Gelso nero, Morus nigra

Caratteristiche botaniche:

Nome comune: Gelso nero

Famiglia: Moraceae

Pianta monoica/dioica: monoica

Portamento: arboreo

Foglie: decidue, cm 4-6 x 8-10 , con lamina cuoriforme – ovoidale o triangolare o più raramente trilobata, margine dentato, base leggermente asimmetrica ed arrotondata; di verde più o meno intenso, glabre nell pagina inferiore

Fiori: unisessuali, riuniti in corte infiorescenze, poco appariscenti

Frutti: piccole bacche carnose, a maturità di colore rosso-violaceo

Periodo di dispersione del polline: G F M A M G L A S O N D

Impollinazione: anemofila

Il Morus nigra è un albero longevo e può diventare centenario, caducifoglie e latifoglie, alto fino a 8 m, può raggiungere anche 15–20 m. È simile al gelso bianco, ma si differenzia per alcuni caratteri salienti: la foglia, pubescente nella pagina inferiore, ruvida nella pagina superiore, cuoriforme alla base. il frutto, costituito da piccole bacche carnose, che assumono a maturità un colore rosso-violaceo ed un sapore dolce. Le foglie presentano il margine dentato. La chioma è caratterizzata da rami robusti e grossolani. I frutti sono chiamati sorosi botanicamente.

L’indicazione del nome è dovuta al colore scuro delle gemme, non al colore dei frutti: il Morus alba può produrre frutti di colore bianco, rosa e nero; queste ultime hanno tonalità confondibili con quelle del Morus nigra.

Descrizione

Solitamente i due fiori di diverso sesso sono portati da piante separate, cioè piante dioiche, anche se non sono rari i casi di esemplari con ambedue le infiorescenze sulla stessa pianta. La fioritura avviene in aprile-maggio e la fruttificazione si ha a giugno-luglio.

Coltivazione

Il gelso nero è un po’ meno resistente al freddo del Morus alba ed è perciò più diffusa in regioni meridionali.

Nell’Europa meridionale veniva ampiamente coltivato per la produzione dei frutti. Oggi è maggiormente usato come albero ornamentale; la presenza di alberi di gelso da frutto è attualmente piuttosto rara e gli esemplari presenti sono spesso molto vecchi. Ormai può essere classificato nei frutti rari e dimenticati.Gelso nero

È una pianta rustica e resistente, ma le foglie sono molto appetite da vari lepidotteri, oltre che dalle larve del baco da seta.

Come tutti i gelsi la pianta preferisce suoli umidi, ma sopporta anche suoli poveri. La coltivazione in luoghi aperti al traffico di persone e automobili è evitata, dato che i frutti, che sono molto succosi e colorati, se non sono raccolti cadono e imbrattano le persone e gli automezzi. È utilizzata, con varietà particolari, come pianta ornamentale in parchi e giardini.

Usi

In Italia, specialmente nella regione Sicilia, il frutto di tale albero è utilizzato sia come frutta da tavola sia come componente di dolci, confetture e guarnizioni. Famosa è la granita di gelsi. Anche le foglie tenere possono essere usate per il consumo umano, essendo un po’ dolci. In Veneto veniva tradizionalmente piantato vicino ai pollai, perché le galline ne sono ghiotte. In Calabria il legno è anche utilizzato per realizzare gli stampi di alcuni formaggi tradizionali come il Musulupu (le cosiddette Musulupare) e i collari per ovini, caprini e bovini

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