, e la tendenza all’utilizzo nelle successioni colturali di cultivar prive di fioritura hanno ridotto la qualità e la quantità di habitat di interesse apistico, con conseguente forte impatto negativo sugli apoidei selvatici e in generale sugli impollinatori animali.

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Sensibilità ecologica degli apoidei verso i seminativi!

Frumento duro, mais e frumento tenero sono coltivati in Italia prevalentemente in monosuccessione su vaste estensioni di territorio (seminativi), per lo più in ambito planiziario e collinare. Nei sistemi monocolturali, con presenza di una sola specie o varietà, prevalgono gli ambiti di paesaggio semplificati, caratterizzati dalla quasi completa eliminazione delle bordure, in grado di fornire risorse floreali e siti di nidificazione per gli impollinatori.

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Sensibilità ecologica degli apoidei verso i frutteti!

L’olivo, coltivazione arborea tipica del bacino del Mediterraneo, è una pianta da frutto a impollinazione anemofila (per mezzo del vento) il cui polline è di un certo interesse per l’entomofauna, soprattutto nel periodo della tarda primavera quando scarseggiano altre risorse floreali.

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Sensibilità ecologica degli apoidei verso gli oliveti!

L’olivo, coltivazione arborea tipica del bacino del Mediterraneo, è una pianta da frutto a impollinazione anemofila (per mezzo del vento) il cui polline è di un certo interesse per l’entomofauna, soprattutto nel periodo della tarda primavera quando scarseggiano altre risorse floreali.

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Sensibilità ecologica degli apoidei verso i vigneti!

Una recente meta-analisi ha confermato l’effetto positivo di pratiche colturali sostenibili sulla biodiversità complessiva e sui servizi ecosistemici presenti nei vigneti. La ricchezza, l’abbondanza e le caratteristiche funzionali delle specie di api selvatiche negli interfilari aumentano significativamente con la maggiore disponibilità di risorse floreali e con un’attenta gestione sostenibile della vegetazione, specie quella spontanea.

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Colture agricole e sensibilità ecologiche degli apoidei

La diversità degli apoidei risulta essere estremamente sensibile al degrado degli habitat e ai processi di frammentazione ambientale, tuttavia la composizione specifica e la densità delle specie sono diretta espressione della struttura e dello stato di conservazione degli ecosistemi nonché delle caratteristiche ecologiche delle singole specie. Le popolazioni maggiormente sensibili alla frammentazione degli habitat sono quelle specializzate nella selezione dell’habitat di nidificazione o di foraggiamento, le specie con limitata capacità di dispersione e gli individui che dipendono da rapporti mutualistici obbligati..

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Bonus 110% – Biodiversità urbana in pericolo

L’avvio di migliaia di interventi di recupero o restauro in seguito all’agevolazione fiscale promossa dal governo ha messo in allarme gli zoologi e gli ambientalisti italiani. Le nostre città ospitano nelle cavità e negli spazi esistenti fra le tegole, nei sottotetti, cornicioni e cassettoni, buona parte di quella che definiamo Biodiversità Urbana, ossia l’insieme delle forme di vita (piante e animali), che contribuisce al funzionamento di un vasto ecosistema urbano in cui risiede più della metà delle persone in Italia.

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Diversità degli apoidei e buone pratiche agricole

La diversità degli apoidei risulta essere estremamente sensibile al degrado degli habitat e ai processi di frammentazione ambientale, tuttavia la composizione specifica e la densità delle specie sono diretta espressione della struttura e dello stato di conservazione degli ecosistemi nonché delle caratteristiche ecologiche delle singole specie. Le popolazioni maggiormente sensibili alla frammentazione degli habitat sono quelle specializzate nella selezione dell’habitat di nidificazione o di foraggiamento, le specie con limitata capacità di dispersione e gli individui che dipendono da rapporti mutualistici obbligati..

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