Riserva Naturale Biogenetica Tomboli di Follonica – Toscana

Fonte @Raggruppamento Carabinieri Biodiversità

La Riserva, costituita da una pineta di pino domestico (Pinus pinea) con qualche pino marittimo (Pinus pinaster), è formata da nuclei separati. Parte della Riserva ricade in ambito urbano, all’interno dell’abitato di Follonica, andando a costituire due parchi pubblici (pineta di Ponente e di Levante) per un totale di circa 10 ettari. Il secondo e più consistente nucleo, di circa 45 ettari, peraltro anch’esso suddiviso da appezzamenti di proprietà regionale concessi a privati per insediamenti a destinazione ricettiva e turistica, è radicato nel cordone sabbioso costiero che si estende da Follonica fino al Puntone di Scarlino. L’area si è trovata sempre più immersa nel tessuto urbano in forte espansione. Svolge pertanto una rilevante funzione turistica. È inoltre riconosciuta come bosco da seme di Pino domestico, e svolge un’azione di difesa di rallentamento dell’erosione costiera. La pineta è di impianto relativamente recente. I rimboschimenti furono avviati a partire dal 1880 fino ad ottenere gli attuali 60 ettari.

La gestione di queste pinete è sempre stata improntata al mantenimento per finalità estetiche e sanitarie, per la protezione dai venti marini delle pianure retrostanti, che venivano conquistate per la coltura attraverso opere di bonifica idraulica. L’erosione costiera e l’espansione abitativa ha influito in maniera determinante sulle pinete. La forte antropizzazione e il carico estivo di turisti limita fortemente ed impedisce lo sviluppo degli strati arbustivi ed erbacei nelle aree maggiormente transitate. La progressiva erosione del litorale, tuttora in atto, ha causato l’irregolare arretramento della duna costiera, la progressiva scomparsa della fascia di protezione di pino marittimo, e l’interruzione del cordone di vegetazione dunale che si trova al momento ridotto e lacunoso. Il problema dell’erosione costiera è particolarmente grave in questa zona, ed oltre ad avere ripercussioni dirette sull’attività balneare per il venir meno di spiaggia utilizzabile, ha evidenti effetti negativi sulla pineta, in quanto ha determinato in molti casi la scomparsa della duna e della fascia protettiva di pino marittimo.

Habitat

Gli habitat più comuni della macchia mediterranea si compenetrano con zone antropizzate e zone umide. Torbiere, paludi e vegetazione di cinta si estendono per il 50% della Riserva, seguiti da un 10% di stagni e steppe saline. In queste zone è presente anche un habitat di notevole pregio, a corollario della bellezza e fragilità del sito, ed inserito tra gli habitat protetti dalla Direttiva UE Habitat, ovvero l’1150 (lagune costiere), che permette di ospitare numerose specie sia dulciacquicole che di acque salmastre.

Flora

I boschi puri coetanei di pino domestico sono stati ottenuti per semina e piantagione, con età variabile e generalmente avanzata. In alcune zone si trovano lembi residui di popolamento di pino marittimo originariamente deputato alla protezione delle retrostanti colture e della pineta di domestico. Nelle aree recintate, ove vige il divieto d’accesso, è presente uno strato arbustivo costituito da specie tipiche della macchia mediterranea; la forte antropizzazione e il carico estivo di turisti limita fortemente ed impedisce lo sviluppo degli strati arbustivi ed erbacei nelle aree maggiormente transitate. Nella zona palustre retrodunale vi è presenza di fragmiteti (Phragmites australis).

Fauna

  La volpe (Vulpes vulpes) è molto presente, arrivando sino al mare durante la notte, spesso per cercare cibo nei cestini dei rifiuti a servizio della spiaggia. Sono poi presenti molti roditori, tra i quali lo scoiattolo (Sciurus vulgaris). È segnalata anche la presenza della martora (Martes martes). La zona umida è anche un sito di sosta, nidificazione e svernamento per alcune specie rare e minacciate dell’avifauna come il falco di palude (Circus aeroginosus), il tarabuso (Botaurus stellaris) ed il forapaglie castagnolo (Acrocephalus melanopogon).

Per ulteriori informazioni riguardo le norme di fruizione della riserva, il centro visita e le attività in corso visita

rgpbio.it Riserva naturale biogenetica Tomboli di Follonica. Toscana

Vedi Classificazione Aree Naturali Protette

Riserva Naturale Antropologica Monte Croccia – Basilicata

La Riserva venne istituita per tutelare un antico centro abitato fortificato localizzato sulla sommità del Monte Croccia. Unitamente ad una serie di altri siti che ospitavano città fortificate edificate sui monti lucani, faceva parte di una rete difensiva del territorio. Il perimetro delle mura, ancora intatto nella parte basale, evidenzia una tecnica costruttiva mirata a sfruttare la…

Leggi di +

Riserva naturale di Campigna – Emilia Romagna

La Riserva di Campigna si estende su circa 1200 ettari di territorio, si trova nel versante romagnolo delle riserve ed è compresa tra un’altitudine di 850 m s.l.m. e 1650 m s.l.m. La formazione geologica prevalente è costituita dall’arenaria oligocenica con alternanza di strati compatti e strati di scisti limoso-argillosi molto friabili. La particolare disposizione…

Leggi di +

Centro di educazione ambientale di Castelfusano Canale della lingua – Lazio

Il Centro è una struttura, ideata e realizzata per sviluppare temi ambientali in un contesto naturale, che ogni anno ospita migliaia di visitatori. La Sede è una tenuta demaniale, adiacente alla pineta di Castelfusano (Riserva Naturale Statale del Litorale Romano), dove è possibile apprendere i meccanismi che regolano gli equilibri naturali, avendo un’esperienza diretta dell’importanza della biodiversità,…

Leggi di +

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *