GALLINA BIONDA PIEMONTESE PAT

Prodotto Agroalimentare Tradizionale del PIEMONTE

La Gallina Bionda Piemontese presenta una testa di sviluppo medio con cresta rossa a 4 o 6 denti, eretta nel gallo e con pendenza laterale nella gallina. Bargigli e guance sono rossi; becco e pelle sono gialli; il piumaggio ha colorazione abbastanza variabile dal biondo al camosciato. Il corpo è raccolto, con spalle e petto ampi; la coda è alta e nera nella femmina e bianca o bluastra nel maschio.
Il peso vivo nei galli adulti varia da 2,5 a 3 Kg circa, nelle femmine adulte da 2 a 2,5 Kg.

Territorio di produzione

L’area di produzione coincide con alcune zone della provincia di Cuneo ed alcune zone della provincia di Asti.

Metodo di preparazione

Gli animali vengono allevati tutt’ora come animali da cortile, liberi, a terra con alimentazione basata sul mais e sui prodotti della coltivazione delle aziende rurali.
La deposizione delle uova, circa 200 unità, inizia verso il 6°-7° mese di età e si concentra nel periodo primaverile-estivo. Le uova sono a guscio liscio e di colore rosato ed hanno un peso di circa 60 g.
Relativamente alla carne, le produzioni caratteristiche sono costituite dal pollo di 60-70 giorni, dal Cappone nel periodo natalizio, e dalle ovaiole a fine carriera.
La razza presenta una buona resistenza alle malattie.

Storia

La Gallina Bionda Piemontese è una razza di origine e di interesse locale, diffusa nel secolo scorso, in periodo bellico e post-bellico, in molte aziende piemontesi. Tra il 1930 ed il 1950 si ebbe una sensibile opera di miglioramento della razza condotta dall’Istituto Zootecnico e Caseario per il Piemonte. La qualità della carne è ottima e risente positivamente del sistema estensivo di allevamento e di alimentazione.

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