Peperoncino

Come coltivare il peperoncino in modo biologico

Peperoncino – Capsicum

La coltivazione del peperoncino è sicuramente quello che si fa, anche in casa, più frequentemente. Si tratta di varietà appartenenti al genere Capsicum L. e si distinguono tra loro, oltre che per forma e colore anche per il contenuto in capsaicina, cioè quell’alcaloide responsabile della maggior parte della “piccantezza” dei peperoncini.

Questa piccantezza viene poi misurata nella scala Scoville. Tra i peperoni più piccanti al mondo citiamo: Carolina Reaper, Trinidad Moruga Scorpion, Naga Viper, Bhut Jokolia, Habanero Red Savina, Habanero Orange, Scotch Bonnet, Habanero, Bird’s eye e Byadagi.

CLIMA

Si tratta di piante che necessitano di climi caldi e possono essere coltivate anche in vasi che consentono un buon sviluppo delle radici (quindi non inferiori a 40 cm). Per iniziare la coltivazione si consiglia la semina in semenzaio (soprattutto al nord) e il successivo trapianto in pieno campo quando la pianta ha raggiunto almeno i 5 cm di altezza.

SEMINA

Il periodo di semina del peperoncino va da gennaio ad aprile, per essere più precisi conoscere la varietà che si vuole piantare; soprattutto per le varietà di origine tropicale, il periodo di semina deve essere posticipato (ma preparato in semenzaio) per evitare che i frutti non raggiungano la piena maturazione con clima caldo. In ogni caso la temperatura minima per il trapianto deve essere di almeno 18 gradi anche di notte.

Per la semina si inizia riempiendo i vasi o contenitori alveolati, tenuti in ambiente riparato dal freddo, con terriccio organico idoneo. Il seme dovrebbe essere sepolto a non più di un centimetro di profondità.

La germinazione del seme avviene dopo 7 – 15 giorni e questo dipende dalle temperature e dalla varietà del peperoncino (può essere utile, per velocizzare il processo, inumidire i semi con la camomilla).

FASE LUNARE

Per la semina si consiglia il periodo della falce di luna, fase lunare favorevole allo sviluppo vegetativo e alla fruttificazione.

TERRENO

Il terreno dove trapiantare il peperoncino deve essere profondo, possibilmente non calcareo, a pH neutro o leggermente acido, e fertilizzato preliminarmente con letame maturo o compost.

SESTO D’IMPIANTO

Per i sesti si consiglia di posizionarli almeno 60 cm sul filare e per l’interfila a seconda dell’organo di lavoro e una facile possibilità di tutte le operazioni di coltivazione.

PACCIAMATURA

Ottima la tecnica della pacciamatura con cannucce, mentre è consigliato l’abbinamento (a file binate) con basilico, carota o cipolla.

IRRIGAZIONE

Il peperoncino va irrigato frequentemente, senza mai provocare ristagni o bagnature delle foglie o dei frutti e per questo motivo, se si tratta di un appezzamento più grande di poche piante si consiglia l’irrigazione a goccia con tubo.

RACCOLTA

Per la raccolta questa deve essere regolata di volta in volta in base alla varietà; in generale la maggior parte dei peperoni ha un viraggio di colore in prossimità della maturazione e della produzione della maggior parte della capsaicina a piena maturazione (attenzione a non provare la tecnica di degustazione, soprattutto con alcune varietà molto piccanti).

AVVERSITÀ

Tra le malattie, soprattutto attenzione all’oidio tra quelle fungine e ad afidi, cocciniglie e ragni rossi. Per l’oidio è possibile utilizzare il preventivo (ma se ci sono condizioni climatiche) con poltiglia bordolese, per afidi, cocciniglie e ragni rossi con preparazioni di equiseto e macerazioni di ortica (quest’ultima è ottima come prodotto preventivo e concime allo stesso tempo) .

RICETTE CON IL PEPERONCINO

USO TERAPEUTICO

PRONTUARIO MEDICINA NATURALE

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