Riserva Naturale Biogenetica Pian degli ontani – Toscana

Fonte @Raggruppamento Carabinieri Biodiversità

La Riserva di Pian degli Ontani si distingue per le faggete monumentali, derivate dalla conversione di boschi utilizzati in passato per la produzione di carbone impiegato nelle numerose ferriere della zona. Fin dal 1873 i terreni delle attuali Riserve di Abetone, Pian degli Ontani e Campolino costituivano una cospicua porzione della Real Foresta di Boscolungo, appartenente alle Possessioni del Granduca di Toscana. Con l’annessione della Toscana al Regno d’Italia, la Foresta passò al Real Corpo delle Foreste, poi divenuto Corpo Forestale dello Stato. Sulla presenza di questa maestosa ed estesa foresta si è basata, almeno fino agli anni ’70, gran parte dell’economia della zona. Il bosco forniva legname da opera e combustibile da riscaldamento o da industria (soprattutto il carbone per le ferriere di Mammiano).

Economicamente importanti erano anche le attività di pascolo, la fienagione delle erbe, la raccolta della legna morta, di fragole e lamponi oltre che di foglia secca impiegata come lettiera per gli animali. Da alcune cave si estraevano le lastre da tetto e i sassi da costruzione. La Riserva si sviluppa tra i 1100 e i 1770 m s.l.m. e si colloca nel bacino idrografico del Torrente Sestaione ed è delimitata nella zona sommitale da un crinale con ampie zone aperte (praterie) di elevato interesse naturalistico e paesaggistico, su cui si ergono il Poggione (1761), il Pizzo Alpestre (1743) e il Monte Uccelliera (1656). Il territorio, solcato da numerosi affluenti ricchi d’acqua anche d’estate, presenta un’inclinazione moderata e costante (Nord-Est) e poche zone accidentate. Tipici i macereti, costituiti da accumuli di massi, anche di notevole dimensione, nonché gli isolati e affioranti lastroni di arenaria. Il paesaggio è quello tipico montano appenninico con faggete, boschi misti mesofili, praterie di crinale e brughiere montane.

Habitat (Direttiva Habitat 92/43/CEE)
  • 4060: Lande alpine e boreali
  • 6230*: Formazioni erbose a Nardus, ricche di specie, su substrato siliceo delle zone montane
  • 6430: Bordure planiziali, montane e alpine di megaforbie idrofile
  • 8130: Ghiaioni del Mediterraneo occidentale e termofili
  • 8220: Pareti rocciose silicee con vegetazione casmofitica
  • 8230: Rocce silicee con vegetazione pioniera del Sedo-Scleranthion o del Sedo albi-Veronicion dillenii
  • 9110: Faggeti del Luzulo-Fagetum
  • 9130: Faggeti dell’Asperulo-Fagetum
  • 9260: Boschi di Castanea sativa
  • 9410: Foreste acidofile montane e alpine di Picea (Vaccinio-Piceetea)    
Flora

La Riserva è coperta per gran parte della superficie da rigogliose faggete pure. Meno diffusi i boschi misti, nei quali il faggio si unisce all’abete bianco, ad alcune sporadiche latifoglie (acero montano, frassino maggiore, salicone, maggiociondolo) e, più raramente, all’abete rosso. Tra le specie erbacee dalle fioriture più appariscenti si citano la genziana minore (Gentiana asclepiadea), la belladonna (Atropa belladonna), l’erba cornacchia di Zanoni (Murbeckiella zanonii), la sassifraga a foglie rotonde o erba stella (Saxifraga rotundifolia).

Fauna

Tra i mammiferi sono presenti il lupo (Canis lupus), il capriolo (Capreolus capreolus), la martora (Martes martes)la faina (Martes foina)l’arvicola delle nevi (Chionomys nivalis) e lo scoiattolo (Sciurus vulgaris)Recenti studi hanno individuato 11 specie di chirotteri, alcuni assai rari e vulnerabili come il vespertilio di Natterer (Myotis nattereri), il vespertilio di Bechstein (Myotis bechsteinii) e la nottola gigante (Nyctalus lasiopterus), tutte protette dalla Direttiva UE Habitat, così come il lupo.

I crinali aperti, sopra il limite del bosco, costituiscono aree di caccia per l’aquila reale (Aquila chrysaetos), che nidifica poco lontano. Gli ambienti rocciosi sono frequentati dal sordone (Prunella collaris), dal culbianco (Oenanthe oenanthe) e dal codirossone (Monticola saxatilis). In ambiente forestale, oltre alle cince, allo scricciolo (Troglodytes troglodytes), al fringuello (Fringilla coelebs), si possono incontrare il luì verde (Phylloscopus sibilatrix) ed il ciuffolotto (Pyrrhula phyrrula) e, in particolare nei boschi misti di faggio ed abete, è segnalata la presenza del rampichino alpestre (Certhia familiaris).

Tra le specie di anfibi e rettili di interesse naturalistico si ricordano il biacco (Hierophis viridiflavus), la biscia dal collare (Natrix natrix), la lucertola muraiola (Podarcis muralis), la rana agile (Rana dalmatina), la rana alpina o montana (Rana temporaria) e la salamandra pezzata (Salamandra salamandra).

Nei torrenti della zona vivono la trota fario (Salmo trutta fario) e lo scazzone (Cottus gobio).

Per ulteriori informazioni riguardo le norme di fruizione della riserva, il centro visita e le attività in corso visita

rgpbio.it Riserva naturale biogenetica Pian degli ontani. Toscana

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